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DU 13 AU 24 MAI 2009
I REPORTAGE DI
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La Maremma è una realtà territoriale piuttosto vasta e dai confini non perfettamente definiti che si affaccia sul Mar Tirreno Dante (Inferno XIII, 7) ne individuava i confini tra Cecina e Corneto: "Non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che 'n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti"
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CALA IL SIPARIO SUL ROMA FILM FEST 2008
Postato da direttore il Domenica, 02 novembre @ 17:33:03 CET - (Leggi Tutto... | 6248 bytes aggiuntivi | 73 commenti | Voto: 5)
Giorgio Gosetti e Teresa Cavina, i due direttori del Festival Internazionale del Film, si dimettono. Incertezza per l’edizione del prossimo anno. Le frizzanti polemiche scoppiate subito dopo i ringraziamenti tra il Ministro della Cultura Bondi, il Presidente della Provincia Zingaretti, il Sindaco di Roma Alemanno e l’Assessore alla Cultura della Regione Lazio Rodano, sembrano preludere ad ulteriori strascichi.
I L D E S T I N O D E L F E S T I V A L D I R O M A
R I P O S A S U L L E G I N O C C H I A D I G I O V E
di Mariangiola Castrovilli Cala il sipario e si spengono le luci sulla terza edizione del Festival Internazionale del film di Roma, ma il consuntivo, al di fuori di pizzi, falpalà, frizzi e lazzi con fuochi d'artificio annessi non è positivo. E non solo per la vistosa assenza di major americane e relativa compagnia cantante, in fin dei conti c’era molto cinema europeo interessante e ottimi film soprattutto ne l’Altro Cinema e nel Focus quest’anno dedicato al Brasile, ma perché il cambiamento politico in Campidoglio ha mutato le caratteristiche di un Festival già avviato ad occupare un posto di spicco nel panorama internazionale, con qualcosa di meno incisivo e più banale. Si chiamava Festa e stava diventando molto forte perché era nato già adulto e navigava a gonfie vele anche sull’onda delle esperienze di direttori e programmatori grintosi come Giorgio Gosetti e Teresa Cavina. Adesso si chiama Festival ma non ha una sua precisa identità. Quello che emerge per ora è solo un maldestro uso della città per una festa popolare a risonanza cittadina. Percorso esattamente opposto a quello di Londra che nato metropolitano sta affermandosi come una solida e prestigiosa rassegna internazionale. Maldestro perché ci sono stati troppi titoli e poche repliche e soprattutto avrebbe allora avuto bisogno di un maggior decentramento e di una migliore distribuzione di iniziative e rassegne che costrette in dieci giorni, diventano un’impossibile caccia alla volpe. C’è inoltre molta incertezza, a dispetto delle date annunciate fino al 2011 per l’edizione 2009 visto che con l’aria che tira Provincia e Regione, dopo le frizzanti polemiche scoppiate subito dopo i ringraziamenti tra il ministro della cultura Bondi, il presidente della Provincia Zingaretti, il sindaco di Roma Alemanno e l’assessore alla cultura della Regione Rodano, sembrano preludere a strascichi che hanno tutta l’aria di una prossima defezione, rendendo così la crisi istituzionale.
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LA CERIMONIA DI CHIUSURA DEL ROMA FILM FEST 2008
Postato da direttore il Sabato, 01 novembre @ 01:56:44 CET - (Leggi Tutto... | 6444 bytes aggiuntivi | 103 commenti | Voto: 0)
Alla terza edizione del cinema di Roma vincono i contenuti e l’impegno. Sotto la lente d’ingrandimento i drammi e le ferite del nostro tempo.I N Q U E L L ’ A F F O L L A T I S S I MA S A L A S I N O P O L I . . .
di Mariangiola Castrovilli
Il Marc’aurelio d’Oro votato dal pubblico va così a Resolution 819 di Giacomo Battiato, una coproduzione italo-polacco-francese che ricorda il massacro di Srebrenica. A rimettere il premio al regista veronese il sindaco di Roma Gianni Alemanno con un assegno di 75 mila euro offerto da Bnl. Edoardo Bruno, Michel Ciment, Tahar Ben Jelloun, Emanuel Levy e Roman Gutek componenti la giuria dei critici hanno laureato invece come miglior film Opium war di Siddiq Barman regista afgano che osserva la guerra nel suo Paese da un’insolita prospettiva.
La giuria ufficiale ha inoltre assegnato il Mar’aurelio d’argento come migliore attrice a Donatella Finocchiaro per la sua ottima interpretazione di Galantuomini di Edoardo Winspeare. «Non pensavo di essere così fragile» ha commentato l’attrice con voce rotta, «però questo premio mi emoziona molto. Non ho mai fatto questo mestiere per ottenere riconoscimenti, premi o gratificazioni. Evidentemente c’è qualcosa che non ho calcolato perché sono molto colpita».
Il lauro come migliore attore è andato invece al bravissimo Bodan Stupka ( ex ministro della repubblica Ucraina ed ora direttore del Teatro di Kiev) che dà uno spessore straordinario al suo personaggio in Whit a Warm Heart di Krzystof Zanussi. La cerimonia di chiusura condotta da Vincenzo Mollica in un’affollatissima Sala Sinopoli ha visto anche menzioni speciali della giuria al raffinato film portoghese ACorte DoNorte (La tenuta al nord) di Joao Botelho e al divertente lavoro Francese Aide toi, le ciel t’aidera (Aiutati il cielo t’aiuterà) di Francois Dupeyron. Con una standing ovation il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha consegnato il Marc’Aurelio d’Oro alla carriera ad una emozionantissima e commossa Gina Lollobrigida che poco prima ci aveva presentato un interessante ritratto autobiografico in cui accanto alle immagini di personaggi famosi ci sono le sue due altre passioni diventate carriere parallele più una, quella di fotografa, scultrice ed ambasciatrice Fao per la lotta contro la fame nel mondo. Appuntamento all’anno prossimo dunque visto che sono già state fissate le prossime edizioni fino al 2011.
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Inserto: IL FILM DI MAURIZIO SCAPARRO CHIUDE FUORI CONCORSO IL ROMA FILM FEST
Postato da direttore il Sabato, 01 novembre @ 00:07:11 CET - (Leggi Tutto... | 5845 bytes aggiuntivi | commenti? | Inserto | Voto: 0)

Uno strepitoso Massimo Ranieri che invecchiando assomiglia sempre più a Eduardo
L ’ U L T I M O P U L C I N E L L A
di Mariangiola Castrovilli
Bello l’ultimo film di Maurizio Scaparro, grande regista prevalentemente teatrale ma che sa usare il mezzo filmico a meraviglia. Per lui teatro e cinema dovrebbero allearsi contro ignoranza e violenza, proprio come ne 'L'ultimo Pulcinella', interpretato da Massimo Ranieri, che chiude fuori concorso il Festival Internazionale del Film di Roma. Bello per la poesia, la bravura del cast capitanato da un Massimo Ranieri strepitoso che, invecchiando, somiglia sempre di più ad Eduardo. Girato tra Napoli e Parigi poco ville lumiere e molta banlieu, una periferia poco vista che ti affascina e ti prende il cuore. Pericolosa per i più, tenuta d’occhio dalla polizia ma casa per gruppi multietnici che lì trovano una propria identità e dimensione. Liberamente ispirato da un soggetto di Roberto Rossellini si parte da Napoli dove Michelangelo (Ranieri) un attore non più giovanissimo che stenta a guadagnarsi la vita continuando a recitare per strada ‘le storia di Pulcinella’. Con suo figlio Francesco (Domenico Balsamo) ha un rapporto difficile, ed il ragazzo che ha assistito ad un omicidio di mafia scappa a Parigi dalla sua amica Cecilia (Carla Ferraro). Il padre preoccupato lo raggiunge a Parigi dove ritrova un vecchio amico (Jean Sorel) professore alla Sorbona e Faiza, la sua assistente (Margot Dufrene) che lo aiuteranno a riconquistare la fiducia del figlio. Insieme conoscono una vecchia ex attrice (Adriana Asti) che adesso vive come proprietaria e custode in un teatro ormai decaduto ma pieno di fascino di questa banlieu. Sarà Cecilia che ha una grande influenza politica su molti giovani del quartiere magrebini, francesi, italiani, ad aiutarlo a realizzare un sogno di tanti italiani del passato, rimettere in sesto il teatro e riinaugurarlo con una pièce ispirata ad un soggetto inedito di Rossellini su Pulcinella. Tra tensioni continue e scontri con la polizia nel quartiere Michelangelo creerà però un nuovo spazio dove la dignità e l’utilità dell’artista sia riconosciuta a Parigi come a Napoli, nell’Europa di oggi.
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Inserto: OMAGGIO A GINA LOLLOBRIGIDA AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM
Postato da direttore il Venerdì, 31 ottobre @ 23:53:10 CET - (Leggi Tutto... | 8828 bytes aggiuntivi | 73 commenti | Inserto | Voto: 0)
Gli americani la definirono la cosa più interessante degli italiani dopo gli spaghetti. Alla donna più bella del mondo, il Festival Internazionale del Film di Roma, consegna il Mercurio d’oro alla carriera. L’attrice che ha fatto sognare intere generazioni, oggi anche fotografa, scultrice e ambasciatrice Fao per la lotta alla fame nel mondo, confessa che non avrebbe voluto mai fare del cinema. Accettò solo perché gli fu concesso un milione di lire, da lei richiesto, al posto delle mille che le avevano proposto. Dai riflettori del Film Fest lancia un insegnamento soprattutto alle nuove generazioni: «Nella vita sono andata avanti da sola con una grinta che conservo ancora. Cosa che auguro a tutti, potersi esprimere come ho fatto io con coraggio e senza compromessi perché chiunque può farsi sentire se ha una forte volontà di dire ciò che vuole».
U N S I M B O L O I T A L I A N O N E L M O N D O
di Mariangiola Castrovilli
Nell’ultimo giorno del Festival omaggio alla Lollo, mito del cinema italiano nel mondo a partire dagli anni '50. Prima dell’incontro con l’attrice/fotografa/scultrice passa il breve filmato autobiografico Gina Lollobrigida, un simbolo italiano nel mondo che ha diretto e montato «per far vedere tutto quello che ho fatto in questi ultimi anni» commenta l’indomita Bersagliera, «la gente infatti mi conosce soprattutto come attrice al cinema - grande forma di comunicazione con un immediato riscontro mondiale - pochi sanno però che ho invece altri due mestieri importanti, la fotografa e la scultrice. Come se non bastasse sono anche ambasciatrice Fao per la lotta alla fame nel mondo che mi impegna non poco». Gina, com’è arrivata al cinema? «Per caso e niente affatto convinta. Io volevo fare la scultrice e per questo frequentavo l’Accademia di Belle Arti a Roma. Mi fermarono due volte all’uscita per propormi di fare del cinema che rifiutai. Ma loro insistevano. Per togliermeli di torno decisi di chiedere un milione al posto delle mille lire che mi avevano offerto. Me lo diedero, per cui mi toccò accettare».
Lei e De Sica … «E’ proprio per lui che cambiai idea. Un vero gentleman, per lui avrei fatto qualsiasi cosa. Una volta mi disse ‘dai un po’ di passione al cinema, vedrai che ti ricambierà’. Gli sarò per sempre grata per questo consiglio perché facendolo oltre ad incontrare molte persone mi ha poi permesso di fare le altre due carriere parallele, la fotografa e la scultrice». Quella che gli americani definirono “la cosa più bella ed interessante degli italiani dopo gli spaghetti” s’interrompe un attimo per poi riprendere «adesso la fotografia è molto di moda con molte Gallerie prestigiose che la ospitano, ma allora, negli anni 60 nessuno le prendeva in considerazione».
E lei invece scattava, scattava, il suo archivio è ricco infatti di ritratti delle persone più famose del pianeta da Fidel Castro a Putin passando per artisti e letterati e in mezzo all’universo mondo conosciuto tutta una serie di foto, forse le più belle di una realtà che emoziona, dai bambini malati, sfruttati, abusati alla miseria morale e materiale a tutte le latitudini. La realtà per quella che è. Più dolorosa che consolatoria.
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Inserto: ANTICIPAZIONI AL ROMA FILM FEST 2008
Postato da direttore il Venerdì, 31 ottobre @ 02:19:10 CET - (Leggi Tutto... | 6869 bytes aggiuntivi | commenti? | Inserto | Voto: 0)
 Tratto dal primo dei romanzi di Stephenie Meyer, il film rivisita nel mondo dei vampiri teenager e vegetariani, nosferatu in versione buona, che, nella provincia americana, devono confrontarsi con la maledizione delle creature della notte. «Ho letto e visto tutti i classici sui vampiri fin da bambina, tanto è vero che desideravo i loro morsi» confessa ridendo la regista Catherine Hardwicke «ma qui sono diversi, tanto per cominciare escono in pieno giorno…»
T W I L I G H T
di Mariangiola Castrovilli
Bambini e teenager scatenati al penultimo giorno di Festival di Roma per la proiezione dei primi 15 minuti di Twilight, moderna versione di Giulietta e Romeo solo che Bella( KristenStewart) è un’umana ed Edward (Robert Pattinson) un vampiro buono che cerca di proteggerla da quelli cattivi capeggiati da James (Cam Gigandet) che vogliono ucciderla e dai suoi istinti naturali. Twilight basato sulla serie di libri best-sellers di StephenieMeyer (al numero 1 da 54 settimane nelle classifiche del New York Times), tradotti in 20 lingue e pubblicati in 34 paesi con quasi 12 milioni di copie vendute, ha scatenato l’immaginazione dei teenager di tutto il mondo al punto che erano in 3 milioni su My Space’s Trailerpark all’uscita del suo primo teaser trailer.
Ad accompagnare sul tappeto rosso i primi 15 minuti in anteprima mondiale dei 110 che usciranno in sala il 21 novembre, sotto la pioggia che non ha però scoraggiato i fans, la regista Catherine Hardwicke ed i due protagonisti Kristen Stewart e Robert Pattinson.
Catherine, è difficile portare sullo schermo un libro iperfamoso e con un personaggio che cambia spesso d’umore e con un’infinità di effetti speciali? «Direi piuttosto impegnativo sia per ridurne le 550 pagine che per dargli un rilievo visivo importante. In quanto ai suoi cambiamenti d’umore erano la cosa che mi intrigava di più visto che anch’io non sono sempre uguale. In quanto agli effetti speciali dovevamo far vedere i super poteri di cui è dotato Edward e siamo così ricorsi a specialisti inglesi».
Pattinson e a lei che effetto ha fatto recitare nel turbinio di questi effetti? «In realtà non sapevo quali sarebbero stati, anche perché nel libro tutto viene visto dagli occhi di Bella che però non riesce a percepire le azioni perché troppo veloci per lei».
Kristen? “Mi sono molto divertita nelle scene d’azione. Non se ne ha la percezione perché lavori davanti ad uno schermo verde. Ma l’effetto finale è sorprendente».
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Inserto: I FUORI CONCORSO DEL ROMA FILM FEST 2008
Postato da direttore il Venerdì, 31 ottobre @ 01:22:34 CET - (Leggi Tutto... | 5714 bytes aggiuntivi | commenti? | Inserto | Voto: 0)
Manfredonia: «Da una parte la battaglia che ‘si può fare’, dall’altra visto che si trattava di storie accadute realmente ci voleva una regola, tutto doveva sembrare vero ».
S I P U O ’ F A R E
di Mariangiola Castrovilli
Una storia vera che diverte, commuove e, soprattutto fa pensare il film di Giulio Manfredonia “Si può fare” con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Andrea Bosca, Giovanni Calcagno, Giuseppe Battiston e Giorngio Colangeli tutti strepitosamente bravi. Nello (Claudio Bisio) insuperabile in questo ruolo drammatico, è un sindacalista troppo avanti coi tempi, per cui viene mandato a dirigere una cooperativa di ex malati mentali dimessi dai manicomi dopo la legge Basaglia, che non sanno far niente e vivono di assistenza. Nello però ha altre idee. Una cooperativa deve saper produrre, perciò, oltre a restituire ai picchiatelli la propria dignità, rivolgendosi loro con signore e signora, cerca di spingerli ad imparare un mestiere. Perché non cominciare allora col montare parquet. Da un contrattempo, la mancanza del legno per ultimare un appalto, due schizofrenici Gigio (Andrea Bosca) e Luca (Giovanni Calcagno) con la passione di far combaciare pezzi irregolari, creano un ‘parquet mosaico’ che andrà subito per la maggiore, procurando sempre più lavoro. Nello con l’aiuto del dottor Furlan (Giuseppe Battiston) cerca di fare un altro passo quello di ridurre gli psicofarmaci che intontiscono gli ormai ‘soci’ della cooperativa. Lo psichiatra Del Vecchio (Giorgio Colangeli) convinto della bontà dei sedativi e che la malattia mentale guarisca solo con la morte, non è d’accordo. Messo in minoranza viene allontanato e i ‘nostri’ cominciano finalmente a vivere con desideri fino ad allora sconosciuti, sesso, casa, amore. Non tutti pero sono pronti a questo nuovo confronto con la realtà per cui davanti ad un evento tragico Nello si rende conto di aver osato troppo e che le sue scelte hanno causato un danno irreparabile. Manfredonia qui con un colpo di coda, rovescia ancora una volta la situazione portandoci ad un finale più sereno e decisamente ottimista.
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THEATER OF WAR: IL PIU’ BEL LAVORO DEL ROMA FILM FEST 2008
Postato da direttore il Giovedì, 30 ottobre @ 19:30:32 CET - (Leggi Tutto... | 6238 bytes aggiuntivi | 20 commenti | Voto: 0)
 Un film che non si dimenticherà tanto facilmente, non solo per la bravura degli interpreti con una Streep da Oscar, ma anche per come la narrazione scorra senza forzature tra gli orrori passati e presenti dei sempre insensati conflitti bellici. Le immagini, le interviste, i luoghi ed il montaggio storico che vengono proposti nel film ci scaraventano direttamente nella tragedia delle guerre facendoci però anche considerare l’importanza dell’arte nella vita politica.
UN POSSENTE URLO DI RIVOLTA CONTRO GLI ORRORI DELLE GUERRE
di Mariangiola Castrovilli
Bello, bellissimo questo Theater of war di John Walter che abbiamo visto al penultimo giorno della terza edizione del Festival di Roma con un cast assolutamente impeccabile ed una strepitosa Meryl Streep che più brava non si può. Una lezione di politica, un riassunto della vita di Brecht ed uno stupendo dietro le scene mai visto prima nella costruzione, attimo per attimo di Madre Coraggio e i suoi figli, che Gorge Woolf mise in scena nel 2006 al Manhattan’s Public Theater di New York. Un lavoro che ti colpisce dritto allo stomaco, perché mentre vediamo la costruzione del personaggio da parte della Streep e la duttilità con cui trasforma i suggerimenti del regista inglobandoli con una perfetta mediazione nella Madre, parallelamente assistiamo agli orrori mai dimenticati della seconda guerra mondiale, fonte di terribile ispirazione per Bertold Brecht. 95 minuti che passeranno in un attimo incantati dalla forza di volontà di voler portare in teatro nel 2006 questo lavoro contro la guerra. Ed è con grande commozione che assistiamo ad un crescendo di bravura di personaggi come la Streep, che si è presa addirittura un anno sabbatico dal cinema, e di un altrettanto bravo Kevin Kline, senza contare le forti testimonianze del direttore del Public Theater Oscar Eustis, del commediografo e traduttore dal tedesco Tony Kushner e del regista Gorge Woolf che documentano, attraverso le toccanti esperienze di Brecht, un momento tragico della nostra storia. E che oggi come nel 2006 suona come un possente urlo di rivolta contro gli orrori passati e presenti di guerre sempre insensate. Interessanti tutte le interviste, ma soprattutto quella con un anziano che in Germania lavorò con Brecht. La sua esperienza durante la guerra in un campo di prigionia alleato in Gran Bretagna e quella fatta con Brecht nel ’49 nella prima edizione di Madre Coraggio, fa sembrare questi 59 anni molto più vicini a noi. Le immagini, le interviste, i luoghi ed il montaggio storico ci scaraventano direttamente nella tragedia della guerra facendoci però anche considerare l’importanza dell’arte nella vita politica.
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Inserto: ROMA FILM FEST 2008 - ZANUSSI CAMBIA DIREZIONE
Postato da direttore il Giovedì, 30 ottobre @ 17:55:18 CET - (Leggi Tutto... | 7283 bytes aggiuntivi | commenti? | Inserto | Voto: 0)
 Il cuore del fim è il condizionamento, ma viene lasciato spazio al libero arbitrio anche se «con la libertà» afferma il regista «c’è spazio per tanti nuovi cattivi e quelli vecchi sono già in pensione».
W I T H A W A R M H E A R T
di Mariangiola Castrovilli
Bella e atipica questa black commedy di Krzysztof Zanussi, With a Warm Heart con Bohdan Stupka, Marek Kudelko, Szymon Bobrowsky e Doda Rabczewska, in cui un arrogante e corrotto rappresentante dell'oligarchia polacca convinto che con i soldi si possa comprare tutto, scopre di soffrire di una seria malattia al cuore, che solo un trapianto può risolvere. In ospedale incontra un giorno un ragazzo che ha tentato il suicidio dopo avere perso il posto ed una penosa delusione d’amore. Potrebbe essere proprio lui secondo l’amorale egoista Konstanty il donatore ideale, basterebbe soltanto una spintarella ad aiutarlo a passare a miglior vita… Questa in breve la storia tratteggiata con mano maestra ed un assoluto senso dell’ironia da Zanussi qui completamente fuori dai suoi soliti schemi.
Come mai questo cambio di direzione? «Mi sembrava che dopo tanti film seri potessi dire cose più leggere con toni seri» spiega in italiano Zanussi. «A volte ho l’impressione che siamo così pieni di recriminazioni, disappunto ed infelicità che il passo successivo può solo essere una risata. D’altra parte, se la situazione è così tragica, che altro resta da fare? Nei miei ultimi film Sole Nero che fa riferimento alla tragedia greca o Persona non grata che ha a che fare con le grandi delusioni della vita, non c’era nessuna traccia di commedia».
Cos’è per lei la comicità? «Qualcosa che si smaschera, l’uomo che ama la vita e spiega che non vale niente mentre cerca di spingere l’aspirante suicida all’irreparabile passo, mi sembrava comico. Certo, le situazioni rappresentate nel film sono così drammatiche da sembrare ridicole, come quella della camera operatoria che muovono all’ilarità».
L’uomo sui sessanta ricco e malato (un bravissimo Bodhan Stupka, ex ministro della repubblica Ucraina ed ora direttore del Teatro di Kiev) ed il ragazzo (Marek Kudelko) che non ama più la vita le servono per un confronto generazionale? «Fino ad un certo punto, in fondo prendo in giro la moderna filosofia ed il modo di vivere che ne deriva».
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ROMA FILM FEST 2008: ULTIME STAR PRIMA DELLA CHIUSURA
Postato da direttore il Giovedì, 30 ottobre @ 16:16:23 CET - (Leggi Tutto... | 6871 bytes aggiuntivi | 18 commenti | Voto: 0)
 Introdotto da un suo filmato di montaggi che incanta la platea con una selezione delle più belle scene di danza, Michael Cimino parla di Cinema e Ballo. « Ogni film è una storia d'amore» afferma il regista statunitense, « i film che usano il canto e il ballo per raccontarla è come se lo facessero in poesia. È come se attraverso la danza il cinema parlasse d’ amore e di sesso senza mostrarli. Il che è molto meglio».
I N C O N T R O C O N M I C H A E L C I M I N O di Mariangiola Castrovilli
« Se non avessi fatto del cinema avrei cercato di diventare coreografo ». E' Michael Cimino che parla, in un’affollatissima sala Petrassi dopo aver accennato sul tappeto rosso in verità un po’ sguarnito causa diluvio, alcuni passi di danza di Singing on the rain. «Con l’ombrello in mano mi sono sentito come Gene Kelly» racconta al pubblico che lo ha accolto con un caloroso applauso. Una lezione interessante quella che il cinque volte premio Oscar per Il cacciatore ha tenuto qui alla terza edizione del Festival di Roma regalandoci la sua personale compilation delle più belle scene di ballo del cinema mentre il cielo all’esterno si esibiva nel suo miglior repertorio di nubifragio, lampi e tuoni assordanti compresi . «Io so quanto sia difficile riprendere e montare persone che ballano, per questo ho amato tantissimo questo piccolo grande film a cui ho lavorato moltissimo, spesso affrontando decisioni difficili, nella mia scelta infatti oltre al fatto che ami profondamente queste scene c’è anche tutto quello che intuisco sul talento di chi le ha girate e le obiettive difficoltà per realizzarle». Due corpi intrecciati che a suon di musica qui diventano un tutt’uno con la macchina da presa in un magico amplesso, perché niente è più sexi ed emozionante delle scene che ci passano sotto gli occhi. Ecco allora quelle più care al suo cuore da Lo sceicco bianco di Fellini, a Sfida infernale di John Ford, a La caduta degli dei di Visconti a quelle bellissime di Singing in the rain e poi Cappello a cilindro con gli indimenticabili Ginger e Fred «Amo queste sequenze perché sono momenti di cinema irripetibili che nessuno potrà mai rifare o superare perchè nessuno è capace di fare oggi ciò che faceva Fred Astaire. Lui faceva in studio gli stessi numeri di tip tap che aveva già fatto davanti alla macchina da presa. Solo con lui quelli della Metro potevano girare scene così impegnative in continuità e senza tagli». Dalle sue scelte traspare la grande passione che ha per la danza nel cinema ed ecco ancora Cabaret con una Liza Mannelli al suo meglio che proprio oggi sarà all’ Auditorium per un conrceto e quelle indimenticabili da Carmen Story di Carlos Saura, dove un’ipnotica Laura Del Sol incanta Antonio Gades e tutti noi con un erotismo incandescente.
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TEMPO DI PRIMI BILANCI AL ROMA FILM FEST A POCHI GIORNI DALLA CHIUSURA
Postato da direttore il Mercoledì, 29 ottobre @ 00:04:14 CET - (Leggi Tutto... | 6201 bytes aggiuntivi | 5 commenti | Voto: 0)
 La crisi economica mondiale e lo spettro della recessione aleggiano anche dietro le quinte del 'red carpet'. Anche qui la musica è cambiata: spariscono tradizioni e mutano le abitudini. La pagina finanziaria non è mai stata letta attentamente come in questi giorni facendo da padrone quasi come i films... e, tanto per rimanere in tema, già non si trovano più i biglietti per Brokers - eroi per gioco- di Emiliano Cribari atteso come proiezione speciale per il prossimo 30 ottobre.
Q U E L C H E R E S T A D E L L A F E S T A di Mariangiola Castrovilli
A tre giorni alla fine del festival si può cominciare a fare qualche bilancio. Forse meno gioia, ma questa è una merce che in questi giorni ha poco diritto di cittadinanza vista la paurosa crisi economica mondiale e lo spettro della recessione che si sente ad ogni passo. Qui al villaggio Cinema di questa terza edizione del Festival di Roma, si sente eccome. Gli altri anni per esempio c’era festosissima L’Oreal con una delle sue più valenti equipe di parrucchieri e truccatori che truccavano dive, celebrità prima del tappeto rosso, riservando lo stesso trattamento nello stand alle signore del pubblico che potevano anche loro calpestare il red carpet sentendosi altrettanto dive. Il mangiare poi, anche una semplice insalata al volo, era un’esperienza sensoriale firmata da grandi chef di Roma e del Lazio dove Massimo Riccioli (La Rosetta) offriva i suoi famosi crudi di pesce, Salvatore Tassa (Le colline Ciociare) il suo famoso cannolo di ricotta e polenta, mentre Anna Dente (Osteria di San Cesario) proponeva un’indimenticabile matriciana a registi, attori e pubblico amante della buona tavola il tutto a prezzi più che ragionevoli, 15 euro a mezzogiorno e 30 la sera. Adesso la musica è cambiata, il ristorante dell’auditorium ha una nuova gestione e la ristorazione di Palombini offre menu con molto meno appeal a 35/40 euro ma i gourmet la titano. Spariti le produzioni e con loro gli attori alla ricerca degli eden del gusto della capitale. Così con queste temperature ancora estive quando si ha voglia di una cosa fresca e non impegnativa molti di loro al posto del lunch si concedono uno splendido gelato da Mirella Fiumanò al Settimo Gelo, una dei dieci maestri del freddo in Italia secondo il Gambero Rosso, che propone gusti raffinati come cannella e zenzero, cardamomo verde, cioccolato e peperoncino, sesamo e miele ed una castagna come non avete mai assaggiato.
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19 articoli per l'argomento ROMA FILM FEST 2008 (2 pagine - 10 articoli per pagina)
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PREMIO
LETTERARIO
GIORNALISTICO
SCRIVERE OLTREPENSIERO
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Il Tempo, lo Spazio,
la Mente, i Pensieri
i Ricordi, i Colori
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CONTEMPORARY JEWELS
IN STARK
18-21 LUGLIO 2008
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Il Festival – Edizione 2008
Il Festival – Dati tecnici
Il Programma
Pittura
Scultura
Biografie degli artisti
Patrocinii e partners

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CUCINA TIPICA
DELLA MAREMMA
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MONTEGABBIONE (TERNI)
Località Vocabolo Pò Petroso
Immerse
nel cuore verde d’Italia,
al confine con Lazio e Toscana
alle pendici in un grazioso
paese dell’orvietano
a 600 m (slm),
una confortevole
casa di campagna
e una famiglia accogliente
vi ospiteranno
per un piacevole ristoro.
Bed & Breakfast
informazioni e prenotazioni
qui...>>>
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REGIONE PER REGIONE CITTA' PER CITTA'
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| Martedì, 28 ottobre | | · | ROMA FILM FEST TRA EVENTI SPECIALI, IRE, FISCHI, APPLAUSI, POLEMICHE E CENSURE |
| Lunedì, 27 ottobre | | · | ROMA FILM FEST 2008 - PRESENTATO IN CONCORSO IL FILM DI MATTEO ROVERE |
| Domenica, 26 ottobre | | · | THE SEA WALL - LA CAMBOGIA AL ROMA FILM FEST 2008 |
| Sabato, 25 ottobre | | · | I FUORI CONCORSO DEL ROMA FILM FEST 2008 |
| Venerdì, 24 ottobre | | · | IL DEBUTTO DEL GRANDE REGISTA CANADESE IN QUALITA' DI PURO ARTISTA |
| Giovedì, 23 ottobre | | · | AL VIA CON AL PACINO LA TERZA EDIZIONE DEL FILM FEST 2008 |
| · | FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA 2008 |
| · | SOLO E SOLTANTO UN’ UTOPIA ? |
| Mercoledì, 22 ottobre | | · | FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DAL 22 OTTOBRE NELLA CAPITALE |
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Autostrade Italia
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