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DU 13 AU 24 MAI 2009
I REPORTAGE DI
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La Maremma è una realtà territoriale piuttosto vasta e dai confini non perfettamente definiti che si affaccia sul Mar Tirreno Dante (Inferno XIII, 7) ne individuava i confini tra Cecina e Corneto: "Non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che 'n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti"
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LIBRIVENDOLI - rubrica a cura di leggendogodendo.com
Postato da direttore il Lunedì, 08 ottobre @ 03:22:22 CEST - (Leggi Tutto... | 7004 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)
I roghi dei libri.
Ogni libro bruciato è un delitto. Un rogo di libri è sterminio di massa.I L F U T U R O D E L L I B R O : U S C I R E D A L T E M P I O di Felice Scipioni
Eppure un rogo di libri lo sottoscriverei...
Tra le opere di misericordia spirituale ci infilerei anche la messa in atto di un grande falò con tutti i libri di testo depositari della scienza ufficiale che ogni bravo studente deve possedere per essere promosso agli esami, vincere un concorso, trovare lavoro. Prezzo, numero di pagine, argomento: tutto è stabilito dal Ministero che ha dettato le regole per fabbricare i "dottori". Il sapere è lì, concentrato in quelle pagine; basta leggerle e memorizzarle. Sarai professore, notaio, medico, quello che vorrai. Assurto a summa del sapere, il manuale, comodo alibi per alunni e insegnanti, sarebbe bene abolirlo. Se proprio non è possibile "chiudere" le scuole, si privino almeno gli studenti del cappio col quale verranno strozzati. Il manuale sta alla cultura come il matrimonio sta all'amore. Quello che doveva essere un surrogato, un punto di partenza è diventato un approdo. Se lo studio e la lettura sono godimenti dell'anima, il manuale, bignamizzando il sapere gli ha tolto il sapore , trasformandolo in dovere. Per diventare Berlusconi bastano i manuali. Per diventare Papini, Prezzolini, Zanzotto...ci vogliono i libri. Con l'ausilio dei libri questi concupiscenti dell'intelletto hanno fatto a meno anche della scuola. Anzi, nonostante la scuola, sono diventati maestri di scrittura e di vita leggendo libri. E solo dopo averne divorati tanti, li hanno anche scritti. Per il nostro e loro piacere. A me è capitata la ventura di essere padroneggiato dal furore di possedere libri (treantacinquemila!): mia disgrazia e salvezza. Non riuscirei a vivere senza. Anche se so che non potrò mai leggerli tutti, per essere entrato nella evanescente zona Cesarini, sono rassicurato dalla loro presenza. Alla bibliomania si è aggiunto, in tempi più recenti, il piacere della stampa e diffusione di una collana di libelli dedicati a Epicuro. Concepiti e partoriti, come figli, nell'orgasmo e nell'allegrezza, vorrebbero convincere qualcuno che non ha ancora assaporato le prelibatezze della lettura, che tra i piaceri della vita c'è anche il leggere.
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LIBRIVENDOLI - rubrica a cura di leggendogodendo.com
Postato da direttore il Lunedì, 26 febbraio @ 17:33:04 CET - (Leggi Tutto... | 19410 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
Scrittori, editori, librai: stravagante circumnavigazione intorno all'universo libro. Povertà e miserie.  Mi viene in mente la scritta che in piazza Venezia accompagnava una magnificente cacata: “Qui l’ho fatta e qui la lascio, mezza al Duce e mezza al Fascio”. Nell’impossibilità di individuare l’autore della goliardata, la piazza venne illuminata, come deterrente per scongiurare che il buio della notte favorisse il ripetersi di gesti oltraggiosi. L’anonimo barricadiero, nient’affatto intimorito, si impegnò a confezionare in piazza Venezia - nello stesso punto e nella notte seguente alla messa in posa dei lampioni - una seconda magnificente cacata con la scritta così rielaborata: “Qui l’ho fatta in piena luce, niente al Fascio tutta al Duce”.
Beh, il 25 ottobre 2006 presso la sede del Governo a palazzo Ghigi, magari qualcuno dei presenti avesse fatto come fece quel tizio tanti anni fa in piazza Venezia! Il 25 ottobre 2006, il Ministero per i Beni e per le Attività Culturali, nella spiegata veste dello stesso ministro, on.le Francesco Rutelli, in sintonia con il Centro del Libro, stilava con trenta Associazioni e Organizzazioni di categoria un Protocollo d’Intesa per la promozione della lettura. Leggete e inorridite:"... Premesso che compito della Repubblica è di promuovere il libro e la lettura ... i sottoscrittori convengono di promuovere campagne informative per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei prodotti editoriali e della lettura ....e di costituire un Osservatorio del Libro e della Lettura con il compito di studiare ... Le Istituzioni e le Associazioni convengono che, al fine di svolgere adeguatamente l’attività di coordinamento, il Centro possa avvalersi di un Consiglio, presieduto da una personalità in possesso di comprovati requisiti di capacità ed esperienza in relazione agli obiettivi generali del Centro scelta dal Ministero e composto da circa 30 rappresentanti di categorie e del Ministero. ..." Un Centro, un Osservatorio, un Consiglio … per fare cosa, poi? Studiare e osservare, intanto, il libro e la lettura. Che abnormità! L’ennesimo inutile carrozzone, fumo negli occhi e spreco di risorse, distrazione di denaro pubblico! Una beffa giocata in casa. Ogni persona dotata di un minimo di buon senso non può che imbufalirsi alla lettura di questo proclama ridicolo quanto insignificante A Palazzo Chigi, come a Piazza Venezia, ci voleva proprio una viscerale cacata. Peccato che a nessuno dei presenti è scappata. Io ci avrei anche scritto: “Qui l’ho fatta e qui la disfaccio, Mezza a Rutelli Mezza la lascio". E se poi qualcuno si fosse messo a protestare , ne avrei fatta ancora un'altra e ci avrei scritto: "Qui l'ho fatta e qui la rilascio Niente alla Margherita Tutta al Gesuita". Quella rima , dal duce, dal fascio e da Rutelli si è trasferita agli editori, fino a diventare “Niente agli editori, tutto ai lettori”.
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LIBRIVENDOLI - rubrica a cura di leggendogodendo.com
Postato da direttore il Martedì, 30 gennaio @ 01:59:41 CET - (Leggi Tutto... | 11786 bytes aggiuntivi | 56 commenti | Voto: 0)
Scrittori, editori, librai: stravagante circumnavigazione intorno all'universo libro. Povertà e miserie. Metà dei volumi in vendita nelle vetrine delle librerie porta i nomi di Salani, Mondadori e Rizzoli. Tre garzoncelli, allergici ai banchi di scuola, semianalfabeti, hanno contrassegnato la cultura italiana del’900 fino a diventare gli artefici dell’editoria contemporanea. Adriano Salani, il precursore, era nato nel 1834. Dopo la prima classe elementare lascia la scuola e, sbarazzatosi del sillabario, diventa lettore di libri. A tredici anni (“per vivere”, dirà poi) va come garzone di bottega presso un tipografo. Appreso il mestiere, prende in affitto un fondaco, ci infila dentro un torchio di legno, una cassetta di caratteri mobili e nasce così, nel 1862, la Casa Editrice Adriano Salani. E’ il primo tentativo, riuscito, di divulgazione editoriale di massa. Quei piccoli libri della Biblioteca Salani, con le loro edificanti e coinvolgenti storie in ottava rima, hanno scardinato la cultura elitaria e mummificata dell’epoca. Determinanti per il successo della Salani e per l’incremento della lettura, furono i romanzi popolari della Carolina Invernizio. Anche se l’esito lusinghiero non durò a lungo. Infatti all’alba della seconda guerra mondiale ai torchi mancò l’inchiostro e cessarono di gemere. La crisi si trascinò fino agli anni ’80, quando la casa editrice fu rilevata dalla Longanesi di Mario Spagnol, l’editore che ha restituito dignità alla vocazione popolare della Salani, pubblicando in Italia la saga di Harry Potter. Oggi la “Adriano Salani Editore” è parte della Holding nata nel 2005 dalla confluenza di interessi e passioni delle due famiglie protagoniste dell’editoria italiana: Mauri e Spagnol. E’ il GeMS, gruppo editoriale Mauri Spagnol, che comprende gli editori Salani, Longanesi, Garzanti, Guanda, Tea, Corbaccio, Nord, Ponte alle Grazie (circa il 9% della produzione libraria nazionale). Arnoldo Mondadori, il più addottorato dei tre, consegui’ la licenza elementare. Iniziò la carriera come librivendolo ambulante, trascinando per le vie di Milano un carrettino colmo di libri, avamposto del più grande impero editoriale italiano. La casa editrice nasce cento anni fa (1907) con la pubblicazione del periodico socialista “Luce”. Quattro anni dopo vede la luce anche la prima collana di libri, “la lampada”. Nel 1933 è la volta della storica collana “Medusa”. Per meglio comprendere le varie fasi di crescita della più grande holding editoriale nazionale costituita da Mondadori, Einaudi, Sperling & Kupfler, Piemme, Le Monnier, Frassinelli, Electa, e che immette sul mercato quasi un terzo della produzione libraria, è necessario conoscere le tappe che hanno portato Mediaset (Berlusconi) ad esercitare il dominio su un impero di sì vaste proporzioni.
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Inserto: LIBRIVENDOLI - rubrica a cura di leggendogodendo.com
Postato da direttore il Giovedì, 02 novembre @ 15:21:11 CET - (Leggi Tutto... | 3899 bytes aggiuntivi | commenti? | Inserto | Voto: 0)
Scrittori, editori, librai: stravagante circumnavigazione intorno all'universo libro. Povertà e miserie.
Giuseppe Scaraffia, cattedratico, giornalista, scrittore, collaboratore RAI, colto con le mani nel sacco. S'è venduto per 50 centesimi il libro "La quinta verità", inviatogli in omaggio dall'autore per essere recensito. Giorgio Fabbi, aspirante scrittore, ha realizzato da poco un sogno: pubblicare senza dover pagare l'editore. Pieno di speranze e di attese, ha inviato, nel maggio del 2006, il suo libro "La quinta verità" a Scaraffia, con una dedica molto significativa: "Con ottimismo". L'ottimismo dell'autore, Scaraffia, se l'è venduto per pochi centesimi allo "stanco" libraio romano di viale Mazzini, Franco Offidani. Un dubbio s'insinua: oltre alla monetizzazione del libro, c'è stata forse una vendetta? Giuseppe Scaraffia, nel 2003, infatti, ha pubblicato il libro "Scrivere è un trucco del cuore", in cui brillantemente intervista 30 giganti della letteratura.
Ma non aveva fatto i conti con Fabbi, il quale era riuscito ad intervistare nel suo libro "La quinta verità" in anteprima mondiale, Gesù Cristo in persona, cosa che non è stata concessa al Nostro. Il libro, oggetto del crimine, è attualmente in nostro possesso. Riproduciamo nella pagina che segue, per la goduria di tutti, la dedica del libro, la copertina, il retro della medesima e la lettera - un capolavoro di ilarità e di umorismo - che Giorgio Fabbi ha inviato a Scaraffia. All'interno della busta, un centesimo.
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PREMIO
LETTERARIO
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Il Tempo, lo Spazio,
la Mente, i Pensieri
i Ricordi, i Colori
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18-21 LUGLIO 2008
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Il Festival – Edizione 2008
Il Festival – Dati tecnici
Il Programma
Pittura
Scultura
Biografie degli artisti
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