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DU 13 AU 24 MAI 2009
I REPORTAGE DI
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La Maremma è una realtà territoriale piuttosto vasta e dai confini non perfettamente definiti che si affaccia sul Mar Tirreno Dante (Inferno XIII, 7) ne individuava i confini tra Cecina e Corneto: "Non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che 'n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti"
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GRANDI EVENTI
Postato da direttore il Mercoledì, 29 ottobre @ 15:09:32 CET - (Leggi Tutto... | 9487 bytes aggiuntivi | 8 commenti | Voto: 5)
ROMA
Grande mostra al Palazzo delle Esposizioni su Veio, Cerveteri, Vulci, Tarquinia
L A C I V I L T A ' E T R U S C A N E L L E C I T T A ' D E L L A Z I O
di Cinzia Dal Maso e Antonio Venditti
Le città etrusche, circondate dai loro territori, costituivano dei veri stati autonomi uniti in una lega con scopi per lo più religiosi, ma talvolta anche politici. Le antiche fonti riferiscono che le città erano inizialmente dodici, governate, nel periodo più antico, dai lucumoni, in pratica dei re con potere giudiziario, militare e religioso. Avevano come attributi lo scettro, la corona, il medaglione d’oro, la sella curule, la toga palmata, tutti elementi in seguito assimilati come simboli di potere dai romani. Per raccontare l’eccellenza della civiltà etrusca del Lazio attraverso lo straordinario sviluppo dei suoi principali centri urbani, l’Assessorato alla Cultura Spettacolo e Sport della Regione Lazio, con la diretta partecipazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, ha organizzato una grande mostra dedicata a Veio, Cerveteri, Vulci, Tarquinia, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, in via Nazionale. Curatori dell’esposizione, Mario Torelli e Anna Maria Moretti.
Le quattro metropoli dell’Etruria Meridionale, che a partire dai più antichi e comuni caratteri, si andarono via via differenziando, non solo rispetto alla produzione artistica, ma anche, più in generale, rispetto agli orientamenti culturali e di culto, agli stili di vita, alle prassi commerciali, sono presentate attraverso alcune delle più importanti testimonianze artistiche locali, molte delle quali presentate al pubblico per la prima volta.
Veio estendeva il suo potere dal lago di Vico a quello di Bracciano, giungendo, a sud-ovest, fino al mare. La città è famosa per le sue splendide terrecotte architettoniche, tornate alla luce nel 1916 nel Santuario di Portonaccio. Le più celebrate sono le statue a tutto tondo della fine del VI secolo a.C. che si elevavano sul crinale del tetto, in modo da essere viste anche da lontano: sono Apollo dall’aspetto ferino e spietato, Eracle alle prese con la cerva dalle corna d’oro, un Hermes bello ed enigmatico, una dea con bambino in braccio.
Nell’ottagono centrale del Palazzo delle Esposizioni, fino al 6 gennaio 2009, attraverso la ricostruzione di una parte del Santuario sarà possibile rivivere l’emozione provata dagli antichi pellegrini davanti all’imponente scenografia costituita da una sapiente commistione di architettura e scultura.
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NEL LAZIO TARQUINIA E CERVETERI ATTRATTIVA MONDIALE
Postato da direttore il Sabato, 12 luglio @ 01:23:22 CEST - (Leggi Tutto... | 4200 bytes aggiuntivi | 102 commenti | Voto: 5)
LE DUE NECROPOLI, CAPOLAVORI DEL GENIO CREATIVO, IL 2 LUGLIO SCORSO HANNO FESTEGGIATO IL 4° COMPLEANNO UNESCO. SONO LE UNICHE NECROPOLI ETRUSCHE A FAR PARTE DELLO SPECIALE ELENCO DI SITI CHE “APPARTENGONO MORALMENTE A TUTTI I POPOLI DEL MONDO”
U N P A T R I M O N I O U N I C O D A D I F E N D E R E
Quattro anni fa, durante una solenne riunione nella grande Cina, le Necropoli Etrusche di Tarquinia e Cerveteri sono state dichiarate dall ’UNESCO Patrimonio dell’Umanità in base a diversi criteri che hanno portato a questo ambito riconoscimento. In primo luogo perché le Necropoli di Tarquinia e Cerveteri sono capolavori del genio creativo: le grandi pitture murali di Tarquinia (Viterbo) sono eccezionali sia per la qualità di esecuzione che per il loro contenuto, che rivela aspetti della vita, della morte e del credo religioso degli antichi Etruschi; Cerveteri (Roma) mostra in un contesto funerario il progetto urbanistico e gli schemi architettonici che venivano applicati nella progettazione delle antiche città. Le due necropoli costituiscono un’unica ed eccezionale testimonianza dell’antica civiltà etrusca, l’unica civiltà urbanizzata nell’Italia pre-romana. Inoltre la rappresentazione della vita quotidiana nelle tombe affrescate, molte delle quali sono riproduzioni di case etrusche, è una testimonianza unica di questa cultura scomparsa.
 E così il 2 luglio del 2004 a Guzhou, in Cina, durante la sessione del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, i due siti etruschi di Tarquinia e Cerveteri hanno vissuto un altro importante momento della loro ultramillenaria storia: sono state riconosciute degne di fregiarsi del prestigioso riconoscimento entrando così a far parte dello “speciale elenco dei siti che appartengono moralmente a tutti i popoli del mondo e la cui conservazione diviene una responsabilità condivisa dalla comunità internazionale nel suo insieme”. Ricordiamo che le due necropoli etrusche si possono visitare tutti i giorni, dalle 8.30 alle 19.30, tranne il lunedì, giorno di chiusura settimanale.
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SPECCHIO ROMANO
Postato da direttore il Giovedì, 28 giugno @ 02:03:34 CEST - (Leggi Tutto... | 3385 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)
La pagina “specchio romano”, a cura di Antonio Venditti, in edicola ogni martedì all’interno del quotidiano “Italia sera”, si presenta come un’elegante vetrina in cui trovare articoli sull’arte, l’archeologia, le curiosità romane, oltre a un’accurata selezione degli studi più recenti e delle iniziative editoriali più importanti dedicate alla storia della città di Roma. Nella pagina di questa settimana:
L'Accademia Belli celebra Mario dell'Arco: parla Beppe Renzi, amico e allievo del Poeta ...>>>I ninfei dei Colli Albani centri di svago e di culto ...>>>Iliade, il poema dell'aspra contesa: Al Foro di Traiano rivisitazione dell'opera omerica con letture e musiche ...>>> Inoltre nell'archivio di Specchio Romano,
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" LA CUCCUMELLA" DI VULCI
Postato da direttore il Martedì, 08 agosto @ 16:18:36 CEST - (Leggi Tutto... | 9008 bytes aggiuntivi | 23 commenti | Voto: 4.87)
Nella necropoli Etrusca di Vulci, sulle sponde del Tirreno centrale, il monumento della "Cuccumella" apre mille interrogativi. Un labirinto di cunicoli bui con strani animali minacciosi e specie di costellazioni del cielo disegnate e scolpite sulle pareti.
DAL 1927... UN MISTERO ANCORA TUTTO DA SVELARE
di R O M O L O R O S S I
Quando nel 1927 il narratore, poeta e saggista inglese David Herbert Lawrence, pensatore libero, appassionato amante dell’Italia, alla ricerca di rivalutazioni degli aspetti naturalistici della vita, in opposizione alle regole coercitive delle morali. Visitò i luoghi dell’antica Etruria, attratto dalle città perdute, dalle necropoli abbandonate nelle campagne polverose, dai resti della storia di un popolo raggiungibili solo con tortuose strade bianche, a dorso di mulo. Si spinse nelle allora desolate campagne Maremmane e giunse a Vulci epicentro della zona e della terra d’Etruria. Qui venne portato a visitare un misterioso tumulo chiamato dagli abitanti della zona “Cuccumella” che nel dialetto locale significa un rigonfio su un piano, una crescenza che straborda da un contenitore. Questo era l’aspetto di questo monumento. Trovò un tumulo ricoperto di vegetazione e quasi protetto da intricati cespugli di rovi, che costringevano a strisciare sotto graffianti passaggi come lepri, per raggiungere le entrate. Dove due strane sfingi di pietra stavano di guardia ai lati sopra due muretti. Tutto intorno erano le mura di base a cerchio per un diametro di 65 metri e per un’altezza di un metro circa. Con 24 grifo di pietra che sostenevano la terra battuta a cono posta sopra, per un altezza di 20 metri. La quale terra poi caduta nel corso del tempo aveva fatto prendere alla costruzione l’aspetto di quel rigonfio che era stato chiamato dagli abitanti della zona Cuccumella. Due erano le porte d’ingresso, una a levante ed una a ponente, forse una di entrata ed una di uscita. Dentro trovò un labirinto di corridoi che descrisse come una specie di miniera con stretti passaggi che conducevano da nessuna parte (un labirinto). A volte apparivano delle specie di nicchie nelle pareti. Cercavano una stanza sepolcrale al centro ma non trovarono niente di simile. Quando nel 1829 venne aperto il tumulo da Luciano Bonaparte (principe di Canino e di Musignano), vennero descritte due stanze al centro, una rotonda ed una quadrata che si innalzavano verso il cielo come torri e presumibilmente scendevano nel sottosuolo poi riempite di terra per il crollo di parte delle due torri. Sembrava di trovarsi dentro un’antica piramide egitta. segue ...>>
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Inserto: LA TOMBA “DEI LEONI RUGGENTI” A VEIO
Postato da direttore il Sabato, 17 giugno @ 17:44:14 CEST - (Leggi Tutto... | 8855 bytes aggiuntivi | 88 commenti | Inserto | Voto: 0)
SENSAZIONALE SCOPERTA ARCHEOLOGICA NEI PRESSI DI ROMA.
SI TRATTA DELLA PITTURA ETRUSCA PIU' ANTICA DI TUTTO IL MEDITERRANEO OCCIDENTALE.
RAI TRE - TG3 ORE 19,00 DEL 16 DEL 16/6/2006 -  Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, ha presentato nel Parco di Veio la scoperta della più antica tomba etrusca dipinta mai rinvenuta fino ad oggi. Si tratta del più antico monumento della pittura non solo d’ Etruria, ma dell’intero bacino del Mediterraneo occidentale. Risale ai primi due decenni del VII secolo a.C. e precede nella datazione sia la Tomba delle Anatre, anch’essa rinvenuta a Veio nel 1958 e datata intorno al 680/670 a.C., sia le famose tombe di Tarquinia, che risalgono, per quanto riguarda le più antiche, alla fine del VII e inizio del VI secolo a.C. Per comprendere quanto sia sensazionale la scoperta occorre tenere conto del fatto che gli Etruschi sono l’unico popolo del bacino del Mediterraneo (ovviamente senza contare territori come l’ Egitto) ad aver lasciato pitture così antiche. Tutta la pittura greca delle origini è andata perduta, lo stesso può dirsi per i fenici, mentre per i romani le famose pitture di Pompei risalgono a diversi secoli dopo. segue...>>

LA TOMBA “DEI LEONI RUGGENTI” A VEIO
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TORNA A LICENZA L’ERMA TRAFUGATA AL MUSEO ORAZIANO
Postato da direttore il Mercoledì, 12 aprile @ 20:02:16 CEST - (Leggi Tutto... | 7164 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)
IN QUESTA NEWS:
- L'Erma di Villa Orazio
- La Città di Amyclae
- Museo Nazionale della Shoah di Ferrara
- Esposte per la prima volta al pubblico in occasione della mostra "La pesca miracolosa. Omaggio a Marcello Mascherini" 11 opere che l'artista creò per la decorazione degli ambienti delle navi da crociera.
"La restituzione della cosiddetta Erma avvenuta lo scorso 23 marzo da parte dello Staatliche Museen di Kassel (Germania) - ha dichiarato il Vice Ministro per i Beni e le Attività culturali, on Antonio Martusciello nel corso della conferenza stampa - dimostra che sta avendo successo la politica che il Governo italiano ha avviato per la tutela del patrimonio culturale nazionale, nell'ambito della quale si colloca l'azione tesa al recupero di oggetti trafugati in Italia ed illecitamente acquistati da strutture museali straniere. E' inoltre una testimonianza della importante collaborazione tra Enti ed amministrazioni che operano per la salvaguardia dei patrimoni culturali nazionali".
Foto Erma (Cliccare per ingrandire ...)
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Inserto: TORNA A VIVERE PYRGI ETRUSCA
Postato da direttore il Lunedì, 03 aprile @ 01:35:46 CEST - (Leggi Tutto... | 3013 bytes aggiuntivi | 1 commento | Inserto | Voto: 0)
Nasce il progetto “Pyrgi Etrusca”, iniziativa destinata a realizzare nel luogo dell’antica Pyrgi un parco culturale, didattico e di archeologia sperimentale dedicato alla civiltà etrusca
Il progetto è destinato a realizzare un parco tematico che comprenda la "ricostruzione al vero" di monumenti ed ambientazioni di vita etrusca con un riferimento ideale a Pyrgi, come insediamento portuale dell’antica città di Kaisra, oggi Cerveteri, e all’annesso famoso santuario emporico. Il luogo, affacciato sul mare etrusco, si colloca tra le antiche metropoli di Cerveteri e Tarquinia, oggi siti UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Il complesso verrà allestito in vicinanza dell’area archeologica pyrgense e del Castello medievale di Santa Severa dove, fin dalla preistoria, senza soluzione di continuità, si sono succeduti gli insediamenti umani che hanno lasciato indelebili i segni della loro esistenza. (segue....)
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PREMIO
LETTERARIO
GIORNALISTICO
SCRIVERE OLTREPENSIERO
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Il Tempo, lo Spazio,
la Mente, i Pensieri
i Ricordi, i Colori
POESIE di
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CONTEMPORARY JEWELS
IN STARK
18-21 LUGLIO 2008
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Il Festival – Edizione 2008
Il Festival – Dati tecnici
Il Programma
Pittura
Scultura
Biografie degli artisti
Patrocinii e partners

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