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DU 13 AU 24 MAI 2009
I REPORTAGE DI
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La Maremma è una realtà territoriale piuttosto vasta e dai confini non perfettamente definiti che si affaccia sul Mar Tirreno Dante (Inferno XIII, 7) ne individuava i confini tra Cecina e Corneto: "Non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che 'n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti"
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ATMOSFERE TIROLESI
Postato da direttore il Lunedì, 17 dicembre @ 01:31:44 CET - (Leggi Tutto... | 12799 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)
LA VITA E' TUTTA UN VIAGGIO
Rubrica a cura di Martina Campolongo
" Partire é la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo. " Isabelle Eberhardt GALLERIA IMMAGINI >>>
I N N S B R U C K
Stato: Austria
Capoluogo: Tirolo Settentrionale e Stato Federale Austriaco del Tirolo
Abitanti: 135.000
Altitudine: 574 metri s.l.m
Gemellaggi: Grenoble (Francia)
Il suo nome significa ponte sull’Inn per il fatto di essere attraversata dal fiume Inn, è tra le più grandi città austriache e tra le più conosciute stazioni sciistiche del periodo invernale in quanto circondata da maestose montagne. Rappresenta un piccolo paradiso terrestre per gli appassionati di sci, sci di fondo, snowboard e bob, ma anche per chi ama rilassarsi in un’atmosfera tutta tirolese. Ideale quindi per una sciata tra amici, per divertirsi nei tanti locali notturni (la maggior parte sono gratuiti e i camerieri parlano anche italiano), ma anche per tranquille passeggiate familiari nel centro storico, tra arte e cultura. Quasi tutti gli edifici presentano colori brillanti e coinvolgenti che vanno dal rosa, al giallo, al verde, le strade sono pulite, e le persone gentili e sorridenti. Basti pensare che molti locali e negozi accolgono i clienti con la tipica frase Grüss Gott, ovvero “Dio ti benedica!” Inoltre, gli spostamenti da una zona all’altra sono facilitati dal buon funzionamento dei trasporti pubblici.
Cosa vedere…
Il Tettuccio d’Oro (in austriaco, Goldenes Dachl) voluto dall’imperatore Massimilano I d’Asburgo nel 1494 per festeggiare il suo matrimonio con Bianca Maria Sforza. È ricoperto da 2.557 lamine di rame dorato al fuoco ed è ormai il simbolo della città come antica capitale imperiale; la loggia è decorata di splendidi stemmi, ritratti di Massimiliano e di Bianca Maria, nonché l’effige della prima moglie Maria di Borgogna (quelle con Bianca Maria erano le sue seconde nozze).
Di lato alla loggia con il Tettuccio d’Oro spicca la Heblinghaus, la facciata di un edificio in stile barocco. In realtà sarebbe nato in stile gotico e decorato con elementi rococò soltanto nel Settecento.
Il Palazzo Imperiale (Hofburg), antica residenza dell’imperatore Massimiliano e della sua consorte, conti del Tirolo. Al suo interno, sono assolutamente da visitare le sale imperiali, tra cui la sala del Trono, la sala dei Giganti (sul soffitto regna uno stupendo affresco in cui è ritratta l’intera famiglia) e le gallerie. L’ edificio è in stile barocco, dal 1766 presenta una facciata di un giallo chiaro.
Accanto all’antico palazzo imperiale c’è l’interessantissimo Museo delle Arti e Tradizioni (Tiroler Volkskunstmuseum) che ospita utensili di ogni tipo appartenenti a differenti mansioni tirolesi, nonché elementi della classica abitazione in stile tirolese, chiamata stuben, rivestita interamente in legno.
 Il Duomo di San Giacomo, edificato nel 1717 in stile barocco, ospita al suo interno la Madonna di Cranach e un particolare carillon che emette la “sinfonia della pace”. Il Triumphforte, l’Arco di Trionfo costruito nel 1765 per la celebrazione delle nozze dell’imperatore Leopoldo II.
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ALTO ADIGE (Südtirol) - BOLZANO
Postato da direttore il Lunedì, 29 gennaio @ 23:54:53 CET - (Leggi Tutto... | 11681 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
LA VITA E' TUTTA UN VIAGGIO
Rubrica a cura di Martina Campolongo
" Partire é la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo. " Isabelle Eberhardt GALLERIA IMMAGINI >>>
Bolzano è il capoluogo della provincia autonoma dell’Alto Adige (Südtirol), si trova ad una altitudine di 262 metri ed ha circa 100.000 abitanti. Si estende in una conca circondata da splendidi vigneti e frutteti e rappresenta un importante centro di commercio fra Italia, Austria e Baviera. La piana di Bolzano è bagnata dal fiume Adige, nel quale confluiscono l’Isarco e il Talvera, mentre a nord è sovrastata dai bastioni rocciosi degli altipiani del Renon e del Salto. Possiede un caratteristico centro medievale austriaco di cui la piazza più bella è l’ottocentesca Piazza Walther, al centro della quale domina la statua in marmo bianco dedicata a Walther von der Vogelweide (1170-1230), il più importante poeta tedesco del periodo medievale. La piazza è detta anche “il salotto buono” della città ed è stata voluta dal re Massimiliano di Baviera nel 1808.
Sul lato meridionale della piazza si affaccia il Duomo (lun-ven 9.45-12.00/14.00-17.00, sab 9.45-12.00), la cattedrale della diocesi di Bolzano-Bressanone dedicata a Santa Maria Assunta. La sua costruzione è stata iniziata nel 1280 in stile romanico-lombardo ed è stata trasformata nel corso del Trecento secondo i dettami dello stile gotico, per essere terminata nei primi anni del Quattrocento. Il campanile, alto 65 metri, è un capolavoro del cosiddetto “gotico fiammeggiante”, con la sua svettante cuspide traforata di pietra arenaria dell’architetto svevo Hans Lutz von Schussenried. Da Piazza delle Erbe, dove si tiene il famoso mercato di frutta e verdura, verso nord si imbocca Via dei Francescani, con l’omonima chiesa (lun-sab 10-12/14.30-18) che risalgono alla prima metà del 1300. Sullo sfondo del luminoso coro con vetrate moderne di Widmoser è collocato l’altare ligneo a scrigno e portelle intagliate di Hans Klocker (1500), una delle opere d’arte gotica più insigni conservate nelle chiese di Bolzano. Dal lato sinistro si accede al chiostro ad arcatelle trilobate, costruito nel 1300 ed ornato da un prezioso ciclo di affreschi della scuola grottesca (1330-1340). Di particolare interesse è la Cappella di Sant’ Erardo, frequentata, secondo una credenza, dal giovane San Francesco in compagnia di suo padre. Sempre da Piazza delle Erbe si arriva a Via Portici, il cuore pulsante della vita commerciale di Bolzano per la sequenza ininterrotta di negozi eleganti e raffinati, con vetrine particolarmente curate ed invitanti. I palazzi sovrastanti, hanno delle stupende facciate riccamente ornate dagli Erker, gli sporti murali poligonali. È un vero invito ad uno shopping natalizio, tra tradizione e novità alla scoperta di un regalo originale. Al numero 17, c’è la Farmacia alla Madonna, la farmacia più antica di Bolzano situata in un palazzo storico della città. Esiste dal 1443 ed è tuttora arredata con mobili d’epoca. È specializzata in prodotti tradizionali erboristici e naturali, in omeopatia e fitoterapia. Alla fine di Via dei Portici si arriva in Piazza del Municipio, una piccola e quadrata piazza in cui si trova il Palazzo Municipale in stile neo barocco (1907) e case le cui facciate hanno decorazioni a stucco in stile rococò (casa Amonn). Da questa piazza parte Via dei Bottai, tra le più tipiche del centro storico per le originali insegne in ferro battuto, le numerose locande e l’antico albergo Luna-Mondschein che la caratterizzano.
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TOSCANA - PITIGLIANO (GROSSETO)
Postato da direttore il Martedì, 05 dicembre @ 00:34:07 CET - (Leggi Tutto... | 7572 bytes aggiuntivi | 7 commenti | Voto: 0)
LA VITA E' TUTTA UN VIAGGIO
Rubrica a cura di Martina Campolongo
" Partire é la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo." Isabelle Eberhardt Pitigliano è un centro della provincia di Grosseto, in Toscana, che conta poco più di 4.000 abitanti e si trova a 313 metri sopra il livello del mare. GALLERIA IMMAGINI >>>
Gli Etruschi sono stati tra i primi popoli che l’hanno abitata: lo testimoniano il tratto di mura a nord-ovest, presso la Porta di Sovana, le “vie cave” e le numerose necropoli nelle quali sono stati ritrovati corredi funerari, monili e doni votivi. Ma a dare il nome alla cittadina sembra siano stati due romani, Petilio e Cigliano, che dopo aver rubato la corona d’oro appartenente alla statua di Giove statore situata in Campidoglio, sono fuggiti da Roma e hanno trovato rifugio nel comune toscano. In seguito è passata sotto due importanti famiglie: quella degli Aldobrandeschi, la maggiore dinastia dell’Italia centrale, che ha creato insieme alle limitrofe Sorano e Sovana una sorta di triangolo fortificato, e quella degli Orsini, una delle più antiche famiglie della nobiltà romana, schierata con i guelfi, che ha donato alla cittadina splendidi edifici rinascimentali. Uno di questi, senza dubbio il più importante, è il Castello degli Orsini, originario del Duecento, con uno scenografico ingresso sormontato da una loggetta, grandi porticati, scalinate e un elegante cortile interno dove c’è un pozzo esagonale recante su ogni lato lo stemma degli Orsini. Altre opere monumentali volute dalla famiglia sono il grandioso acquedotto seicentesco, la sinagoga, e la Chiesa di Santa Maria.
Intorno alla seconda metà del XVI secolo, sotto la protezione dei conti Orsini, si sono insediate numerose famiglie ebraiche le quali, fuggite da Roma, hanno creato a Pitigliano una comunità ebraica rinominandola la “Piccola Gerusalemme”. Alla sinagoga, che è stato il rifugio di questa minoranza, si accede attraverso un grande portale ad arco che da su un cortile aperto; sulla porta d’ingresso regna l’iscrizione: “ E facciano per me un Santuario ed io abiterò in mezzo ad essi. Aprite per me le porte della giustizia. Questa è la porta che conduce al Signore”. Una lapide posta all’interno della sinagoga attribuisce la sua fondazione a Jeudà, figlio di Shebbetai. La struttura è stata restaurata per quattro volte (nel 1756, nel 1835,nel 1931 e infine nel 1995) e si trova all’interno del ghetto ebraico costituito di vie piccolissime sormontate da archi incantevoli. La comunità ebraica ha contraccambiato negli anni l’ospitalità degli abitanti del luogo offrendo preziosi contributi allo sviluppo sociale e culturale dell’intera popolazione.
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PREMIO
LETTERARIO
GIORNALISTICO
SCRIVERE OLTREPENSIERO
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Il Tempo, lo Spazio,
la Mente, i Pensieri
i Ricordi, i Colori
POESIE di
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CONTEMPORARY JEWELS
IN STARK
18-21 LUGLIO 2008
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Il Festival – Edizione 2008
Il Festival – Dati tecnici
Il Programma
Pittura
Scultura
Biografie degli artisti
Patrocinii e partners

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