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DU 13 AU 24 MAI 2009
I REPORTAGE DI
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La Maremma è una realtà territoriale piuttosto vasta e dai confini non perfettamente definiti che si affaccia sul Mar Tirreno Dante (Inferno XIII, 7) ne individuava i confini tra Cecina e Corneto: "Non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che 'n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti"
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| Al momento c'è un problema con questo blocco. |
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IL SOGNO DI UN MONDO LIBERO DALLA POVERTA’
Postato da direttore il Martedì, 05 maggio @ 01:53:19 CEST - (Leggi Tutto... | 9087 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 5)
L’occhio attento alle nuove economie, alle nuove politiche, ai nuovi pensieri.
Ogni mattina nasciamo un’altra volta.
Ciò che facciamo oggi è ciò che conta davvero.
"Nuovomondo" vuole essere un’osservatorio, una lente di ingrandimento, una postazione d’avanguardia dove scorgere ogni giorno i semi del cambiamento e del rinnovamento economico, politico e culturale. Uno spazio aperto dove ospitare i fermenti positivi del nostro mondo, ma anche un pit-stop per riflettere e pensare e guardare con occhi nuovi alla realtà che ci circonda.
LA BANCA CHE NON SBANCA
ARRIVA IN ITALIA LA GRAMEEN BANK
Il personaggio lo conosciamo già per fama. La sua idea gli ha guadagnato il Nobel per la pace nel 2006. Pace come declinazione naturale di giustizia e pari opportunità per tutti e non come mera assenza di conflitti.
Stiamo parlando della carovana di speranza guidata da Muhammad Yunus, eufemisticamente e giornalisticamente definito: “Il banchiere dei poveri”.
Lui è un professore universitario originario del “quarto mondo” (Bangladesh), indottrinatosi alle scuole economiche occidentali del “primo mondo” (ha conseguito la laurea negli Stati Uniti).
Dopo gli studi, ritorna nel suo paese per concretizzare nella realtà quotidiana l’astrattezza delle teorie economiche apprese.
Ben presto, però, si accorge che tutto il compendio dottrinario non serve a dare risposte ai bisogni delle persone, specialmente se disagiate e indigenti e pertanto ai margini dei circuiti economici tradizionali.
Da professore diventa studente appassionato alla scuola della povertà.
Si inventa allora un sistema per offrire un’occasione di riscatto a chi è privo di ogni opportunità economica.
Individua nell’accesso al credito la molla per far risollevare le persone dalla soglia della povertà
Inverte così il tradizionale meccanismo bancario di erogazione dei prestiti, concedendo piccole somme senza garanzia a tutti quei soggetti che non sarebbero in grado di approntarne alcuna.
Nasce così il microcredito che diventa l’attività privilegiata della Grameen Bank, che in bengalese significa banca rurale o del villaggio.
Il progetto di Yunus è quello di consentire ai più bisognosi di investire il denaro prestato nell’acquisto di un bene immediatamente produttivo e capace quindi di creare reddito.
Questo intervento spezza così la spirale perversa che condanna gli indigenti ai margini del processo produttivo, offrendo un’occasione preziosa per il raggiungimento dell’autonomia reddituale tramite l’esercizio dell’iniziativa economica.
L’altro pilastro del sistema è quello della natura delle garanzie. Si passa dalle tradizionali garanzie patrimoniali a quelle personali.
La Banca, infatti, eroga un prestito iniziale ad un gruppo di persone, che s’impegna, grazie anche alla solidarietà reciproca tra i rispettivi membri, a restituire le somme.
S’inserisce così nel mondo creditizio il principio rivoluzionario dell’affidabilità umana e non della garanzia economica.
Appena il primo gruppo restituisce il prestito, la banca eroga un nuovo credito nei confronti di un altro gruppo, con un meccanismo a rotazione che inizia dal gruppo maggiormente bisognoso.
Da quando è nata, nel 1976, la Grameen Bank ha registrato un tasso d’insofferenza pari soltanto all’1%. Ciò significa che più del 98 % dei prestiti erogati viene regolarmente restituito.
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RICORDI DI UNA ANNO CHE SE NE VA
Postato da direttore il Martedì, 30 dicembre @ 23:06:46 CET - (Leggi Tutto... | 12705 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
L’occhio attento alle nuove economie, alle nuove politiche, ai nuovi pensieri.
Ogni mattina nasciamo un’altra volta.
Ciò che facciamo oggi è ciò che conta davvero.
"Nuovomondo" vuole essere un’osservatorio, una lente di ingrandimento, una postazione d’avanguardia dove scorgere ogni giorno i semi del cambiamento e del rinnovamento economico, politico e culturale. Uno spazio aperto dove ospitare i fermenti positivi del nostro mondo, ma anche un pit-stop per riflettere e pensare e guardare con occhi nuovi alla realtà che ci circonda.
I L M E R C A T I N O D E L L’ U S A T O
C H E N O N P A S S A M A I D I M O D A
E’ una tiepida mattinata d’Ottobre. Un incidente di estate nel mezzo dell’Autunno, come spesso accade in Sicilia. Con un amico fraterno mi reco a Catania: Via Montenero n. 8.
E’ un appuntamento che volevo onorare da tempo. Posteggio la macchina, per pura fortuna, nelle ultime oasi di parcheggio gratuito esistenti nella città, e mi dirigo assieme al mio amico in direzione di un’insegna verde.
Percorro una breve discesa e mi ritrovo davanti ad un bazar multicolore. Guadagno l’entrata e alla mia sinistra lo sguardo è rapito da una serie di manifesti che non ammiccano a comprare creme rassodanti o inutili telefonini ultra accessoriati, ma ospitano gli occhi raggianti e angosciati di due bambini che reclamano i loro diritti o grafici che denunciano le disparità tra il Nord e il Sud del pianeta. In realtà la mia non era una caccia al tesoro. Sapevo benissimo dove stavo andando.
Avevo caricato, però, di molte aspettative la sensazione iniziale sull’ingresso del luogo che stavo visitando. Dopo avere letto bene gran parte dei messaggi che impreziosivano la bacheca, decido assieme al mio accompagnatore di iniziare la visita del locale.
M’imbatto subito in una serie di scaffali ricolmi d’oggetti di varia natura. Da una sveglia con le lancette colorate ad una posa cenere stile impero, da una porta carte di legno ad una scacchiera verde e rossa.
Dopo qualche minuto di vagabondaggio alla ricerca di qualche oggetto strano o curioso, sono avvicinato da Rosario : zigomi siculi e marcata inflessione dialettale. Ci salutiamo stringendoci le mani, così fa pure il mio amico. Rosario si deve scusare subito, perché lo chiama una signora dall’altro lato che vuole sapere il prezzo di un mobiletto di legno. Perde qualche minuto e dopo ci fa accomodare in una rientranza del locale adibita ad ufficio. Non è una stanza separata, ma la continuazione dello spazio in cui sono riposti gli oggetti. Non mi sembra casuale, anzi. E’ come se non ci fosse discontinuità tra la parte direttiva e quell’operativa. Un’officina aperta in cui l’apporto intellettuale si mescola con quello manuale: un computer, alcune sedie, la tappezzeria di manifesti colorati simile a quella dell’ingresso e subito dietro oggetti. Rosario comincia a parlare. Dietro le spalle, un ampio scaffale ricolmo di libri. Ogni tanto intercala il suo discorso indicando qualche testo, che puntualmente estrae dalla biblioteca del gruppo...
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UN AUGURIO SINCERO PER UN NATALE OLTREPENSIERO
Postato da direttore il Martedì, 23 dicembre @ 00:35:36 CET - (Leggi Tutto... | 10805 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 5)
L’occhio attento alle nuove economie, alle nuove politiche, ai nuovi pensieri.
Ogni mattina nasciamo un’altra volta.
Ciò che facciamo oggi è ciò che conta davvero.
"Nuovomondo" vuole essere un’osservatorio, una lente di ingrandimento, una postazione d’avanguardia dove scorgere ogni giorno i semi del cambiamento e del rinnovamento economico, politico e culturale. Uno spazio aperto dove ospitare i fermenti positivi del nostro mondo, ma anche un pit-stop per riflettere e pensare e guardare con occhi nuovi alla realtà che ci circonda.
Sarebbe bello soltanto provare l’ebbrezza del gusto delle piccole cose, dei gesti semplici, delle parole ricche di significato, dell’abbraccio accogliente e sincero, abolendo la pratica malsana degli auguri forzati o della solidarietà da mercatino . . .
N A T A L E D I S E C O N D A M A N O
( liberamente tratto dal titolo di una canzone di Francesco De Gregori )
Mancano pochi giorni a Natale. Il rituale folkloristico di ogni anno è già nella sua fase di pieno sviluppo. L’orgia festaiola è interrotta qua e là da qualche notizia sulla probabile flessione dei consumi dovuti alla crisi economica.
Niente d’allarmante in ogni caso. La soglia minima di regali è garantita. Si risparmia su tutto, ma non sul Natale.
Le televisioni entrano in pieno corto circuito. Cori di bambini ebbri di gioia, si rincorrono tra i vari canali per sponsorizzare il panettone o il profumo di turno.
Le città, come abili camaleonti, si trasformano in una pista da ballo infestata da luci psichedeliche. Pazienza se non ci sono i soldi per la “mondezza” o per riparare le strade, i sindaci assicurano l’arrivo d’alberi D.O.C. dalla Scandinavia e di angioletti dal sorriso conturbante che svolazzano sopra i viali.
Non parliamo poi del moltiplicarsi della stucchevole “bontà” d’occasione. Si parte con la maratona di Telethon, che s’inserisce tra l’inutile e scandalosa intervista a qualche reduce di Isola Famosa e l’ennesimo noioso siparietto del politico o del tele- parolaio di turno.
Non si riuscirà mai a capire come un’iniziativa di grande utilità, come quella di sostenere la ricerca per battere il flagello delle malattie genetiche, possa confondersi con le insulsaggini della Tv deficiente (nel senso etimologico: cioè gravemente carente di ogni contenuto).
Si passa poi alla beneficenza aristocratica di qualche club di finti nobili che dispensano aiuti economici ai poveri di turno come addobbo natalizio per la coscienza.
Il mondo cattolico-barocco si spertica in raccolte di viveri o giocattoli per consentire anche a chi non se lo può permettere un Natale di livello. Con l’assicurazione che i bisognosi restino chiusi nelle loro case e non disturbino i baccanali in corso.
Da questa panoramica iniziale anche una persona poco attenta comprende come il quadro che ogni anno si presenta sotto i nostri occhi è sideralmente lontano, se non in aperto contrasto, con la notte di Betlemme.
A questo punto non voglio aprire nessun discorso complicato di fede.
Parlo invece del Natale come fatto storico e non come epifania divina o rivelazione dall’alto.
L’evento che si è verificato circa 2000 anni fa, c’interpella tutti, al di là dai nostri orientamenti culturali, politici, religiosi.
Parlo, infatti, del mistero che si nasconde nelle piccole cose.
Il mistero è una realtà che riguarda ogni uomo. Chi non si confronta con il mistero, non si confronta con se stesso e con il mondo che gli sta intorno.
Possiamo allora leggere l’evento del Natale, al di là d’ogni dogma, come la sfida della piccolezza.
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ENERGIE ALTERNATIVE
Postato da direttore il Domenica, 31 agosto @ 02:51:31 CEST - (Leggi Tutto... | 12856 bytes aggiuntivi | 46 commenti | Voto: 0)
L’occhio attento alle nuove economie, alle nuove politiche, ai nuovi pensieri.
Ogni mattina nasciamo un’altra volta.
Ciò che facciamo oggi è ciò che conta davvero.
"Nuovomondo" vuole essere un’osservatorio, una lente di ingrandimento, una postazione d’avanguardia dove scorgere ogni giorno i semi del cambiamento e del rinnovamento economico, politico e culturale. Uno spazio aperto dove ospitare i fermenti positivi del nostro mondo, ma anche un pit-stop per riflettere e pensare e guardare con occhi nuovi alla realtà che ci circonda.
I L S O L E N O N E' Q U O T A T O I N B O R S A In tempi di prezzi del petrolio che oramai inducono gli sposi a inserire nelle liste nozze i buoni benzina, Nuovomondo getta un’ancora di salvataggio nel mare dell’oro nero in cui la nostra civiltà è costretta a navigare (e presto forse ad affogare). Oramai la coda al distributore sta diventando un incubo. Il consumatore è avvinto dal panico da rincaro. Esce di casa per rifornire la propria automobile memorizzando il prezzo che ha appena appreso al primo TG dell’alba. Quando esce di casa, accende la radio e le quotazioni della benzina sono già salite. Non appena avvista il distributore alla fine del viale, ecco comparire austero il cartello con il prezzo già rincarato di qualche centesimo. Ma non è finita qui. Dopo la lunga attesa cui si deve sottoporre per arrivare all’agognata pompa, ecco l’operatore cambiare cartello e aggiungere ancora centesimi alla vecchia quotazione. Sembra di vivere in un video-game dove il giocatore deve arrivare alla fine prima che la valanga lo sommerga. Il tutto con i naturali e prevedibili contraccolpi al sistema nervoso che gli individui della nostra società già stressata non possono permettersi. Questa sembra una strada senza uscita, se tutti ci accaniamo a volere giocare per forza, quando in realtà è possibile utilizzare altri video-game.  Quando leggerete questo articolo sarete probabilmente ancora in una stanza del vostro albergo o della vostra casa a mare in una pausa tra un bagno e un altro. Qualche istante prima, magari, avete interrotto la classica pennichella senza pensare che sopra la vostra testa non ci sia solo un agente abbronzante gratuito ma anche una fonte inesauribile di energia. Quando si parla di energie alternative come quella solare, di solito, ci si limita a chiacchiericci fatui da Bar o si cominciano ad evocare fantasmagorici macchinari dai costi elevatissimi, che scoraggiano qualsiasi iniziativa. Questa tendenza, peraltro confermata in parte negli ultimi anni, sta cominciando ad invertirsi con l’adozione di alcune iniziative rilevanti su scala mondiale e nazionale. Il sole è la più antica fonte di energia rinnovabile di tutta la storia dell’umanità. Già i romani ne avevano sfruttato le potenzialità adottando sistemi di riscaldamento dell’acqua e delle abitazioni che utilizzavano l’effetto serra creato dal vetro colpito dai raggi solari.
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Inserto: " ZOPA "
Postato da direttore il Giovedì, 28 agosto @ 00:26:15 CEST - (Leggi Tutto... | 7573 bytes aggiuntivi | 62 commenti | Inserto | Voto: 0)
L’occhio attento alle nuove economie, alle nuove politiche, ai nuovi pensieri.
Ogni mattina nasciamo un’altra volta.
Ciò che facciamo oggi è ciò che conta davvero.
"Nuovomondo" vuole essere un’osservatorio, una lente di ingrandimento, una postazione d’avanguardia dove scorgere ogni giorno i semi del cambiamento e del rinnovamento economico, politico e culturale. Uno spazio aperto dove ospitare i fermenti positivi del nostro mondo, ma anche un pit-stop per riflettere e pensare e guardare con occhi nuovi alla realtà che ci circonda.
LA BANCA ONLINE DOVE IL DENARO COSTA MENO
(Febbraio 2008) - Mentre scrivo la nostra penisola è attraversata da tempeste giudiziarie, politiche e vaticane che imperversano funeste e senza tregua.
La moglie di un ministro (poi diventato ex) costretta per qualche settimana a casa, il papa rinchiuso tra le mura vaticane , in uno Stato che assomiglia sempre di più a quello esistente prima della breccia di Porta Pia, il Parlamento italiano sottoposto all’abituale e periodico scioglimento con la solita e noiosa campagna elettorale a seguire. Sullo sfondo del dipinto i cumuli di mondezza di Napoli, con le colorazioni tipiche di un quadro di van Gogh. Nuovomondo, fedele alla sua vocazione cerca un’oasi di speranza da dove intravedere il sereno.
La zattera di salvataggio arriva ancora una volta dal “mare magnum” d’internet. La rete è ormai a pieno titolo la nuova Agorà planetaria con tutto quello che ne consegue nel bene e nel male. In un periodo di progressivo e preoccupante aumento del costo del denaro, di crisi di liquidità mondiale (vedi mutui-subprime:1°articolo di Nuovomondo), di tempeste finanziarie, arriva la ricetta per non finire nelle mani di usurai e strozzini. Si chiama ZOPA. E’ sbarcata in Italia nell’Autunno di quest’anno, dopo essere stata messa a punto da un team di esperti nel settore finanziario in Gran Bretagna nel 2005. Zopa è l’acronimo inglese di Zone of Possible Agreement: Zona di Possibile accordo. Si tratta di un mercato virtuale in cui s’incontrano domanda e offerta di prestiti in denaro. E’ la risposta più efficace e dirompente al monopolio asfissiante di banche e finanziarie nel settore dei mutui. Zopa è quindi una strada alternativa d’enorme importanza per chi ha esigenza di liquidità monetaria e non può accedere ai tradizionali canali del credito. Tutto ciò è anche un’ opportunità preziosa per chi vuole realizzare rendimenti tramite prestiti in denaro e non trova collocazione negli ordinari canali di investimento. Zopa è una delle espressioni più qualificanti del modello finanziario che va sotto il nome di social lending. Nel social lending le persone si mettono in contatto tra loro direttamente per chiedere e prestare denaro senza l’intermediazione degli istituti di credito specializzati. E’ un metodo che consente l’incontro tra esigenze particolari dei singoli che non troverebbero adeguata risposta da banche e finanziarie. Il meccanismo di funzionamento di Zopa è semplice e trasparente.Si accede al sito e ci s’iscrive nell’area destinata rispettivamente ai richiedenti o ai prestatori di mutui. Per iscriversi occorre avere raggiunto la maggiore età ed essere titolari di un conto corrente bancario. A chi richiede un prestito è assegnato un profilo di credito che varia per quattro classi: A- A+ - B- C. Chi non raggiunge tali livelli non può essere iscritto a Zopa.
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I CAMMELLI DA APPUNTAMENTO GALANTE
Postato da direttore il Sabato, 29 dicembre @ 15:01:42 CET - (Leggi Tutto... | 8471 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)
L’occhio attento alle nuove economie, alle nuove politiche, ai nuovi pensieri.
Ogni mattina nasciamo un’altra volta.
Ciò che facciamo oggi è ciò che conta davvero.
"Nuovomondo" vuole essere un’osservatorio, una lente di ingrandimento, una postazione d’avanguardia dove scorgere ogni giorno i semi del cambiamento e del rinnovamento economico, politico e culturale. Uno spazio aperto dove ospitare i fermenti positivi del nostro mondo, ma anche un pit-stop per riflettere e pensare e guardare con occhi nuovi alla realtà che ci circonda. N O N C ' E ' P I U '
L A M E Z Z A S T A G I O N E . . . Sembrerà a molti retorico ed estremamente pernicioso dedicare il secondo articolo di questa neonata rubrica al clima, ma l’attualità e le temperature ballerine di questi ultimi tempi c’è lo impongono. Vivo al centro della Sicilia, in un punto equidistante dalle estremità di questa terra sensuale, magica e fascinosamente disgraziata. E’ per questo che più di tutti soffro i cambiamenti climatici. Ormai, sempre più, la nostra isola si avvicina ai deserti ed anche noi poveri abitanti ci stiamo abituando, con il tempo, al cambiamento di paesaggio. Devo dirla tutta. Non vedo l’ora che le nostre macchine vengano sostituite da più ecologici e artistici cammelli. Ma ve lo immaginate il cammello in doppia fila ? Non sarebbe realistico. Finiremmo tutti di pagare benzina, assicurazioni truffaldine e super- bolli. E finiremmo di infestare la terra con scarichi inutili. Non vi sarebbero più ingorghi nel centro delle città, schiamazzi di clacson, lunghe file nelle circonvallazioni. Anche i primi appuntamenti con le signorine sarebbero più “chic”. L’unica controindicazione in questo caso sarebbe la difficoltà di concludere la serata con il classico posteggio di fronte alla luna.  I governi potrebbero fornire all’uopo cammelli da appuntamento-galante, con tendina incorporata da montare a hoc. Nonostante tutto ciò possa apparire il soggetto di una sit- com’, c’è qualcuno nel mondo che sta lavorando affinché i cammelli sostituiscano le macchine. Le novità arrivano dal guru dell’inversione ad U della politica: il premier spagnolo Zapatero. Dopo essersi posto nelle trincea per il riconoscimento dei diritti civili fondamentali a tutti, ecco nuovamente nel proscenio la Spagna zapateriana. Stavolta la genialità politica del premier spagnolo ha trovato terreno fertile di espansione nel campo ecologico. Lo Pse, partito di cui il premier è il leader, ha infatti proposto, nel programma per le elezioni politiche del prossimo anno, l’introduzione di una tassa di un centesimo per ogni litro di carburante consumato. La misura può sembrare irrisoria, ma segna un evidente cambio di marcia nella lotta al riscaldamento globale.  Lasciando il Mediterraneo alle spalle e risalendo l’Europa sino ai paesi nordici, c’imbattiamo nell’altra novità ecologica. La Norvegia recentemente ha legiferato in materia, con l’approvazione di una serie di norme che dovrebbero contribuire a contrastare il consumo di materie inquinanti per l’ambiente. Le novità riguardano principalmente l’introduzione del sistema delle videoconferenze per la comunicazione tra pubbliche amministrazioni con conseguente riduzione del trasporto di persone e il varo di regole ecologiche nel sistema degli appalti e degli acquisti pubblici. In sostanza la Norvegia si è impegnata, nel settore della spesa pubblica e dei pubblici servizi, ad avvantaggiare l’utilizzo di materiali riciclati e rigenerati e a favorire l’assegnazione d’appalti ad imprese che garantissero elevati standard di qualità ecologica nella propria produzione. Sono delle misure che ci dimostrano con lapalissiana evidenza che la lotta al cambiamento climatico è in mano agli Stati. Ma non solo a loro.
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SUBPRIME
Postato da direttore il Lunedì, 26 novembre @ 02:21:27 CET - (Leggi Tutto... | 8549 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)
L’occhio attento alle nuove economie, alle nuove politiche, ai nuovi pensieri.
Ogni mattina nasciamo un’altra volta.
Ciò che facciamo oggi è ciò che conta davvero.
"Nuovomondo" vuole essere un’osservatorio, una lente di ingrandimento, una postazione d’avanguardia dove scorgere ogni giorno i semi del cambiamento e del rinnovamento economico, politico e culturale. Uno spazio aperto dove ospitare i fermenti positivi del nostro mondo, ma anche un pit-stop per riflettere e pensare e guardare con occhi nuovi alla realtà che ci circonda. N U O V O A V V I S T A M E N T O S U I C I E L I D E L P I A N E T A D E I “ M U T U I S U B - P R I M E ” Chi di noi non ha ancora vivo nella sua mente l’incubo di questa estate. Eravamo distesi sul nostro lettino da spiaggia o intenti a goderci il fresco in qualche località di montagna quando, improvvisamente, sulla nostra testa sono volati degli strani oggetti.
Ne abbiamo subito individuato la provenienza. Si trattava del ciclico bombardamento mass-mediatico da parte di radio televisioni e giornali che allertavano sulla inquietante presenza. Ancora una volta gli oggetti non identificati arrivavano dal paese principe in sviluppo ed innovazione: gli Stati Uniti d’America. Campo di volo: il mercato finanziario. Dopo una breve osservazione, da parte di avvistatori specializzati in U.F.O. statunitensi, i tecnici del settore emettevano l’ineluttabile verdetto: shock finanziario con prognosi di rientro in una o due settimane. Intanto gli strani oggetti arrivavano sui cieli europei con conseguente panico degli operatori del settore. Appena l’estate compiva il giro di boa anche questi apparecchi finivano per tornarsene a casa.
Da qualche settimana però, sempre con partenza statunitense, qualche centro di osservazione dotato di sofisticate apparecchiature li ha rivisti sui cieli del mondo. Ma cosa sono in realtà questi mutui sub-prime? Ne tenteremo una decodificazione dal linguaggio strettamente tecnico per tentare di comprenderne anche il fenomeno sottostante. I mutui sub-prime sono dei prestiti concessi da società a persone disagiate o con situazione reddituali precarie o con passate storie di insolvenza. A copertura di ciò viene praticato ai beneficiari un tasso di interesse molto alto. Tale tipo di destinatari, però, determina un elevato livello di rischio nel rimborso delle rate e nella estinzione totale del debito. Le società concessionarie pertanto, perfettamente consapevoli di tale rischio hanno girato tali mutui a finanziarie e banche che hanno così creato dei prodotti derivati distribuendoli sul mercato. Tali prodotti hanno avuto così una rapida espansione confondendosi tra gli investimenti finanziari in molte parti del mondo.  Tale meccanismo ha funzionato con il sistema infallibile, di importazione sovietica, delle bambole di matrioska. Gli operatori del settore hanno infatti nascosto i mutui sub-prime, con una pregevole operazione di ingegneria finanziaria, sovrapponnendo ad essi una serie di obbligazioni(crediti). Il risultato di tale attività è stata quella di dissimulare totalmente il credito originario (il mutuo sub-prime), soprannominato Junk (spazzatura) in ragione della sua scarsa rimborsabilità.  Questo gioco inventato dagli operatori finanziari si inceppa al momento della insolvibilità del debitore originario. La bambola più piccola della Matrioska fa saltare in aria le bambole più grandi. Le obbligazioni successive, infatti, sono garantite dai mutui sub-prime e non dalle banche e dalle finanziarie che le hanno distribuite. In questo modo l’ anello debole della catena diventa il risparmiatore finale che oltre a non percepire alcun interesse sulle somme investite può rischiare addirittura di perdere il capitale. A perdere non è però solo il risparmiatore finale, ma anche quella filiera di società che ha investito parte del proprio capitale su questi prodotti rivelatisi in seguito fallimentari.
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PREMIO
LETTERARIO
GIORNALISTICO
SCRIVERE OLTREPENSIERO
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Il Tempo, lo Spazio,
la Mente, i Pensieri
i Ricordi, i Colori
POESIE di
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CONTEMPORARY JEWELS
IN STARK
18-21 LUGLIO 2008
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Il Festival – Edizione 2008
Il Festival – Dati tecnici
Il Programma
Pittura
Scultura
Biografie degli artisti
Patrocinii e partners

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ALPE FAGGETO CAPRESE MICHELANGELO (AR)
in un bosco di faggi a 1200 m (slm) sull’Alpe di Catenaia a cavallo tra l’Alta Valle del Tevere ed il Casentino ALBERGO - RISTORANTE
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 U N N U O V O S T I L E D I R I V I V E R E L E E M O Z I O N I
PERCHE' EASYDIVE
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Vuoi oltrepassare qualsiasi confine scoprendo la vacanza in piena libertà ? |
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CUCINA TIPICA
DELLA MAREMMA
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MONTEGABBIONE (TERNI)
Località Vocabolo Pò Petroso
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REGIONE PER REGIONE CITTA' PER CITTA'
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Autostrade Italia
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TROVA LA CITTA'
CHE CERCHI
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