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DU 13 AU 24 MAI 2009
I REPORTAGE DI
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La Maremma è una realtà territoriale piuttosto vasta e dai confini non perfettamente definiti che si affaccia sul Mar Tirreno Dante (Inferno XIII, 7) ne individuava i confini tra Cecina e Corneto: "Non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che 'n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti"
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SPAZI DEL NOSTRO TEMPO
Postato da direttore il Lunedì, 05 maggio @ 03:20:07 CEST - (Leggi Tutto... | 13552 bytes aggiuntivi | 21 commenti | Voto: 0)
ARCHITETTURA & DESIGN - Rubrica a cura di Maria Stella Ivana Riggi
« (…) L’architetto, lo scultore hanno tutto l’interesse che l’uomo si attenda da loro, dalla loro arte, dalla loro mano un prolungamento della propria esistenza; per questo vorrei monumenti ben ideati e ben fatti, che non siano disseminati qua e là a caso, ma vengano eretti in un luogo in cui possano durare. (…) In generale il problema è quello dell’invenzione e della sua giusta esecuzione. (…) Schizzi per monumenti di ogni tipo ne ho raccolti molti e, se verrà l’occasione, li potrò mostrare: ma il più bel monumento resta pur sempre l’immagine stessa dell’uomo »
da “Le affinità elettive” di Goethe
U N A P R O F E S S I O N E , U N R I T R A T T O : G I A N C A R L O M O N T E B E L L Odi Maria Stella Ivana Riggi
In questo periodo sto rileggendo Màrquez in particolare il suo libro “Vivere per raccontarla”. Aprendo la copertina, subito dopo il titolo, c’è scritto: “ La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”. Vorrei scrivere di un incontro recente che già ricordo e che vorrei raccontare.  Era un nuvoloso pomeriggio milanese e mi trovavo in un’aula in cui stavo frequentando un corso di specializzazione sul design del gioiello. Stavo seduta in fondo all’ultimo banco, postazione strategica “dai tempi del liceo” che, in alcuni momenti, mi permetteva inosservata qualche divagazione mentale... Mentre ridacchiavo con il collega appostato accanto a me è incominciata la lezione. Silenzio… curiosa ho iniziato a focalizzare l’immagine di un uomo seduto, con una gamba accavallata sull’altra, che ha iniziato a parlare con gli occhi socchiusi e la voce persuasiva: era GianCarlo Montebello. Contemporaneamente alcune immagini venivano proiettate in aula: non erano solamente gioielli, ma erano dei progetti assolutamente indossabili! Tutto: l’approccio con noi studenti, quei monili che si materializzavano in simultanea, la gestualità nello spiegare, scorreva con penetrante semplicità. Nel frattempo qualcuno di noi cliccando sul suo pc, nella pagina di Google, gesticolava di nascosto per attestare, in proposito, le ricerche già fatte in precedenza... Evitare “gli stereotipi ripetuti”, “l’eccesso di novità”, “il danno causato più dal costruire che dal distruggere”, credo siano caratteristiche da tener presente nel mondo del design di qualità. Nel gioiello, però, si aggiunge un’altra componente fondamentale: la relazione dell’oggetto con il corpo e la sua capacità di sedurre ossia di condurre a sé. Per fare ciò è necessario riuscire a trasferire la bellezza di un concetto in una fisicità legata a gesti e funzioni. Una cosa assolutamente difficile se, soffermandoci a riflettere, intendiamo il corpo come uno dei maggiori misteri in grado di comunicare anche nel silenzio e il gioiello come un elemento estetico che non dimentichi le sue funzioni antropologiche. In tal senso se il substrato culturale e umano di chi progetta è di spessore ciò che ne deriva non può essere che molto soddisfacente. Forse uno degli scopi della didattica dovrebbe essere quello di riuscire a comunicare agli studenti l’amore verso una disciplina o una professione continuando, quando se ne ha voglia, anche fuori dalle aule universitarie (credo poco al concetto di “mancanza di tempo” perché ognuno si crea la libertà di impiegarlo come vuole...). Così l’entusiasmo mio e di altri quattro colleghi è aumentato non appena abbiamo appreso che il Maestro Montebello aveva accolto la nostra richiesta di un incontro presso il suo studio a Milano.
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TAMBURELLANDO SU DUE TASTIERE
Postato da direttore il Sabato, 29 dicembre @ 01:31:40 CET - (Leggi Tutto... | 24468 bytes aggiuntivi | 15 commenti | Voto: 0)
ARCHITETTURA & DESIGN - Rubrica a cura di Maria Stella Ivana Riggi
« (…) L’architetto, lo scultore hanno tutto l’interesse che l’uomo si attenda da loro, dalla loro arte, dalla loro mano un prolungamento della propria esistenza; per questo vorrei monumenti ben ideati e ben fatti, che non siano disseminati qua e là a caso, ma vengano eretti in un luogo in cui possano durare. (…) In generale il problema è quello dell’invenzione e della sua giusta esecuzione. (…) Schizzi per monumenti di ogni tipo ne ho raccolti molti e, se verrà l’occasione, li potrò mostrare: ma il più bel monumento resta pur sempre l’immagine stessa dell’uomo »
da “Le affinità elettive” di Goethe
S U I B I N A R I P A R A L L E L I D E L L ' I R O N I A : A C H I L L E C A S T I G L I O N I – J O S E ' S A R A M A G Odi Maria Stella Ivana Riggi
Mi diverto molto a cercare le immagini ed i volti dei personaggi di cui studio e leggo. Sono curiosa di vedere come si presentano al pubblico ( campagna pubblicitaria a parte … ). Le foto me li rendono, come dire, “familiari”.
Di recente ho avuto una “animata discussione” sull’umiltà; mi è stato suggerito di ricordare quella dei “grandi maestri” e di cercare di restare il più possibile “tranquilla”…
Premio: maggiori soddisfazioni.
È difficile!
L’ego irrequieto traballando ricerca conferme… Così, nel marasma della più totale confusione, busso per aria e qualcuno risponde: l’Ironia.
Difficile l’ironia: si può essere bravi, bravissimi professionisti ma poco ironici… Perdita: l’acume del sorriso, altra opportunità per osservare la realtà. “L’ironico emana umiltà da fermo conservando un grande pudore”… È un insegnamento di un amico fotografo che accompagnavo spesso quando ero ancora adolescente.
Il taglio di questa rubrica “Architettura & Design”, spesso non sarà riferito settorialmente e strettamente a questi due campi, ma spazierà toccando altri fronti. Non a caso ho citato Goethe: “ (…) ma il più bel monumento resta pur sempre l’immagine stessa dell’uomo (…) ”
Così, scrivendo questo pezzo, sarà come se tamburellasi contemporaneamente su due tastiere: con una mano su Achille Castiglioni, con l’altra su Josè Saramago. Correrò su due binari: quello del design rappresentato dal primo e quello della letteratura emblema del secondo, ma alla fine del viaggio si udirà: << Ultima fermata IRONIA! >>.
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ETTORE SOTTSASS
Postato da direttore il Sabato, 27 ottobre @ 03:14:04 CEST - (Leggi Tutto... | 9560 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
ARCHITETTURA & DESIGN - Rubrica a cura di Maria Stella Ivana Riggi
«(…) L’architetto, lo scultore hanno tutto l’interesse che l’uomo si attenda da loro, dalla loro arte, dalla loro mano un prolungamento della propria esistenza; per questo vorrei monumenti ben ideati e ben fatti, che non siano disseminati qua e là a caso, ma vengano eretti in un luogo in cui possano durare. (…) In generale il problema è quello dell’invenzione e della sua giusta esecuzione. (…) Schizzi per monumenti di ogni tipo ne ho raccolti molti e, se verrà l’occasione, li potrò mostrare: ma il più bel monumento resta pur sempre l’immagine stessa dell’uomo.»
da “Le affinità elettive” di Goethe
" P R O V A D ' O R C H E S T R A : S O T T S A S S ! "di Maria Stella Ivana Riggi
Ore 23.oo - Spengo il lettore dvd. Serata tranquilla: pizza, pioggia tintinnante alla finestra, film, cellulare muto, pace! Fine pellicola, ritiro il cd, lo trattengo tra le mani, ne rileggo il titolo: “Prova d’orchestra” – Federico Fellini – 1979. Sprofondo nel divano. Ripenso: “ La fiction può andare nel senso di una verità più acuta della realtà quotidiana e apparente (…) Ciò che deve essere autentica è l’emozione che si prova nel vedere e nell’esprimere”. È uno dei tanti appunti sparsi per casa tra i post – it gialli ed i taccuini.
“Prova d’orchestra”. Già. Quante “prove” tento ogni singolo giorno per rendere più convincente la realtà apparente. Mi muovo rivolgendomi ad una telecamera nascosta dietro cui si cela un ipotetico “giornalista – Fellini” come nella pellicola … Quante volte racconto di me stessa come quegli orchestrali associandomi ai “miei strumenti”, alle ritrosie, alle fattezze grottesche ed alle volgarità della vita. E quante volte la sinfonia vien fuori totalmente stonata! Inciampo nel caos come quei musicisti, talvolta vengo diretta da un “maestro d’ orchestra” irascibile ed infuriato, mai contento … Poi ad un tratto una palla d’acciaio (irruzione nell’esistenza?) sfonda “le pareti dell’auditorium” (alcova?): si ripristina l’equilibrio, ha inizio un’ armonia musicale: distruzione catartica!  Breve, strano incipit Felliniano per potermi riallacciare a dei temi a me cari: architettura e design. Ricordando la già citata "emozione che si prova nel vedere e nell’esprimere", rivedendo le scene del film in cui gli orchestrali imbrattano i muri ( moti sessantottini? ) in “segno di protesta”, non posso fare altro che pensare ad un pioniere dei su citati argomenti: Ettore Sottsass. Un professionista a tutto tondo (a cui faccio gli auguri per i suoi recenti novanta anni!) i cui progetti riprendono senz’altro la funzione della psiche umana. È riconosciuto a livello internazionale: è architetto, designer, pittore, fotografo. Nel dopoguerra, esprime il suo rifiuto nei confronti del razionalismo in architettura; si accosta all’arte popolare, alla materia, al colore, alla loro sensorialità. Negli anni sessanta risente dell’influenza della cultura orientale, assolutamente estranea al consumismo occidentale di cui apprezza solamente alcune cose di questo periodo: la cultura Pop, il pacifismo e le manifestazioni contro la guerra nel Vietnam. Negli anni settanta da avvio all’architettura radicale ed al “controdesign”: mette in discussione la cultura istituzionale, si interroga sulla creatività pubblica. Dagli anni ottanta, a seguire, si dedica con assoluta devozione a tutti i suoi intenti espressivo-contenutistici esplicandoli nelle sue opere. Ricordo, tra le tante cose, il gruppo Memphis (1981) fondato insieme ad altri architetti di fama internazionale e attenti come lui a tutto ciò che li circonda, che provoca intelligentemente il mercato il quale risponde. Nasce la rivoluzione del mobile contemporaneo...
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CLAUDIO CARAMEL E L'ARCHITETTURA
Postato da direttore il Sabato, 29 settembre @ 03:08:14 CEST - (Leggi Tutto... | 16898 bytes aggiuntivi | 12 commenti | Voto: 0)
ARCHITETTURA & DESIGN - Rubrica a cura di Maria Stella Ivana Riggi
« (…) L’architetto, lo scultore hanno tutto l’interesse che l’uomo si attenda da loro, dalla loro arte, dalla loro mano un prolungamento della propria esistenza; per questo vorrei monumenti ben ideati e ben fatti, che non siano disseminati qua e là a caso, ma vengano eretti in un luogo in cui possano durare. (…) In generale il problema è quello dell’invenzione e della sua giusta esecuzione. (…) Schizzi per monumenti di ogni tipo ne ho raccolti molti e, se verrà l’occasione, li potrò mostrare: ma il più bel monumento resta pur sempre l’immagine stessa dell’uomo. »
da “Le affinità elettive” di Goethe
" …Credo anche e sempre di più nella semplicità e soprattutto nella NORMALITÀ che è il contrario della banalità di certi omologhi stilismi minimalisti o dell’espressionismo esasperato o peggio dell’esibizionismo e della ridondanza. "
" U T I L I T A ' , B E L L E Z Z A , D U R A T A "
di Maria Stella Ivana Riggi
Di recente ho iniziato a leggere uno di quei libri suddivisi per tema che nonostante l’importanza degli argomenti trattati, può essere spulciato a tratti in aeroporto, sul treno, sentendo il vicino di appartamento stonato che canta a squarciagola (esperienza interessante…). Si intitola “Guida filosofica per tipi intelligenti” di Roger Scruton e si apre con il capitolo primo: ”Perche?”. Una domanda complessa che resta spesso sospesa per aria… L’autore, ex professore di Estetica al Birkbeck College dell’Università di Londra, afferma che la filosofia può essere avvicinata in due modi: studiando come è stata fatta o “facendola” attraverso la sua pratica, portandola cioè alla vita. Egli, optando per il secondo approccio, scrive: “(…) In questo nostro mondo nulla è fisso : la vita intellettuale è una immensa confusione nella quale miriadi di voci si sforzano di emergere dal frastuono. Ma la comunicazione aumentando in quantità perde in qualità (…)”. Contemporaneamente mi risuona più esilarante che mai la battuta di Woody Allen: “È assolutamente evidente che l’arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla tv!”. Questo breve preambolo perché, da architetto, mi chiedo spesso che relazioni possano intercorrere, tra la vita (intesa anche come pratica della filosofia) e l’architettura; tra questa e la comunicazione; tra i “maestri” ( quelli veri!) e gli “apprendisti” (che non siano i molteplici giovani volenterosi “sfruttati” per periodi “interminabili” con la scusa di “imparare”! ).  Cerco di contare quanti architetti esistano ancora in circolazione che abbiano voglia di portare avanti con serietà le loro idee progettuali disegnando, realizzando, vivendo nei cantieri (c’è chi delega sempre gli altri per non “sporcare di professione” il vestito buono…), scrivendo e pubblicando, a discapito anche del proprio “tempo libero”. Probabilmente sulla sensibilità delle donne Scruton scriverebbe un altro libro, ma forse i quesiti posti potrebbero essere interessanti.
A Giugno scrivendo a proposito della scomparsa del Prof. Michele Sernini, avevo fatto cenno all’architetto padovano Claudio Palmi Caramel che definii “bravissimo e completo”. In realtà, non era quello il momento, ma mi ero già prefissata di scrivere anche su di lui. “Perché?” Non di certo per il puro piacere di “sviolinare” (con i violoni strido… esperienza poco interessante…), ma perché credo che per noi giovani architetti e forse anche meno giovani, il suo modo di pensare, scrivere e progettare possa essere uno spunto di riflessione, un “incontro” importante.
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RICORDANDO IL PROF. MICHELE SERNINI
Postato da direttore il Mercoledì, 04 luglio @ 01:36:39 CEST - (Leggi Tutto... | 11511 bytes aggiuntivi | 34 commenti | Voto: 4.95)
ARCHITETTURA & DESIGN - Rubrica a cura di Maria Stella Ivana Riggi
« (…) L’architetto, lo scultore hanno tutto l’interesse che l’uomo si attenda da loro, dalla loro arte, dalla loro mano un prolungamento della propria esistenza; per questo vorrei monumenti ben ideati e ben fatti, che non siano disseminati qua e là a caso, ma vengano eretti in un luogo in cui possano durare. (…) In generale il problema è quello dell’invenzione e della sua giusta esecuzione. (…) Schizzi per monumenti di ogni tipo ne ho raccolti molti e, se verrà l’occasione, li potrò mostrare: ma il più bel monumento resta pur sempre l’immagine stessa dell’uomo. »
da “Le affinità elettive” di Goethe
"Tranne l'ipotesi di una vita puramente mentale o spirituale, lo spazio del corpo non può essere compresso ad un unico punto, nè il tempo può essere compresso ad un unico istante. Spazio zero e tempo zero sono ipotesi dell'irrealtà fisica, persino quando le filosofie astratte o le tecnologie di potere tendessero ad imporre un quadro siffatto, facendo soccombere, o collassare per stress filosofico, la quotidianità fisica." " E S T E N S I O N I E S C L U S I O N I C O N N E S S I O N I "
di Maria Stella Ivana Riggi
“Scrivere oltrepensiero” e, quindi, anche vivere “oltrepensiero” con schiettezza, ironia, rigore, coraggio, curiosità, studiando, scrivendo, socializzando, insegnando, non è sempre semplice… Quando una persona che ha vissuto in questo modo “parte”, lasciandoci tanto, è bello salutarla. È morto, il 10 dell'appena trascorso ed anomalo mese di giugno, il Professore Michele Sernini uno studioso, a mio avviso, “oltrepensiero”. Non l’ho conosciuto personalmente ma, attraverso i suoi scritti, dietro suggerimento di un suo ex allievo ed amico: il bravissimo e completo architetto padovano Claudio Caramel ( www.claudiocaramel.it) di cui aveva tra l’altro commentato, ricordando che : "Il motivo per cui si invecchia e si muore non è fisico, ma metafisico." (Schopenhauer, "L’arte di invecchiare"), mi piacerebbe tracciare un profilo di questo docente scomparso tenendo a mente che chi ci insegna, non è una novità, non si spegne mai .
Entrando nel sobrio, ma ricchissimo, sito del professore Sernini ( www.sernini.net), insieme ai libri, ai numerosi articoli, ai saggi, agli atti dei convegni, troverete la foto di un uomo che con occhi criticamente perplessi tiene una macchina fotografica in mano… Un modo particolare di presentarsi; facendoci distogliere per un attimo lo sguardo dal pc e come se ci dicesse: "Non guardare me, ma cogli ciò che ti sta intorno…". Ma chi era? Cosa Insegnava? Cosa scriveva? I suoi alunni (è già stato commemorato in qualche articolo) lo ricordano affettuosamente come un uomo dalla personalità complessa ma che sapeva far nascere curiosità e stimolare interessi.  Nato a Firenze nel 1936, si era laureato in giurisprudenza a Padova nel 1960. Intorno alla metà di questi anni studiando per un grande comune i problemi inerenti la città, la pianificazione, le infrastrutture di trasporto, l’area metropolitana, si appassionò di tutte le problematiche della vita urbana e metropolitana, diventando uno dei più illustri “urbanisti” e teorici della tecnica e della pianificazione urbanistica. Ha insegnato in diverse Università, sia come professore ordinario che a contratto: Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano, Facoltà di Giurisprudenza Milano-Bicocca e di Padova, Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Ha pubblicato diversi libri: ''Il governo del territorio'' (1973, Franco Angeli editore), ''La citta' disfatta'' (1988, Franco Angeli), ''Terre sconfinate'' (1996, Franco Angeli) , ''Milano. Una forma di citta'' (1998, Rubettino). Ha scritto per molti periodici e riviste: Archivio di studi urbani e regionali, Controspazio, Cru-Critica della razionalità urbanistica, Amministrare, Urbanistica, Urbanistica Informazioni, Futuribili, Parametro, Icaro, L'Indice dei libri del mese, Iride. È stato membro del comitato scientifico di "Archivio di studi urbani e regionali". E' stato socio corrispondente dell' Accademia Etrusca di Cortona. Ha fondato e diretto il Centro per lo Studio delle Logiche Sociali.
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PREMIO
LETTERARIO
GIORNALISTICO
SCRIVERE OLTREPENSIERO
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Il Tempo, lo Spazio,
la Mente, i Pensieri
i Ricordi, i Colori
POESIE di
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CONTEMPORARY JEWELS
IN STARK
18-21 LUGLIO 2008
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Il Festival – Edizione 2008
Il Festival – Dati tecnici
Il Programma
Pittura
Scultura
Biografie degli artisti
Patrocinii e partners

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 U N N U O V O S T I L E D I R I V I V E R E L E E M O Z I O N I
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REGIONE PER REGIONE CITTA' PER CITTA'
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Autostrade Italia
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