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DU 13 AU 24 MAI 2009
I REPORTAGE DI
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La Maremma è una realtà territoriale piuttosto vasta e dai confini non perfettamente definiti che si affaccia sul Mar Tirreno Dante (Inferno XIII, 7) ne individuava i confini tra Cecina e Corneto: "Non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che 'n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti"
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| Al momento c'è un problema con questo blocco. |
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TRA SCIENZA ED ETICA PER NON INVECCHIARE
Postato da direttore il Venerdì, 08 maggio @ 03:54:19 CEST - (Leggi Tutto... | 15359 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e con il patrocinio della Union Internationale de Médecine Esthétique (UIME), si apre a Roma, presso il Centro Congressi Cavalieri Hilton, il XXX Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) ed il IV Congresso Nazionale dell'Accademia Italiana di Medicina Anti-Aging (AIMAA). Grazie al contributo scientifico di oltre 450 esperti italiani e stranieri, con più di 300 interventi, saranno presentate, nelle Giornate Congressuali, le novità al vaglio, gli aggiornamenti e gli approfondimenti nelle metodologie proposte nei campi applicativi della Medicina Estetica e Anti-Aging. Il Prof. Giuseppe Sito, uno dei relatori del congresso e tra i più apprezzati chirurghi plastici in Europa, spiega come si può “ringiovanire” senza… bisturi.
L ’ A R T E D E L L A B E L L E Z Z A
di Mariangiola Castrovilli
L’avevamo incontrato a Parigi con due delle più belle star internazionali del momento qualche settimana fa per il lancio del programma di Cannes 2009 e lo rincontriamo oggi a Roma al XXX Congresso Nazionale della Società di Medicina Estetica. Stiamo parlando del professor Giuseppe Sito uno dei chirurghi plastici più apprezzati in Europa e autore dei più begli zigomi cinematografici a livello mondiale.
Professore cosa c’è di nuovo sotto il sole nel campo della… bellezza…?
«Certamente, oggi, tra le novità, c’è lo sforzo delle aziende a “cancellare” ogni tipo di dolore e aumentare così, il grado di soddisfazione della paziente. Questo è il motivo per cui qui al XXX Congresso di Medicina Estetica, si parlerà di NASHA con lidocaina. Tra le tecniche, brillante quella che cancella e schiarisce le occhiaie con il collagene porcino».
Fautore del ritocco naturale che fa tanto rientro da vacanze rilassanti più che dell’intervento radicale che altera i lineamenti, il professor Sito non è favorevole all’uso immediato delle staminali in medicina estetica, perché?
«Perché onestamente vorrei attendere ancora un po’ prima del loro utilizzo in campo pratico.
Ritengo comunque che il loro futuro sia per lo più nella chirurgia della mammella sia ricostruttiva che estetica e soprattutto nel caso di lipofilling».
Il codice a barre, ovvero quelle terribili ed antiestetiche rughette che si radicano malignamente sul labbro superiore si possono eliminare o…?
«Certamente possono essere migliorate con particolari tipi di filler, che chimicamente devono essere molto fluidi o con l’uso del “needling”, una sorta di cilindretto pieno di aghi accuminati che strisciando sulla cute, riescono a stimolare i fibroblasti a produrre nuovo collagene».
Il botulino non è più fuori legge in Italia, fa veramente miracoli o…
«La tossina botulinica è davvero l’unica sostanza capace di eliminare o ridurre drasticamente le rughe dinamiche o, un terribile fastidio che si chiama iperidrosi, ovvero l’eccesso di sudore. L’unica condizione è quella di saperlo usare.» Ed il mesobotox invece? «E’ una tecnica particolare, con botulino iperdiluito per migliorare le rughe del centro della guancia o quelle del decolltè, con ottimi risultati».
Da più parti si parla del Prowave ovvero come fare un lifting non… cruento…
«Il prowave è in realtà una radiofrequenza monopolare che ci permette di convertire l’elettricità in onde di calore. Applicato sapientemente questo calore agisce selettivamente sulle fibre collagene denaturandolo e sui fibroblasti stimolandoli a formare nuovo collagene, lo stesso che avevamo a vent’anni... Insomma, un vero e proprio processo di ringiovanimento».
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''... COME NAVE IN MEZZO ALLA BUFERA''
Postato da direttore il Lunedì, 13 aprile @ 02:55:35 CEST - (Leggi Tutto... | 27273 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
La Domenica di Pasqua, intorno alle ore 18, si svolge a Tarquinia (Lazio) la festa popolare più attesa e spettacolare di questa Città: la "Processione del Cristo Risorto". Tra la folla, che invade le vie del centro storico, si fa largo la statua del Redentore (del peso di sei quintali) trasportata a passo di corsa da sedici "fratelli" in tunica turchese, preceduti dalla banda musicale, da un gruppo di "sparatori" armati di doppietta maremmana, che scaricano verso il cielo le loro innocue cartucce, e da nove possenti croci adorne di corone di alloro. È il «Cristo che molleggia, portato a spalla sopra un mare di teste, come nave in mezzo alla bufera», dirà Vincenzo Cardarelli. La statua lignea, al di là delle leggende, è un'opera ottocentesca di Bartolomeo Canini su un bozzetto in gesso dello scultore Pietro Tenerani ritrovato nel 1982 grazie ad un’accurata indagine dell’artista Lorenzo Balduini. «Non la scambieremmo neanche con la Pietà di Michelangelo», avrebbero detto i Tarquiniesi ad un Papa di tanti anni fa che l'aveva richiesta per esporla nei Musei Vaticani. Oltrepensiero.it nel consigliare i lettori di cercare nel web gli ampi rinvii dedicati a questa tradizione religiosa e popolare del giorno di Pasqua (tra le poche in Italia) vi propone un racconto fantasy (non irriverente) da questa ispirata.
di Lucio Aragri
Era un percorso anomalo quello che imboccai poco prima delle ore 19,00 in quel giorno di festa.
Una strada però per me consueta, sperimentata da anni, per raggiungere in tempo utile “l’evento”.
Un tragitto fuori del tempo e da ogni dimensione per essere puntuale ad un “Incontro” del tutto particolare.
Quasi nessuno era a conoscenza di quell’itinerario, anche se poteva essere ovvio e scontato per chi aveva un minimo di conoscenza della toponomastica cittadina.
Ma in quel giorno ed a quell’ora, tutti approdavano al luogo convenuto attraverso un dedalo di strade comunemente intasate dal traffico veicolare e pedonale.
In effetti, per la maggioranza degli umani, era più importante farsi notare che essere interessati interiormente a quanto stava accadendo. Per me, come uno “straniero” nell’universo, invece, era necessario raggiungere quella situazione ed esserne partecipe.
Quell’anno però uscii di casa più tardi del solito e nonostante stessi percorrendo un tragitto non comune incontrai troppo traffico. Segno evidente, questo, che “l’avvenimento” si era concluso od era nell’imminenza di esserlo.
Accelerai l’autovettura. Girai a sinistra, poi a destra. In modo frenetico guidai fino alla scorciatoia. L’imboccai. Al primo incrocio riuscii ad evitare una moto ed iniziai a percorrere il raccordo per raggiungere la tangenziale. Di nuovo una svolta a destra e, dopo cento metri, a destra ancora.
Passai davanti agli stabilimenti di una vecchia cartiera e di un obsoleto oleificio.
Il rettilineo davanti a me fu letteralmente violentato dalla velocità fino alla brusca frenata per imboccare una strada non asfaltata piena di buche.
Di nuovo una svolta a destra e, dopo l’ultimo sobbalzo, davanti a me la fettuccia bituminosa, tutta in salita, che raggiungeva l’ingresso nord della città antica.
Normalmente riuscivo ad oltrepassare l’arco d'ingresso al centro abitato in pochi istanti. Quell’anno invece trovai sul mio tragitto una Jeep. Fui costretto a rallentare la mia andatura innervosendomi per quel non calcolato imprevisto, ma soprattutto perché qualcun altro, in quel preciso momento, aveva deciso di percorrere un cammino quasi sconosciuto a tutti e solo a me noto.
Passammo quasi simultaneamente sotto la porta della vecchia cinta muraria. La sorpassai, quell’autovettura, e gli rubai l’unico parcheggio disponibile su quello slargo ai piedi della Fortezza della Trinità.
Arrossii un po’ per l’imbarazzo di un’astuzia meschina determinata dalla conoscenza dei luoghi.
Il guidatore del fuoristrada se n'accorse. Frenò il mezzo ed aprì il finestrino mentre scendevo dalla mia antiquata automobile.
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A VITERBO IN PIAZZA DEL PLEBISCITO
Postato da direttore il Sabato, 07 marzo @ 12:38:57 CET - (Leggi Tutto... | 6386 bytes aggiuntivi | 8 commenti | Voto: 0)
I Mercatini del sabato e della domenica nelle piazze italiane diventano sempre più consueti. Un nuovo modo ed allo stesso tempo antico di fare commercio ed oggi anche turismo incontrando i particolari favori del consumatore che gradisce passeggiare tra bancarelle colorate in cerca di pezzi di antiquariato, manufatti introvabili, monili presiosi e non, libri, prodotti tipici, cibi particolari e oggetti da collezionismo. Cultura e prodotti alimentari sembrano essere così un binomio vincente tra curiosità e qualità. Uno di questi interessanti appuntamenti, mete puntuali per trascorrere anche il tempo libero e luogo di incontro tra la gente, è quello in corso in questi giorni a Viterbo, nel Lazio, che assume valenze non solo locali ma anche e soprattutto interregionali.
IL MERCATINO DEI PRODOTTI TIPICI REGIONALI ,
DEL LIBRO E DEL COLLEZIONISMO
di Mauro Galeotti
Piazza del Comune a Viterbo, sabato 7 e domenica 8 Marzo, torna ad essere animata da una moltitudine di persone, infatti, dopo il successo del “Mercatino di prodotti tipici regionali” unito al “Mercatino del libro e del collezionismo”, ecco la terza edizione con varie novità, tra cui i prodotti vetrallesi come patate nostrane, uva, olio dei nostri ulivi e tanti sottoli di ortaggi di questa terra etrusca.
Novità di questa edizione sono le lumache che unito alla frittura di pesce cotta sulla piazza darà molto da fare ai buongustai.
Presenti bancarelle con libri nuovi e vecchi, libri economici, libri rari, libri di interesse locale. Non mancano stampe, cartoline, monete, orologi, quadri, segnalibri, francobolli, insomma ci sarà di tutto.
Come nella precedente edizione, assai impegnati i banchi dei prodotti tipici, proprio grazie agli alimenti, a volte poco noti, che grazie agli assaggi offerti dai rivenditori, consentono di conoscere nuovi sapori.
Particolarmente interessanti le rassegne con i prodotti della Sardegna, della Puglia, della Sicilia, dell’Abruzzo, della Maremma laziale… e poi tanto miele delle laboriose api. Miele dai mille colori, tutti esposti nei trasparenti vasetti, garantiti dal venditore-produttore.
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SESSO A GO-GO, MA I RAGAZZI NON SANNO DI AVERE L’ANIMA
Postato da direttore il Sabato, 22 novembre @ 20:03:15 CET - (Leggi Tutto... | 8077 bytes aggiuntivi | 22 commenti | Voto: 5)
Il vero tabù, nel mondo di oggi, non è il sesso, ma l'anima. Il materialismo, il nichilismo, l'agnosticismo che nasce dalla pigrizia intellettuale e spirituale, hanno rotto gli argini, soprattutto fra i giovani, che per definizione dovrebbero essere al riparo dal cinismo, e che invece si dimostrano ancora più cinici e rassegnati degli adulti.
A V E R E L ' A N I M A È T A B U ' !
di Pier Francesco Grasselli
Non ho resistito, dopo un pezzo apparso su "La Gazzetta di Parma" sull'incessante operato dell'esorcista Padre Pietro Violi della Diocesi di Parma, a dire la mia su un argomento che mi sta molto a cuore, anche se per lo più la gente mi conosce per i romanzi generazionali che hanno fatto seguito a "L'ultimo Cuba Libre" e che di tutto parlano fuorchè di anima. In realtà, parallelamente alla mia attività di scrittore, mi interesso di questi temi, considerati "scabrosi" dai giovani d'oggi, da anni.
La superficialità nel porsi le Grandi Domande – Chi siamo? Perché viviamo? – o semplicemente la rassegnazione a non poter trovare risposte soddisfacenti a tali domande in questa vita, è uno dei più grandi mali del nostro tempo. La cosa più sconcertante è venire a sapere che i giovani "non sanno" di avere un'anima, che "non sanno" di essere anime incarnate, esseri spirituali che vivono un'esperienza nella materia. Perché il nichilismo dilagante e il materialismo imperante gli hanno insegnato a identificarsi totalmente con il proprio corpo e a vivere alla giornata senza soffermarsi sulle ragioni della loro presenza su questo pianeta, dando per scontato che sia impossibile ottenere risposte a questi Interrogativi. E invece le risposte ci sono, se facciamo tanto di metterci a cercarle. Le religioni ci offrono un aiuto immenso in questo senso e, ridotte ai minimi termini, asseriscono verità comuni e universali. Molti studiosi hanno poi dedicato la vita a indagare questi misteri. È la Ricerca, quella con la R maiuscola, così chiamata in gergo "esoterico", la ricerca della verità e delle risposte alle grandi domande, alla scoperta delle dinamiche che regolano l'universo.
La vita dissoluta in cui alcuni giovani si gettano a capofitto, i tragici errori che commettono e di cui leggiamo amaramente nelle pagine della cronaca dei quotidiani, sono anche il frutto di questa mancata consapevolezza. Perché il vero tabù, nel mondo di oggi, non è il sesso, ma l'anima. Sono certo che qualcuno si meraviglierà di leggere parole simili scritte da uno scrittore che ha dedicato la bellezza di tre romanzi al vuoto esistenziale che questi giovani tentano invano di colmare con droga, alcol e sesso e che non di rado è stato persino accusato di fornire un cattivo esempio.
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USA: VIETATI I "BAGGY PANTS"
Postato da direttore il Venerdì, 14 settembre @ 02:06:07 CEST - (Leggi Tutto... | 4792 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)
Le città americane si schierano contro la moda di indossare pantaloni a vita bassa, che lasciano scoperta la biancheria intima
 (da www.giovani.it a cura di Barbara Leone) - Mentre in Italia è da poco iniziata la “guerra ai lavavetri”, in America sono arrivati al passo successivo: tolleranza zero contro i “baggy pants”, ovvero quei pantaloni a vita bassa che mettono in mostra la biancheria intima. Tutto è iniziato quando, prima dell’estate, il sindaco di Delcambre, un piccolo paese della Louisiana, ha fatto approvare una legge che prevede una multa di 500 dollari o 6 mesi di carcere per tutti coloro che vengono trovati a circolare indossando pantaloni a vita bassa e mostrano i boxer o le mutande. Così una moda giovanile diventa fuori legge.E chi la segue potrebbe essere considerato un “criminale”. Adesso anche le altre città americane, da Dallas ad Atlanta, hanno deciso di seguire l’esempio di Delcambre. Viene quasi da sorridere, se non fosse che la notizia è assolutamente vera, pensando che un ragazzo che indossa questo tipo di pantaloni possa essere accusato di aver commesso un reato e possa rischiare la galera. La colpa di questi ragazzi?  Mostrare le mutande equivale a deturpare il decoro urbano, allo stesso modo dei lavavetri o dei writers. E se il decoro urbano viene deturpato, aumenta la sensazione di insicurezza nella popolazione. Quindi in definitiva diventa un problema di ordine pubblico! La moda dei “baggy pants” è iniziata nella metà degli anni ’90 nell’ambito della musica hip hop ed in poco tempo si è diffusa tra i giovani americani e non solo. Ispirandosi alla popolazione nera che abita le carceri, per questo motivo oggi viene considerata un motivo di discriminazione dalle autorità americane. Ma non sono le autorità a discriminare i giovani che indossano questi pantaloni, piuttosto sarebbero gli stessi ragazzi a discriminarsi da soli indossandoli: è questo il succo del discorso del consigliere comunale di Atlanta, Martin, che ha dato il via alla bozza di legge per “punire l'esposizione pubblica di biancheria maschile o femminile” nella sua città.
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ERO APPENA GIUNTO . . .
Postato da direttore il Domenica, 13 maggio @ 13:50:11 CEST - (Leggi Tutto... | 10132 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
...se ti sentivi sola quando avresti voluto compagnia se dovevi stare zitta quando avevi voglia di cantare a me ti stringevi e con voce dolorosa dicevi: «nasci presto che la vita è bella» >>> L A F E S T A D E L L A M A M M A di R e n o B r o m u r o 13 maggio 2007, Festa della Mamma. Una festività entrata nella tradizione di prepotenza, ma ci siamo domandati come e quando è nata? Questa ricorrenza, proposta da Anna Jarvis, vide la luce a Philadelphia nel 1907. E dopo sette lunghi anni, vale a dire nel 1914 il Presidente degli U.S.A Wilson con una delibera del Congresso ha ufficializzato di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come pubblica confessione d’amore e gratitudine per le madri del Paese.
La festa, poi, si è diffusa in molti Paesi del mondo; anche se non in tutti è festeggiata nello stesso giorno. L'Italia ha adottato la data americana, la Norvegia la celebra la seconda domenica di Febbraio, l’Argentina la seconda di Ottobre; la Francia la festa della mamma la celebra l'ultima domenica di maggio ed è festeggiata come compleanno della famiglia.
E vi siete mai domandati perché Anna Jarvis, per festeggiare la Mamma ha scelto il mese di Maggio? Perché l’ha voluta legare alle rose, fiori dell’amore, maggio, infatti, è considerato, tradizionalmente, il mese dei fiori. Nella Roma antica si onora maggio «festeggiandolo» per un’intera settimana, che chiamano «Floralie» perché dedicata a Flora, dea dei fiori. Nello stesso periodo, anche gli umbri festeggiano in maggio Feronia la loro dea dei fiori. Tra i fiori che i romani amano di più ci sono appunto le rose, che coltivano e usano anche per la marmellata, profumare il vino e far piovere i petali sugli invitati durante i banchetti. Una tradizione, che vige ancora ai giorni nostri; infatti, nel mese di maggio si tengono diverse feste legate ai fiori: in Francia regalano mughetti alle donne che rappresentano, nel linguaggio dei fiori:la serenità; in Olanda i fiori per eccellenza sono i tulipani, gli austriaci stravedono per i narcisi, che in questo mese sono usati per ornare alcuni animali domestici come cani, gatti e cavalli.  Ma torniamo al discorso iniziale: alla rosa. La Rosa, il fiore che rappresenta la semplicità e la bellezza, la rosa che ebbe il suo nome e il canto da Rostand, è il fiore dedicato anche alla Madonna, come il mese. Anna Jarvis di Philadelphia dovette pensare che fosse giusto, che insieme con la mamma di Gesù si festeggiassero tutte le mamme del mondo. Nessuno osa negare il valore della maternità. Ma andiamo oltre la romanità, e scandagliamo un poco nella preistoria; scopriamo che in quel periodo si celebra la «Grande Madre», simbolo di fertilità. I Greci, alcuni secoli prima della nascita di Cristo, già dedicano alle loro madri un giorno dell'anno, festeggiando in onore della dea Rea, madre di tutti gli Dei. Per i Romani la madre di tutte le mamme è Cibele, festeggiata, come ho già detto per una settimana intera e la dedicano anche alla primavera. Nel Diciassettesimo secolo in Inghilterra comincia a diffondersi questa tradizione, che coincide con la quarta domenica di Quaresima. Poi detta usanza è stata trasferita nel culto della Madonna, madre di Gesù e celebrata dalla religione cristiana nel mese di maggio. I fiori sono destinati a testimoniare l'affetto e la riconoscenza dei figli, anche se le mamme si accontentano di poco: del loro affetto, oppure di una sola rosa o di un bacio dato anche di sfuggita, visto la velocità che ha intrapreso la vita contemporanea. Nella sua crescita progressiva, ogni bambino trova nella mamma un punto di riferimento cui domandare aiuto, amicizia, protezione. Oggi moltissime mamme alternano la loro vita fra la cura dei figli, le numerose occupazioni domestiche, il lavoro... e, nonostante tutto non chiedono mai un ringraziamento. La parola mamma, dice una canzone napoletana di qualche decennio fa: «è il doppio bacio delle labbra». Se ricordo bene la cantava Aurelio Fierro. Mamma nome affettuoso che indica chi ci dà la vita, è simile in tutte le lingue ed evoca sicurezza e tenerezza. In Italia, popolo di mammoni, dove la maggior parte dei figli abbandona il nido solo dopo i trent’anni, la figura della mamma è sacra, soprattutto per i figli maschi, che rimangono legati a lei anche dopo che si sono sposati ed hanno a loro volta figli, e qualcuno anche i nipoti. Ultimamente, però, le mamme vivono una crisi di identità; è sempre più raro che di «mamma ce ne sia una sola»; non solo perché la scienza ha superato le barriere della natura, facendo nascere figli in provetta e creando mamme ultrasessantenni, ma anche per la piega che ha preso la solidità del matrimonio: si divorzia facilmente e i bambini hanno più di una mamma, oltre a quella naturale. L’augurio è che la Mamma ritorni ad essere una sola, che prima di divorziare si pensi cento, mille volte ai figli: i soli che soffrono della crudele realtà. Sta alla donna con la sua dolcezza, con la sua forza, con la sua abitudine, con la sua natura di mamma ad essere sempre la mamma.
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SCHEGGE DI MEDIOEVO
Postato da direttore il Lunedì, 09 aprile @ 01:53:00 CEST - (Leggi Tutto... | 36590 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
“ PASQUETTA AL CASTELLO ”
 Sembra essere una delle nuove tradizioni che sta prendendo piede un po’ in tutta Italia. E’ quella di trascorrere il giorno di Pasquetta all’interno e nei parchi di un Castello. Per il momento non sono molti, alcuni aperti per l’occasione ed altri, invece, che abitualmente nel corso dell’anno ospitano manifestazioni di ogni tipo. E così, nel giorno dell’Angelo, trascorrere in un antico maniero alcune ore in compagnia di vecchie tradizioni degustando piatti tipici, assistere a concerti o presentazioni di libri, fare lunghe cavalcate tra i boschi in mezzo a palloni aerostatici, sfide tra cavalieri, sfilate in costume e visite guidate nei sotterranei, appare essere l’altenativa più valida alla consueta scampagnata fuori porta. Nella pagina che segue vi segnaliamo alcune di queste iniziative che hanno registrato il tutto esaurito tra suggestioni vecchie e nuove.
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LA DOMENICA DELLE PALME E LA SETTIMANA SANTA
Postato da direttore il Sabato, 07 aprile @ 02:44:00 CEST - (Leggi Tutto... | 27312 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
LA FESTA MISTICA E PROFANA
LA PASQUA A TAVOLA
PER CONIUGARE TRADIZIONE E RISPARMIO
P A S Q U A T R A S A C R O E P R O F A N O
di Reno Bromuro
Come sapete la Pasqua non si festeggia tutti gli anni alla stessa data. La decisone di festeggiarla la prima domenica dopo la prima luna piena dell’equinozio del 21 marzo, è avvenuta nel 325. Quella decisione ci chiarisce definitivamente che la Pasqua cade tra il 22 marzo ed il 25 aprile.
 La Pasqua inizia con la domenica di Passione che precede quella dell’entrata di Gesù a Gerusalemme che noi ricordiamo come domenica delle Palme, cioè la domenica prima della Pasqua e,con la domenica delle Palme inizia la Settimana Santa.
Ricordo che dopo i festeggiamenti della domenica delle Palme, nelle chiese venivano coperte le statue e i quadri delle rappresentazioni sacre, nonché si cambiava il batocchio delle campane sostituendolo con uno di legno. «Al mio paese, Paduli in provincia di Benevento, si chiariva il tutto con poche parole: ‘a Settimana Santa s’attaccano ‘e campane e se coprono le statue. Intanto nella chiesa madre "Abbazia di S. Bartolomeo" ci si preparava all’alternarsi dei riti religiosi che illustrano la vita di Gesù, erano… sono sempre molto suggestivi. Venivano i Padri Passionisti a spiegare il vangelo. Si esibivano in vere e proprie manifestazioni teatrali, la cui coreografia e impostazione della voce, colpiva i bambini e i giovanissimi, ma non mancavano scene di viva partecipazione da parte degli anziani. Immaginate un frate che si atteggia a Vittorio Gassman, dritto sul pulpito (preparato per l'occasione, su tappeti pregiati e attorniato da piante in germoglio, di lenticchia e di grano appena sbocciate, seminate il primo giorno di quaresima apposta per la funzione pasquale) , guardare fisso negli occhi a uno a uno i presenti, trafiggerli con lo sguardo, poi lentamente avvicinarsi al crocefisso, alto circa un metro e mezzo, posto alla sua sinistra ed esplodere: "Tu. Sei stato tu che hai conficcato il chiodo nella mano sinistra di Cristo; tu per aver disertato la messa; ed io, per toglierti questo peccato tolgo il chiodo." Estraeva con una lentezza teatrale il chiodo, guardava fisso uno dei presenti ed tuonava: "Eccolo il tuo peccato!" E buttava con forza il chiodo sul pulpito, con la maestria di un lanciatore di coltelli, perch é il chiodo si conficcava nel legno dell’impalcatura e andava avanti con un chiodo per volta fino alla ferita del costato, facendo raggelare il sangue nelle vene a tutti i presenti...
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SPECCHIO ROMANO
Postato da direttore il Mercoledì, 04 aprile @ 20:47:22 CEST - (commenti? | Voto: 0)
La pagina “specchio romano”, a cura di Antonio Venditti, in edicola ogni martedì all’interno del quotidiano “Italia sera”, si presenta come un’elegante vetrina in cui trovare articoli sull’arte, l’archeologia, le curiosità romane, oltre a un’accurata selezione degli studi più recenti e delle iniziative editoriali più importanti dedicate alla storia della città di Roma.
Nella pagina di questa settimana:
La guerra di Mari e Tozzi, due re per un solo dolce ...>>>Il carciofo, dall'Egitto alle tavole di Pasqua ...>>>"Il profumo della neve": in un romanzo di Franco Matteucci realtà, fantasia e sogno si fondono ...>>>
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...EPPURE L' 8 MARZO RICORDA UNA GIORNATA MOLTO TRISTE !
Postato da direttore il Giovedì, 08 marzo @ 01:29:11 CET - (Leggi Tutto... | 16364 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
Oggi la festa della donna è assai attesa anche se è andato in massima parte perduto il suo vero significato.
Per celebrare la festa della donna, a novantanove anni dalla nascita, bisogna comportarsi come gli uomini?
L A D O N N A N E L T E M P O
di R E N O B R O M U R O
La posizione della donna nella società presenta varie valutazioni. Le antiche popolazioni della Mesopotamia meridionale, raggiunsero il suo apogeo nel Ventiquattresimo secolo avanti Cristo, quando furono sopraffatti dall'affermarsi di dinastie semitiche nel Ventesimo secolo avanti Cristo. Erano organizzati in città-Stato, governati secondo il principio dell'unità dei poteri nelle mani del principe. Gli dei erano immortali, tra i quali emergevano il dio del cielo chiamato Anu, dell'aria Enlil e dell'acqua Enki; seguiti dalla triade astrale Nannar, Utu, Inanna, incarnazione della Luna, del Sole e della stella Venere. Alla donna era riconosciuta una propria indipendenza giuridica, sia nella trattazione degli affari, sia nella disponibilità della dote; inoltre condivideva con il marito l’amministrazione del suo appannaggio. Era libera di lasciare la sua proprietà al figlio prediletto e condividere con il marito il possesso dei beni acquistati dopo il matrimonio. Inferiore era l'agibilità giuridica della donna egiziana, tuttavia aveva la possibilità di assurgere anche alle massime cariche e di regnare. Presso gli Ebrei la donna era in condizione nettamente inferiore all'uomo, ma era venerata come madre e aveva larga influenza intellettuale e spirituale: Sara, Debora, Betsabea, Ester, Giuditta unirono alla dignità muliebre un'incisiva influenza politica sul loro popolo. Sullo stesso piano era la donna araba, nel mondo preislamico, lo conferma l'alta posizione raggiunta da Zenobia, regina di Palmira. L'Islam tolse alla donna molta parte della sua capacità giuridica. Nelle stesse condizioni, la donna, visse in India e in Persia. In Cina la donna era circondata di rispetto, ma l'isolamento dalla vita ne mortificava l'attività. Nella Grecia omerica aveva alta considerazione e il matrimonio prendeva alimento da un forte vincolo coniugale, anche se si basava su un contratto a metà strada fra la compera e la dote; minore fu invece la libertà della donna nell'Attica, dove era relegata in casa. La civiltà greca mise la donna al centro di una vita mondana e galante. Presso gli Etruschi fu largamente partecipe della vita sociale del marito. Nella Roma regia e repubblicana godeva ampia libertà e possedeva una cultura notevole; inferiore a quella dell'uomo era invece la sua capacità giuridica. L'impatto con la cultura ellenistica portò alla decadenza dei suoi costumi, ma ne raffinò il livello culturale.  A darle dignità fu il cristianesimo, che la elesse compagna unica e inseparabile dell'uomo, collocandola nella casa come madre e educatrice, manifestandole nuove grandezze nella vita religiosa: sull'esempio della Vergine Maria, madre di Dio. Tra loro ricordo Teodolinda, regina dei Franchi, che mitigò i costumi violenti del suo popolo con la legge cristiana; Scolastica, che accanto a San Benedetto fu la fondatrice dell' Ordine benedettino; Chiara, che sorresse San Francesco con la sua spiritualità forte e soave; Caterina da Siena, che riuscì a riportare il papa da Avignone a Roma. Nella ricca vita culturale del Rinascimento la donna perse di vista gli ideali della virtù e della religione e si mondanizzò, ma nella letteratura e nell'arte occupò sovente posti di rilievo e sempre ne fu l'ispiratrice. L’età moderna diede inizio ad un vero movimento femminista, imponendo le due “Dichiarazioni dei diritti”, negli Stati Uniti nel 1776 e in Francia nel 1789. Era solo una premessa per arrivare alla rivoluzione industriale. «Con lo sconvolgimento del vecchio assetto familiare e l'immissione della donna nella produzione perché prendesse corpo una linea d’emancipazione femminile: punto di riferimento era sempre la Rivoluzione francese, che aveva operato la distruzione degli istituti giuridici della società corporativa e aristocratica e per la prima volta aveva visto una partecipazione diretta e massiccia delle donne agli avvenimenti della vita pubblica ».
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