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DU 13 AU 24 MAI 2009
I REPORTAGE DI
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La Maremma è una realtà territoriale piuttosto vasta e dai confini non perfettamente definiti che si affaccia sul Mar Tirreno Dante (Inferno XIII, 7) ne individuava i confini tra Cecina e Corneto: "Non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che 'n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti"
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| Al momento c'è un problema con questo blocco. |
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PREVENZIONE SISMICA NAZIONALE: A NAPOLI UNA “MOSTRA-APPELLO” PER SENSIBILIZZARE
Postato da direttore il Lunedì, 09 marzo @ 18:03:21 CET - (Leggi Tutto... | 24416 bytes aggiuntivi | 29 commenti | Voto: 0)
100 ANNI DI TERREMOTI IN ITALIA ci hanno insegnato che gli effetti catastrofici del terremoto dipendono principalmente dall’uomo. 100 ANNI DI CRESCITA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA ci hanno insegnato che ci si può difendere dal terremoto. 100 ANNI DI CATASTROFI SISMICHE ci hanno insegnato che la difesa più importante è costruire opere resistenti al sisma e, soprattutto, rafforzare quelle esistenti. IN 100 ANNI, purtroppo, ben poco è stato fatto per ridurre il rischio sismico del patrimonio edilizio esistente. Un nuovo e sostanziale impegno politico ed economico, con la partecipazione decisa e consapevole di tutti i cittadini, è fondamentale per abbattere il rischio sismico di scuole, ospedali, case, ponti, impianti industriali, per non parlare mai più di catastrofi, tragedie annunciate, disgrazie per il nostro amato Paese. Gli italiani meritano una grande opera, la più importante: la protezione e la tutela dal rischio più grave e serio per la vita di tutti.
T E R R E M O T I D ' I T A L I A 
A partire dal mese di settembre 2007 sono ricaduti gli anniversari di alcuni eventi significativi che hanno modificato gli assetti del territorio nazionale, tra i quali: il primo decennale del terremoto che ha scosso le terre d’Umbria e Marche il 26 settembre 1997, il quarantennale del terremoto del Belice del 15 gennaio 1968, il centenario del terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908.
In tale prospettiva, il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri unitamente al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha promosso la mostra itinerante di carattere scientifico, storico ed artistico “Terremoti d’Italia”, con l’intento di sensibilizzare la cittadinanza in generale, e il pubblico delle scuole in particolare, sulle problematiche connesse al rischio sismico, che interessa drammaticamente gran parte del nostro Paese.
L’esposizione rappresenta anche una provocazione sulla questione nazionale della prevenzione sismica, rispetto alla quale resta ancora moltissimo da fare, per accelerare il processo di messa in sicurezza degli edifici sull’intero territorio.
L’allestimento della mostra a Napoli (dal 7 marzo al 4 aprile 2009) presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Napoli “Federico II” è supportato dal Consorzio Interuniversitario Reluis e dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Ateneo Fredericiano, entrambi diretti dal Prof. Gaetano Manfredi.
Ulteriore intento dell’esposizione è quello di sensibilizzare i cittadini ed i giovani in particolare alle problematiche connesse al rischio sismico che investe drammaticamente gran parte del nostro Paese, stimolare ad un ruolo attivo nel campo della prevenzione, creare consapevolezza del fenomeno e delle sue caratteristiche fondamentali, informare su ciò che si deve fare in caso di pericolo.
Partendo dal racconto degli eventi [la memoria] e attraverso l’approfondimento ottenuto con l’ausilio di strumentazioni e simulazioni sul rischio sismico [la conoscenza], intende offrire al visitatore strumenti utili alla salvaguardia e all’incolumità personale [la difesa].
Il fulcro dell’esposizione è rappresentato dall’area l’esperienza del terremoto dove, grazie a due grandi tavole vibranti che simulano il movimento sismico, il visitatore apprende gli effetti sulle persone e sulle cose attraverso percezioni sensoriali. Su di una tavola, che un ambiente domestico, La Stanza Sismica i visitatori vivono da protagonisti l’esperienza del terremoto. Sull’altra, La Città Sismica è riprodotto un ambiente urbano, dove sono presenti edifici e ponti con diversi sistemi di protezione sismica, in modo che i visitatori possano “vivere” l’esperienza del terremoto dall’esterno.
Le tavole vibranti rappresentano un elemento spettacolare e di sintesi dei diversi aspetti tecnico-scientifici, a partire dal quale si intraprende un percorso dedicato alla memoria e alla conoscenza del terremoto e alla difesa dai suoi effetti.
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CONFERENZA SULL’UTILIZZO DELLA CARTA RICICLATA NEL MONDO DELL’EDITORIA
Postato da direttore il Giovedì, 29 gennaio @ 01:13:21 CET - (Leggi Tutto... | 8621 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 5)
« Non c'è modo per cui da solo possa salvare il mondo, ma mi vergognerei di far passare un solo giorno senza provarci » (Isaac Asimov)
RUOLI E RESPONSABILITA’ DELL’ UOMO
NEI CONFRONTI DELLA SALUTE DEL PIANETA
1 milione di libri, stampati in Italia dal 2003 a oggi, hanno una caratteristica in comune, sono: “Amici delle Foreste”.
Realizzati con carta interamente riciclata, rappresentano l’espressione viva della lotta contro la deforestazione senza quartiere di cui l’editoria stessa è sovente responsabile.
In che modo è possibile riutilizzare la carta nel contesto in esame? Si può quantificare il RISPARMIO che proviene dal riciclaggio editoriale? Come coinvolgere la collettività e sensibilizzare sempre più autori e lettori verso i problemi derivanti dal maltrattamento del pianeta?
A queste ed a numerose altre domande si risponderà Domenica 1 febbraio. Dalle 18,00 alle 20,00 presso la Città dell'Altra Economia a Roma. L'utilizzo della carta riciclata nell'editoria.
Per l'occasione ci sarà la presentazione del libro "Le rive di un altro mare" di Eugenio Nocerino progetto "Scrittori per le foreste". A cura di Rem-Edizioni e Greenpeace Italia.
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CHIESTO AL GOVERNO PIANO MARSHALL PER EFFICIENZA E SVILUPPO FONTI RINNNOVABILI
Postato da direttore il Giovedì, 16 ottobre @ 17:24:42 CEST - (Leggi Tutto... | 12080 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
16 ottobre 2008 Gli attivisti di Greenpeace sono entrati stamattina nella centrale Enel di Civitavecchia e hanno aperto due enormi striscioni a oltre cento metri di altezza con scritto "Il governo contro Kyoto" e "mai più carbone". In contemporanea dalla nave di Greenpeace 'Arctic Sunrise', scendendo con dei gommoni, degli attivisti hanno scritto sul molo "Quit coal", no carbone. Sulla nave è stato affisso "No carbone. Sì Energy Revolution". Il comunicato del Movimento No Coke Alto Lazio, la risposta dei lavoratori della centrale e di Enel.
17 ottobre 2008
Presentato oggi nel corso di una conferenza stampa presso l'aula Cutuli del comune di Civitavecchia l’ esposto contro l'avviamento della centrale di Torre Valdaliga Nord inoltrato a nome e per conto del Movimento No Coke Alto Lazio alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia, al Comando del Nucleo dei Carabinieri – Tutela Ambiente, al ROAN di Civitavecchia, al Prefetto di Roma – Dr. Mosca, al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Intanto il Commissario europeo all’ambiente Stavros Dimas bacchetta l’Italia in relazione al pacchetto clima-energia della UE. A Z I O N E D I G R E E N P E A C E
S U L L A C E N T R A L E E N E L C I V I T A V E C C H I A Gli attivisti sono entrati nella centrale e - a oltre cento metri di altezza - hanno aperto due enormi striscioni con il messaggio "Il governo contro Kyoto" e "mai più carbone". In contemporanea dalla nave di Greenpeace, "Arctic Sunrise", sono scesi i gommoni con un altro gruppo di attivisti che hanno scritto sul molo "Quit coal", no carbone. L'azione di oggi vuole denunciare l'ostilità del Governo italiano al "pacchetto clima ed energia" dell'Unione europea. Il timore è che dietro la richiesta di 'maggiore flessibilità', il Governo intenda compromettere l'accordo e quindi sabotare il percorso per la seconda fase per Protocollo di Kyoto. Con questa protesta Greenpeace chiede al Governo un 'Piano Marshall' per efficienza e sviluppo delle fonti rinnovabili: l'unica alternativa possibile per centrare gli obiettivi europei. Questi obiettivi sono un'occasione importante per il nostro Paese: la maggior parte dell'obiettivo del 20 per cento di efficienza in più negli usi elettrici è concentrato nell'industria e nel terziario, i settori che generano ricchezza. Rinnovabili ed efficienza energetica sono la soluzione vera per l'Italia. Non certo un ritorno al nucleare, fonte rischiosa e costosa, promossa per favorire alcune lobby e non certo l'ambiente. La recente conversione a carbone della centrale di Civitavecchia rappresenta il fallimento della politica energetica italiana verso la riduzione delle emissioni di gas serra. Una volta in funzione, la centrale di Civitavecchia immetterà in atmosfera oltre 10 milioni di tonnellate di CO2, pari alle emissioni di 2 milioni di SUV, ognuno dei quali percorre 25mila km in un anno. Tutto ciò va ad aggiungersi al ritardo che l'Italia ha già contratto per Kyoto: 50 milioni di tonnellate l'anno. Per questo Greenpeace ha lanciato una cyberazione per chiedere al governo una moratoria sulle centrali a carbone e una rivoluzione energetica pulita. Questo autunno le navi di Greenpeace 'Rainbow Warrior' e 'Arctic Sunrise' stanno solcando le acque del Mediterraneo - da Israele fino in Polonia - per diffondere il messaggio 'QUIT COAL' (NO CARBONE) in tutta Europa, in vista della Conferenza sui Cambiamenti Climatici delle nazioni Unite che si terrà a Poznan in Polonia il prossimo dicembre.
Fonte: Testo e Foto GREENPEACE |
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CENTRALI ENEL E CARBONE
Postato da direttore il Sabato, 12 luglio @ 02:49:32 CEST - (Leggi Tutto... | 4756 bytes aggiuntivi | 36 commenti | Voto: 5)
I rappresentanti dei cittadini dell'Alto Lazio
depositeranno al Parlamento Europeo la petizione
popolare che denuncia gravi omissioni ed anomalie
M E Z Z O S E C O L O D I F U M I T O S S I C I
Mercoledì prossimo, 16 luglio, il Comitato dei Cittadini Liberi, il Movimento No Coke Alto Lazio ed il Coordinamento Nazionale dei Medici per la Salute e l'Ambiente, saranno a Bruxelles, come rappresentanti del territorio inquinato, per consegnare al Parlamento Europeo la petizione dei Cittadini dell'Alto Lazio contro la centrale a carbone di TVN di Civitavecchia (Roma). Il Presidente della Commissione Petizioni li riceverà ed ascolterà la rivendicazione di diritti fondamentali, tutelati da norme comunitarie e dalla Costituzione Italiana, come il diritto alla salute della gente che vive in questa area, calpestato dall'esercizio delle centrali termoelettriche del polo energetico più grande d' Europa.
I combustibili fossili stanno imponendo un tributo di morti e malati alle popolazioni inquinate. Ultima arrivata, in Italia, è la centrale di TVN, che la lobby del carbone vorrebbe accendere per inquinare ancora questo lembo meridionale di Maremma (Lazio). Prima dell'iter autorizzativo il carbone è stato avversato in nome della disintossicazione dagli inquinanti inalati, mangiati, assorbiti e bevuti dai cittadini colpiti per più di 40 anni dai fumi dell'olio combustibile (centrali termoelettriche di Civitavecchia e Montalto di Castro a 30 km di distanza tra loro tra le province di Viterbo e Roma sulla fascia costiera dell’Alto Lazio - ndr). Poi, completato l'iter, è stato accertato che gli uffici competenti a consentire la riconversione, avevano stravolto proprio quei presidi forniti dalla legislazione comunitaria per difendere il territorio soggetto all'inserimento di impianti ad altissimo impatto per tutte le matrici ambientali.
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UN CODICE DI CONDOTTA PER INCONTRI CON I DELFINI
Postato da direttore il Giovedì, 26 giugno @ 03:25:12 CEST - (Leggi Tutto... | 10326 bytes aggiuntivi | 6 commenti | Voto: 0)
Il caso del “delfino socievole” dell’Adriatico sta mobilitando i media e non pochi curiosi. Gli esperti lanciano l’allarme a favore della sua stessa sopravvivenza invitando tutti alla cautela ed al rispetto per l’animale. Diramato un codice di regole di comportamento. La Rai con TG3 Emilia Romagna e TG1 si stanno interessando al fenomeno. Ormai necessaria un'area protetta marina. Anche la Guardia Costiera di Ravenna impegnata in prima linea in una serie di interventi per la protezione dei cetacei.
"ANDREA". . . IN TV IL SERVIZIO MESSO IN ONDA DAL TG1 RAI ...>>>  COME RICONOSCERE ANDREA Il delfino Andrea ha una macchia bianca di forma particolare sul lobo destro della pinna caudale
P E R A N D R E A R I S C H I D A I N T E R A Z I O N E U M A N A
| (G. Carra) - Andrea, il delfino che da circa due mesi si aggira nell'Adriatico a poche miglia dalla costa romagnola e che si intrattiene con bagnanti e subacquei, è ormai un sorvegliato speciale della Fondazione Cetacea di Riccione e dell’Associacione Sub Rimini Gian Neri.
Il suo modo spontaneo ed oltremodo socievole di comportarsi con gli umani potrebbe metterlo in serio pericolo. Ha così tanta voglia di giocare da spingersi vicinissimo alle persone. E’ accaduto anche, nei giorni scorsi, che qualcuno gli abbia dato persino da mangiare del pesce. Atteggiamento sbagliatissimo perché in questo modo si rischia di mettere a repentaglio la sua stessa salute. Ma a correre pericoli potrebbero essere anche coloro che si intrattengono a giocare con lui per inconsapevoli inopportuni ed inappropriati modi di fare che potrebbero spingerlo ad inusuali comportamenti aggressivi.
Al mondo esisterebbero pochissimi esemplari, una decina in tutto attualmente (una novantina nel corso dell’ultimo secolo), con lo stesso grado di socialità riscontrato in Andrea. La Fondazione Cetacea di Riccione e la Sub Rimini Gian Neri si stanno adoprando proprio in questi giorni nel divulgare una serie di norme e consigli nell’interesse sia delle persone che del delfino. Un vero e proprio codice di buone norme di condotta come il mantenersi ad almeno100 metri di distanza, a non trascorrere più di 15 minuti con lui in acqua, a non gettare cibo od oggetti e a non toccarlo. Oltre alla curiosità dei bagnanti e dei subacquei della costa romagnola, Andrea ha catturato letteralmente l’interesse dei media. Notizie su di lui appaiono quasi quotidianamente sulla carta stampata, sulle agenzie di stampa, nelle testate telematiche e nei blog talvolta ricchi di testimonianze dirette. Anche il filmato, realizzato dal nostro redattore Enrico Rabboni, messo on-line a suo tempo in anteprima su YouTube da Videopensiero, la WebTV di Oltrepensiero.it, sta facendo ora il giro del mondo. La stessa Rai si è interessata a questo fenomeno realizzando un servizio che è stato già trasmesso dalla terza rete dell'Emilia Romagna e dal TG1. Le fotografie che vi proponiamo si riferiscono appunto alla troupe della Sede Regionale Rai di Bologna che recentemente si è recata a Rimini. Andrea (ormai definitivamente appurato che si tratta di un esemplare maschio) e' riconoscibile per una macchia bianca sulla parte destra della pinna della coda e spesso compare insieme ad un compagno di viaggio. Ha un’elevata mobilità ed è stato avvistato in diversi punti dell’Adriatico. Ora il rischio maggiore per Andrea, come ha spiegato Marco Affronte, responsabile scientifico della Fondazione Cetacea, è che diventi presto toppo dipendente dell'uomo con conseguenze per “lui” fatali. Anche la Guardia Costiera di Ravenna è in questi giorni impegnata in una serie di interventi volti alla protezione in generale dei cetacei con particolare riferimento ad Andrea. Le motovedette hanno avvistato, proprio in questi giorni, il delfino nelle vicinanze di alcuni pescherecci a largo di Cesenatico all'equipaggio dei quali è stato consegnato in mare il "Codice di Comportamento". Il caso del delfino Andrea ripropone, quindi, indirettamente, la necessità di creare un’ area protetta nella zona di mare Adriatico antistante la Provincia di Rimini anche in ragione dei numerosi avvistamenti di Delfini che si stanno registrando in questi ultimi anni come relazionato più volte, con la proposta di un progetto organico da parte di Amos Cardinali, Presidente dell'Associazione “Sub Rimini Gian Neri”. |
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IL CASO DEL DELFINO ANDREA RIPROPONE LA NECESSITA’ DI AREE PROTETTE
Postato da direttore il Sabato, 10 maggio @ 04:43:47 CEST - (Leggi Tutto... | 11483 bytes aggiuntivi | 37 commenti | Voto: 0)
(G.C.) - Il delfino Andrea, che gioca per ore ed ore con i subaquei senza aver paura delle bolle dei respiratori, a tre miglia marine a largo della spiaggia di Rimini, mentre continua ad attirare le attenzioni dei media, compresa la RAI, di studiosi ed appassionati, fa riemergere con forza la necessità di realizzare, nelle acque della costa romagnola, un Parco Marino o un sistema di aree protette tra loro collegate, di cui si parla da anni. A tal proposito registriamo l’intervento del Dott. Amos Cardinali, Presidente dell’ Associazione Sub Rimini “Gian Neri”.
Intanto la cronaca ridimensiona le fantasie (comprese quelle di Oltrepensiero.it) a cui si sono lasciati andare i più romantici intorno ad Andrea. Gli esperti della Fondazione Cetacea di Riccione, dopo accurate osservazioni, non hanno dubbi: si tratta di un esemplare maschile e non femminile. Particolare doveroso da specificare anche se nulla toglie alla peculiare rarità, per la specie di appartenenza, del suo comportamento. di Amos Cardinali
Il gruppo di lavoro che si è costituito per sviluppare questo progetto, dopo alcuni mesi di lavoro e di discussione, è giunto alle seguenti conclusioni, condivise da tutti i partecipanti. Esiste indubbiamente la necessità di creare un’ area protetta nella zona di mare Adriatico antistante la Provincia di Rimini per le sotto elencate motivazioni: Ø limitare la pesca professionale per favorire il ripopolamento delle specie ittiche; Ø creare una filiera Turistica di Qualità legata alle immersioni; Ø creare una più completa “immagine” turistica per il mare riminese legata non solo a spiaggia e ombrelloni; Ø creare siti idonei ed appetibili per il turismo subacqueo; Ø promuovere una cultura ‘amica’ del Mare; Ø creare siti interessanti per le varie forme di pesca-turismo. A tal proposito sarebbe opportuno prevedere un “sistema” di aree protette, idealmente collegate fra di loro, che possa comprendere ambienti diversificati (manufatti, relitti, scogliere), così da aumentare la biodiversità e l’interesse turistico. Dal punto di vista normativo esistono solo due possibilità per limitare la pesca professionale: l’area marina protetta (AMP) e la zona di tutela biologica (ZTB); poiché il nostro mare non ha caratteristiche naturali tali da permettere la costituzione di una AMP, dovremo perseguire la strada della ZTB, che ha comunque bisogno di un decreto ministeriale per essere istituita. Poiché nel mare riminese a causa dell’assenza di rilievi non esistono siti naturali interessanti, in quanto il fondale è completamente piatto e formato solo da substrati molli (fango e sabbia) che non permettono lo sviluppo di forme viventi “turisticamente” interessanti, vi è la necessità di posizionare sul fondo marino dei manufatti che fungano da “reef” artificiale. da E'TG RIMINI - LA7 ROMAGNA  | THE OLTREPENSIERO.IT WEB TV |
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Inserto: CENTRALI ELETTRICHE E “SOLDONI”
Postato da direttore il Venerdì, 25 aprile @ 19:06:42 CEST - (Leggi Tutto... | 11240 bytes aggiuntivi | 23 commenti | Inserto | Voto: 0)
La centrale a Carbone di Civitavecchia sta diventando anche un caso internazionale tanto che The New York Times le dedica le prime pagine. Mentre le popolazioni locali protestano e manifestano contro una servitù energetica che da sessant’anni produce danni su un territorio di pochi chilometri quadrati, le amministrazioni comunali si accingono ad incassare dall'Enel, come risarcimento, decine e decine di milioni di euro contrapposti ai duecentomilioni che dovrebbero essere spesi dallo Stato italiano per far fronte alla mortalità indotta in questo territorio da emissioni simili a quelle che potrebbe produrre la centrale a carbone di T.V.N. dopo 25 anni di attività.
R I T O R N O A L C A R B O N E . . . S V E N D E N D O U N T E R R I T O R I OIl commento di Gicar
C’è un luogo, in questa Italia, che si chiama Alto Lazio e che comprende geograficamente i territori nord della provincia di Roma e l’intera estensione di quelli di Viterbo. In tale area c’è una lingua di terra, sulla fascia costiera tirrenica, in linea d’aria non più lunga di quaranta chilometri e non più larga di dieci ( Civitavecchia, Tarquinia, Montalto di Castro) che da circa sessant’anni ospita centrali per la produzione di energia elettrica. La prima fu quella a carbone di Fiumaretta costruita negli anni cinquanta, convertita poi in termoelettrica e chiusa nel 1990 a seguito dell’esplosione di una caldaia. Fu seguita poi dai più moderni complessi, ma ormai obsoleti, di Tor Valdaliga Nord (sempre nel territorio di Civitavecchia) e dell’Alessandro Volta (Policombustubile) di Montalto di Castro. Uno dei poli energetici più grandi d’Europa. Più di mezzo secolo di emissioni di “fumi” in un fazzoletto di terra. Per quanto si possa essere stati attenti, purtroppo, qualche danno  è stato prodotto, nel tempo, in termini ecologici al territorio ed alla salute dei suoi abitanti nelle generazioni che si sono e si stanno susseguendo. Per rimanere sempre nel Lazio, a Latina, quando è stata dismessa la centrale nucleare, a nessuno è venuto in mente di andare a piazzarne un’altra, di diversa tipologia, proprio e sempre sullo stesso sito. In questo territorio, invece, per sopperire al graduale invecchiamento degli impianti esistenti si effettuano e si prospettano riconversioni a carbone, quello pulito, come si vuole far vedere. Ora non si mette in dubbio che la tecnologia possa essere più avanzata di quella di sessant’anni fa. Oggi, però, non si tratta, in questo territorio, di andare a dire “no” ad una produzione di energia elettrica necessaria per la nazione.
Quest’area ha già dato per decenni il proprio tributo alla causa comune. Perché continuare a martorizzarla? Non potrebbe essere lasciata in pace nel seguire quelle linee economiche di sviluppo che, nel frattempo e nonostante tutto, ha cercato di darsi nel progredire dal punto di vista delle produzioni agricole, nel turismo balneare ed ambientale come in quello culturale? Occorre sottolineare che in questa zona gravitano un parco archeologico comprensoriale, oasi faunistiche e le necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri dichiarate patrimonio dell’Umanità (U.N.E.S.C.O.). Al di là di tutto rimane solo un dilemma atroce: se la centrale a carbone di Civitavecchia è così tanto innocua e sicura perché mai l’ Enel elargirà come indennizzo, ai comuni interessati, una somma complessiva che supererà i cento milioni di euro per opere pubbliche di varia natura? E tali elargizioni approderanno trasversalmente sia ad amministrazioni di centro-destra che di centro-sinistra.
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Inserto: QUANDO I CITTADINI NON SI ARRENDONO . . .
Postato da direttore il Mercoledì, 19 marzo @ 01:58:13 CET - (Leggi Tutto... | 9919 bytes aggiuntivi | commenti? | Inserto | Voto: 0)
DOPO LO SCANDALOSO VOLTAFACCIA DELLE ISTITUZIONI LOCALI, NASCE A TARQUINIA IL COMITATO DEI CITTADINI LIBERI CONTRO IL CARBONE RAPPRESENTANTI DEI NO-COKE, DEL MONDO IMPRENDITORIALE E DELLA CULTURA MANIFESTANO A ROMA DAVANTI AL MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE
NEI DUE COMUNICATI DEL NUOVO COMITATO CHE OLTREPENSIERO.IT PUBBLICA, I PERCHE' DI UNA SCELTA DI ASSOCIAZIONI, MEDICI E MOVIMENTI DI OPINIONE I CITTADINI DI TARQUINIA SCENDONO IN PIAZZA PER DIFENDERE LA SALUTE ED I POSTI DI LAVOROL A C E R A T A L A C O R T I N A D E I S I L E N Z I « La cortina di silenzi e complicità che ha permesso ad Enel SpA d’iniziare la costruzione della centrale a carbone di Civitavecchia (RM) è stata di nuovo lacerata. Ieri mattina, presso il Ministero dello Sviluppo Economico si sono riuniti in conferenza dei servizi i rappresentanti dei Ministeri della Salute e dell'Ambiente, della Regione Lazio, del ARPA Lazio e della Provincia di Roma, assenti i Comuni, per decidere sull’apertura immediata della procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale della centrale di Torre Valdaliga Nord. Sotto e dentro il Ministero gli eventi si sono sviluppati in un crescendo. I cittadini, presenti a difendere la salute e l'economia dell'Alto Lazio, hanno ottenuto la partecipazione diretta dei loro rappresentanti alla conferenza dei servizi in corso di svolgimento, per essere auditi e per presentare nuovi documenti sulla radioattività delle centrali a carbone. A conclusione dei lavori, gli stessi cittadini, determinati ad incassare un risultato concreto, anche con azioni non violente ma capaci di dimostrare la loro ferma volontà in nome dell'art.32 della Costituzione, hanno incassato l'impegno ad agire tempestivamente da parte del responsabile del procedimento per la conferenza dei servizi appena conclusa.
Il risultato di ieri (18 marzo 2008) è frutto di un'azione popolare libera e forte a difesa dei diritti fondamentali di ciascun individuo. Le pressioni esercitate in vario modo sugli enti responsabili per l’ambiente e la salute, hanno prodotto un'operazione verità che evidenzia senza equivoci la menzogna del carbone pulito. Molto importante è stata la nota dell' Agenzia Regionale di Protezione Ambientale del Lazio di metà novembre, che ha inchiodato la centrale in costruzione a Civitavecchia a lacune e carenze sui microinquinanti e sulle emissioni complessive che la rendono ancora più pericolosa.
La vigilanza dei cittadini resta alta. Venerdì s'incontreranno di nuovo per riflettere su quanto accaduto ieri e per rilanciare nuove azioni. Quanto sin qui fatto avrebbe potuto essere ancora più efficace se al loro fianco vi fosse stato uno di loro, con la fascia tricolore diagonale. Invece, a quanto risulta, il primo cittadino di Tarquinia non ha gettato in alcun modo il peso della sua dichiarata contrarietà al carbone, per chiedere insieme alla sua gente l'immediata apertura di un procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale. » I P E R C H E ' D E L C O M I T A T O C I T T A D I N I L I B E R I C O N T R O I L C A R B O N E
« Nei giorni scorsi ha preso vita a Tarquinia (VT) un nuovo e spontaneo movimento cittadino, nato per ribadire la contrarietà della nostra Città alla riconversione a carbone della centrale elettrica di Civitavecchia: il Comitato Cittadini Liberi contro il Carbone.
La novità del Comitato sta nell’adesione e nella partecipazione alle attività delle organizzazioni di categoria, locali e provinciali, presenti sul nostro territorio e rappresentanti le categorie lavorative che muovono l’intera economia tarquiniese. Quindi agricoltori, commercianti, artigiani che scendono in campo per combattere in prima linea contro la svendita del territorio.
Non solo, anche Associazioni Culturali e rappresentanti del mondo medico e scientifico hanno voluto essere presenti, creando un rinnovato fermento a dimostrazione che possiamo cambiare le carte in tavola nella partita contro l’Enel. Non vogliamo sostituirci ai comitati No Coke; al contrario, partendo da tutto quello che hanno ottenuto con i loro costanti ed opportuni interventi, intendiamo rafforzare le loro azioni; perché la nostra salute e il nostro lavoro non si comprano. Ci sembrano del tutto inutili e fuori luogo i manifesti “rassicuranti” del Sindaco Mazzola, poichè nell’ultimo Consiglio Comunale aperto sul carbone aveva la facoltà di far votare un ordine del giorno diverso da quello che poi è stato prodotto, inserendo punti chiave come la richiesta di riapertura della Conferenza dei Servizi e l’indizione di una grande manifestazione di massa a cui il Comune prendesse parte in modo forte.
Invece, assistiamo all’imbarazzante immobilismo dell’Amministrazione Comunale di Tarquinia con profondo rammarico ma non ci diamo per vinti. Anzi, troviamo nuove forze e nuove forme di protesta per continuare a difendere la nostra salute ed il nostro territorio.
Tant’è che continuando caparbiamente ad insistere con tutti i mezzi a noi disponibili, siamo arrivati ad ottenere da soli un nuovo e grande risultato: la riapertura di quella Conferenza dei Servizi, primo strumento necessario a stabilire se quella scellerata riconversione che da cinque anni stiamo ostacolando sia compatibile con la salute pubblica e l’economia del territorio.
Chiediamo a tutti i cittadini di partecipare attivamente aderendo al Comitato Cittadini Liberi, per raccogliere fin da ora testimonianze spontanee per denunciare i danni derivanti dall’uso del carbone. Stiamo allestendo una sede operativa ed un punto informazioni in Piazza Matteotti (di fronte al Comune), ma è già attivo un indirizzo e mail nocoketarquinia@yaooh.it Per tutte le informazioni e per aderire vi rimandiamo al sito www.nocoketarquinia.splinder.com
Prime adesioni associazioni:
Ass. Gestori Centro Commerciale Top 16 - ASCOM Viterbo – ALPO Ass. Regionale Produttori Agricoli - Consorzio Insediamenti Commerciali Tarquinia – A.L.A. Ass. Liberi Artigiani Tarquinia – S.I.B. Tarquinia – Associazione ambientalista Fare Verde – Accademia Kronos – Associazione Culturale “Ideazione” - Ass. Culturale “Fontana di Piazza” – Movimento Cristiano Lavoratori – Medici di base - Comitato No Coke Alto Lazio – Forum Ambientalista »
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BLOG ACTION DAY 2007
Postato da direttore il Lunedì, 15 ottobre @ 20:30:15 CEST - (Leggi Tutto... | 3556 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)
Pubblicando questo articolo Oltrepensiero.it ha voluto di fatto aderire all'iniziativa pubblicizzandola
(BwPress - Andrea Pietrarota) - "Oggi, lunedì 15 ottobre '07, i blogger di ogni parte del Mondo si uniranno per focalizzare l'attenzione di tutti su una sola, importante problematica. Quest'anno l'argomento di discussione sara' l' ambiente. Ogni blogger potra' scrivere un articolo sull'ambiente, in modo del tutto personale e collegato all'argomento del suo blog. Il nostro scopo e' far parlare tutti di come costruire un futuro migliore. Stiamo cercando blogger di qualsiasi nazionalita' e cultura, non importa quale argomento siano soliti trattare. Speriamo che tu ti unisca a noi. Ecco cosa fare: Scrivi un articolo sul tuo blog che si colleghi ad una problematica di tua scelta riguardante l'ambiente. Ad esempio: un blog sul denaro potrebbe trattare di come risparmiare soldi in casa utilizzando idee eco-compatibili. Allo stesso modo, un blog che tratti di politica potrebbe esaminare quale peso abbia effettivamente l'ambiente nelle questioni politiche. Segnala problemi o magari qualche buona notizia. Gli articoli non debbono necessariamente trattare le tematiche ambientali in un modo particolare, quello che si chiede e' che siano collegati alla problematica ambientale nel modo che più è consono al blogger ed ai suoi lettori abituali. Il nostro scopo non è quello di promuovere un punto di vista specifico, ma piuttosto di portare la questione sul tavolo di discussione dei Media (cfr. teoria sugli effetti dei mezzi di comunicazione nota come "agenda setting"). Quindi scrivi nel modo più appropriato ai tuoi lettori ed al tuo blog, ma collegati all'ambiente ed assicurati di pubblicare oggi stesso, 15 ottobre. Altre cose che puoi fare: Puoi partecipare al Blog Action Day anche pubblicando un banner sul tuo sito ( http://blogactionday.org/promote) o donando il ricavato giornaliero del tuo blog ad un istituzione ambientalista di tua scelta. Registrare il proprio blog. Stiamo tenendo traccia di tutti i blog che hanno aderito all'iniziativa su BlogActionDay.org: puoi aiutarci nell'impresa registrando il tuo blog all'indirizzo blogactionday.org/commit E se non hai un blog? Se credi che l'Ambiente sia un tema di cui tutti si debba parlare, riflettere, confrontarsi.. invia il tuo pensiero alla redazione del Corriere del Web (corrieredelweb chiocciola gmail punto com): lo pubblicheremo noi per te. "
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DIFENDERE LA DEMOCRAZIA ED IL RISPETTO DEI DIRITTI CIVILI
Postato da direttore il Sabato, 12 maggio @ 21:05:44 CEST - (Leggi Tutto... | 6121 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
In Campania, all'interno un'area di 40.000 ettrari di terreno irriguo, dove sopravvivono 15.000 aziende agricole, soggetta ad osai di protezione fanistica, nonostante le sentenze dei tribunali si vorrebbe far sorgere una discarica che nessuno vuole.U N P A R A D I S O B U C O L I C O A R I S C H I O di A l e s s a n d r o R i z z o
Una piana potrebbe trasformarsi in uno spazio inquinato e inquinante, dove un’enorme discarica potrebbe distruggere una storica area, protetta da leggi internazionali in quanto considerata “oasi di protezione faunistica”. Stiamo parlando della Piana del Sele (Campania), che prende il nome dall’omonimo fiume, che nel suo corso irriga 40.000 ettari di terreno agricolo e grazie a cui oggi sopravvivono 15.000 aziende agricole, che sarebbero destinate a chiudere immediatamente in quanto l’acqua trasportata dal fiume sarebbe soggetta a un’elevata presenza di elementi inquinanti. Le autorità giudiziarie hanno espresso il parere negativo alla possibilità di edificare la discarica in questa località, e, precisamente, nelle vicinanze e adiacenze di un comune di 4.000 abitanti, Serre (Salerno). Non è la sindrome del nimby, ossia l’opporsi a qualsiasi tipo di intervento nella propria area particolare, quella che ha determinato un’azione lunga e protratta di protesta delle residenti e dei residenti di questa zona, ma il dovere civico di opporsi a una decisione che apporterebbe alto nocumento a valori iscritti nella nostra Costituzione, ossia la tutela e la difesa del patrimonio ambientale nostrano.  A venire meno, comunque, è il rispetto di un principio che sempre maggiormente sembra declinare di fronte alle spinte decretate da interessi privati e di guadagni non indifferenti, soprattutto per chi è autore di interventi edilizi invasivi: la preservazione dell’ambiente e il rispetto della vita delle persone, del loro benessere, della loro futura convivenza civile. A determinare una maggiore preoccupazione per il caso concerne l’ assenza di risposte e di intervento da parte delle istituzioni, la mancanza di una presa di posizione chiara dei commissariati per l’emergenza dei rifiuti, per la protezione civile, nonché la mancanza di informazione su quanto stia accadendo in questa terra di delizie bucoliche, paradiso terrestre ormai dai tempi contati.
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