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DU 13 AU 24 MAI 2009
I REPORTAGE DI
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La Maremma è una realtà territoriale piuttosto vasta e dai confini non perfettamente definiti che si affaccia sul Mar Tirreno Dante (Inferno XIII, 7) ne individuava i confini tra Cecina e Corneto: "Non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che 'n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti"
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" FAMILY DAY "
Postato da direttore il Giovedì, 17 maggio @ 21:07:17 CEST - (Leggi Tutto... | 18005 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
“La fattoria degli animali” a cura di Alessandro Caramis Questa rubrica (dal nome del celebre libro di George Orwell) intende affrontare fatti di rilevante attualità attraverso un taglio sociologico. Andare “oltre il pensiero” può voler dire anche andare oltre le categorie comuni di interpretazione della realtà. Prendendo a prestito categorie e strumenti dalle scienze sociali si cercherà, manifestando apertamente i propri principi di preferenza personale, di leggere i fenomeni sociali che ci circondano con un’inedita “lente di ingrandimento” sul dibattito politico, economico e culturale odierno.
I L M I T O D E L L A F A M I G L I A " N A T U R A L E "di A l e s s a n d r o C a r a m i s Si è appena svolta a Roma la prima grande manifestazione che, in nome della “famiglia”, ha visto coinvolte decine di organizzazioni cattoliche accorse da tutta Italia verso Piazza San Giovanni. Il tema che sottende il “family day” è stato la promozione della famiglia tradizionale, naturale e fondata sul matrimonio e la sua difesa da interventi legislativi che tenderebbero a regolarizzare coppie di fatto “etero” ed “omo” che, con la loro pretesa di avere riconoscimento pubblico della loro convivenza, rischierebbero di scardinare e distruggere per sempre il tessuto familiare “naturale” alla base di ogni società. Quello di cui mi occuperò nel seguente articolo consiste nel mettere in discussione, o meglio di “de-mistificare” due fondamentali assunti su cui si basa l’attuale operazione culturale condotta da parti della Chiesa (CEI in primis) e soprattutto da parte del mondo politico italiano più volte etichettato dai media come teo-con, neo-con o atei devoti. Il primo assunto è che la famiglia composta da padre, madre e figli, unita dal vincolo del matrimonio (religioso o civile) è un istituzione “naturale”, tradizionalmente, antropologicamente e storicamente sempre esistita . Il secondo assunto, conseguente a questo, indica nella legalizzazione delle coppie di fatto una “breccia” che laddove fosse aperta (così come la libera scelta alla maternità e la legalizzazione del divorzio) metterebbe in crisi l’idea stessa di famiglia con conseguente calo delle nascite e dei matrimoni.
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VICENZA ED ALTRE CONTESTAZIONI LOCALI
Postato da direttore il Giovedì, 15 marzo @ 00:58:30 CET - (Leggi Tutto... | 16223 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
“La fattoria degli animali” a cura di Alessandro Caramis Questa rubrica (dal nome del celebre libro di George Orwell) intende affrontare fatti di rilevante attualità attraverso un taglio sociologico. Andare “oltre il pensiero” può voler dire anche andare oltre le categorie comuni di interpretazione della realtà. Prendendo a prestito categorie e strumenti dalle scienze sociali si cercherà, manifestando apertamente i propri principi di preferenza personale, di leggere i fenomeni sociali che ci circondano con un’inedita “lente di ingrandimento” sul dibattito politico, economico e culturale odierno.
S I N D R O M E N I M B Y
O D O M A N D A D I D E M O C R A Z I A ?di A L E S S A N D R O C A R A M I S
Gli ultimi avvenimenti in merito all’allargamento della base americana di Vicenza hanno riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica le proteste che una comunità locale mette in atto ogni qual volta il proprio territorio viene scelto come sito per la localizzazione di un impianto, di una struttura, una centrale, ecc. Quello che sta accadendo oggi a Vicenza non ha niente di nuovo da quello che sta accadendo da un po’ di anni a questa parte. Si moltiplicano in tutta Italia a macchia d’olio i “comitati per il no” che si oppongono alla costruzione di tunnel (Brennero), autostrade, TAV (Val di Susa), ponti (Stretto di Messina), dighe mobili (Venezia), termovaloriozzatori (Acerra) nuove centrali a carbone (Civitavecchia), scorie nucleari (Scanzano Ionico). Le proteste non riguardano solamente impianti ed interventi funzionali all’industria o ad interessi economici bensì manifestano l’opposizione anche verso nuovi impianti ad energia rinnovabile per combattere l’effetto serra come l’eolico. Cosa sta succedendo? I mass media parlano a proposito di sindrome Nimby. Nimby è un acronimo che significa “Not in my backyard” (Non nel mio giardino) è indica qualsiasi posizione di chi in linea di principio è favorevole alla costruzione di un impianto necessario alla società ma è contrario al fatto che esso si realizzi nel proprio territorio, nel proprio “habitat”, dietro il proprio “giardino di casa”. Per esempio, siamo tutti favorevoli all’energia eolica purchè non si facciano quei giganti impianti che “rovinano tanto il nostro bel paesaggio”, siamo favorevoli ad avere la corrente elettrica e l’elettricità purchè non si facciano impianti nel nostro territorio, siamo favorevoli ad abolire le discariche purchè non si facciano termovalorozzatori nel nostro suolo, siamo favorevoli ad agevolare la mobilità pubblica purchè non si facciano passare treni ad alta velocità nelle nostre campagne, ecc..
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VIOLENZA NEGLI STADI: INTERVISTA AL DOTTOR EMANUEL RINALDI
Postato da direttore il Domenica, 25 febbraio @ 18:00:42 CET - (Leggi Tutto... | 13954 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
“La fattoria degli animali” a cura di Alessandro Caramis Questa rubrica (dal nome del celebre libro di George Orwell) intende affrontare fatti di rilevante attualità attraverso un taglio sociologico. Andare “oltre il pensiero” può voler dire anche andare oltre le categorie comuni di interpretazione della realtà. Prendendo a prestito categorie e strumenti dalle scienze sociali si cercherà, manifestando apertamente i propri principi di preferenza personale, di leggere i fenomeni sociali che ci circondano con un’inedita “lente di ingrandimento” sul dibattito politico, economico e culturale odierno.
T I F O E P O L I T I C A Gli ultimi fatti di Catania hanno avviato una ulteriore riflessione sulla violenza negli stadi e non solo. Affrontiamo in questa rubrica questa tematica avvalendoci della decennale conoscenza ed esperienza del Dott. Emanuel Rinaldi, laureatosi con una tesi sul rapporto tra tifo e politica. Con questa gentile intervista concessa ad Oltrepensiero ed alla Fattoria degli Animali affronteremo alcune tematiche di cui si è discusso in questi ultimi giorni.
Intervista di A L E S S A N D R O C A R A M I S Dopo gli ennesimi fatti tragici che hanno coinvolto il mondo calcistico il governo si avvia a dare una ulteriore “morsa” accentuando le misure repressive verso i violenti e responsabilizzando di più le società nella gestione degli stadi. Viene a proposito sempre invocato il cosiddetto "modello inglese".
Vorrei chiederle se tali nuove misure, secondo lei, saranno efficaci per ridurre la violenza negli e fuori gli stadi e se il cosiddetto modello inglese è esportabile in Italia.
«Esaminando attentamente i provvedimenti previsti dalla legge Pisanu, ci si accorge che non è necessario varare un ulteriore legge anti violenza, basterebbe soltanto applicare con coerenza e severità quella già esistente, che già prevede una maggiore responsabilizzazione delle società di calcio, e pene severissime per chi compie atti teppistici all’interno e fuori dallo stadio. Il vero problema non è la costruzione di una legge ad hoc per combattere la violenza negli stadi,ma che tale legge venga applicata garantendo la certezza della pena per i responsabili di violenze negli stadi, ma anche per gli addetti ai lavori che non garantiscono adeguate misure che assicurino il regolare svolgimento dell’evento sportivo,non mi riferisco soltanto alle società di calcio ma anche ai media, che molte volte enfatizzano l’incontro di calcio come se si trattasse della guerra in medio oriente. Riguardo all’esportabilità del modello inglese in Italia non so se possa funzionare, personalmente non sono d’accordo con chi vuole risolvere il problema della violenza negli stadi in Italia scimmiottando misure legislative provenienti da altri paesi,prima di emanare qualsiasi altro decreto sarebbe opportuno analizzare attentamente le problematiche dei giovani italiani che si riflettono anche nel mondo del calcio, che per il sottoscritto è uno spaccato della società italiana, inoltre nella costruzione di un disegno di legge adeguato per risolvere il problema del teppismo da stadio nel nostro paese bisogna ascoltare la parte sana del tifo ultrà e non solo, poiché costoro vivono il mondo del calcio in prima persona,quindi sono in grado di dare suggerimenti utili per risolvere i numerosi problemi che affliggono questo sport,non soltanto quello della violenza… » Secondo Lei le violenze attuali che coinvolgono le tifoserie sono da collegarsi al calcio oppure ad altro?
«Le violenze che vedono coinvolti gli ultra di tutta Italia sono in parte collegate al calcio,questo sport per come è strutturato lascia ampio spazio a logiche conflittuali,come quella di identificare la squadra avversaria e i suoi sostenitori come nemici, basta recarsi allo stadio per rendersi conto che durante l’incontro di calcio gli spettatori vivono sentimenti di grande attaccamento alla squadra e a i suoi sostenitori a quali si contrappongono sentimenti di elevata ostilità nei confronti degli avversari; questo non ci deve far pensare che sia il calcio il vero responsabile delle violenze che si verificano sugli spalti e fuori dagli impianti di gioco. Alcuni gruppi di tifosi utilizzano il calcio per sfogare il loro odio verso gruppi di tifosi, e non che vengono da città che loro detestano, che hanno un modo di parlare diverso o addirittura vengono da paesi diversi è hanno un colore di pelle differente.
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CONSIDERAZIONI INTORNO AL CASO "WELBY"
Postato da direttore il Sabato, 30 dicembre @ 00:34:55 CET - (Leggi Tutto... | 16491 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
“La fattoria degli animali” a cura di Alessandro Caramis Questa rubrica (dal nome del celebre libro di George Orwell) intende affrontare fatti di rilevante attualità attraverso un taglio sociologico. Andare “oltre il pensiero” può voler dire anche andare oltre le categorie comuni di interpretazione della realtà. Prendendo a prestito categorie e strumenti dalle scienze sociali si cercherà, manifestando apertamente i propri principi di preferenza personale, di leggere i fenomeni sociali che ci circondano con un’inedita “lente di ingrandimento” sul dibattito politico, economico e culturale odierno.
LAICI E CATTOLICI :
UNA DISTINZIONE INGANNEVOLE ?
di A L E S S A N D R O C A R A M I S L’ultima questione inerente il caso “Welby” sembra aver riproposto, come ai tempi del referendum sulla fecondazione medicalmente assistita l’annosa questione italiana tra laici e cattolici. Non passa questione infatti, sui temi di bioetica (dalla fecondazione assistita all’aborto, dalla ricerca sugli embrioni alla pillola RU486, dall’eutanasia all’accanimento terapeutico) che il dibattito politico e l’agenda setting dei massi-media non si presenti come un conflitto o una contesa tra laici e cattolici. Per laici si delimitano tutti coloro che (in temi di bioetica) sono per una posizione più “aperturista”, indifferenti o contrari alle opinioni della Chiesa Cattolica e addirittura con tinture anticlericali. Per cattolici si intendono tutti coloro che sono favorevoli ad una legislazione più proibizionista e repressiva, inclini a tradurre i dettami della CEI e del Vaticano in leggi dello Stato e con una posizione oscurantista. Quello che sostengo in questo articolo è che questa divisione oltre a non fotografare la realtà sociale italiana è vittima di un grave errore semantico che assegna al termine laico ed al termine cattolico due significati opposti, configgenti e poco conciliabili. Allo stesso modo appaiono confuse quelle posizioni che, in maniera più conciliante, non fanno altro che rilanciare il dialogo tra laici e cattolici come se fossero sempre due gruppi sociali, ben distinti ed identificabili. Le responsabilità di questo equivoco sono sia dei media, che per esigenze di semplificazione tendono a ridurre il significato di questi due termini nei modi sopra elencati e sia di alcuni politici come i teo-dem e i teo-con (trasversali agli schieramenti attuali) che intendono sostituire le ideologie passate con una nuova ideologia ed appartenenza cristiana. A questa tendenza si è recentemente richiamato il Cardinal Dionigi Tettamanzi al convegno della CEI che, con buona pace dei teo-con, teo-dem ed atei devoti, ha esortato i cristiani ad essere riconosciuti tali più per le loro opere che per un proclamata professione di fede. Un chiaro invito alla coerenza da parte di chi si professa tanto cristiano a parole ma poco nella pratica quotidiana. Allo stesso equivoco contribuiscono quei cosiddetti laici (come Flores D’Arcais o Eugenio Scalfari) che identificano se stessi come convinti atei o agnostici e che credono ancora che la religione ed i suoi punti di vista debbano rimanere escluse dalla vita pubblica, confinate nel privato e che non debbano mettere voce alcunché nelle difficili questioni di bioetica che animano le preoccupazioni e le speranze delle persone.
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FINANZIARIA E DINTORNI
Postato da direttore il Martedì, 24 ottobre @ 20:17:26 CEST - (Leggi Tutto... | 20835 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 3)
“La fattoria degli animali” a cura di Alessandro Caramis Questa rubrica (dal nome del celebre libro di George Orwell) intende affrontare fatti di rilevante attualità attraverso un taglio sociologico. Andare “oltre il pensiero” può voler dire anche andare oltre le categorie comuni di interpretazione della realtà. Prendendo a prestito categorie e strumenti dalle scienze sociali si cercherà, manifestando apertamente i propri principi di preferenza personale, di leggere i fenomeni sociali che ci circondano con un’inedita “lente di ingrandimento” sul dibattito politico, economico e culturale odierno.
ANCHE I RICCHI PIANGANO ?
DAL MITO DELLA REDISTRIBUZIONE ALLA GIUSTIZIA SOCIALE
di A L E S S A N D R O C A R A M I S
L’ultima finanziaria della maggioranza di centro-sinistra rivela (in parte) una lettura della realtà “alterata” dalle lenti ideologiche di una concezione della società che ricorda molto quella fordista-keynesiana del novecento.
Lo scopo dell’attuale finanziaria consiste principalmente nel riequilibrare i conti per rientrare nei parametri di Maastricht, ma il suo “sigillo” è stato simbolicamente espresso dal famoso manifesto diffuso da Rifondazione Comunista con una barca con sotto scritto :”Anche i ricchi piangano”. Ebbene, l’obiettivo della finanziaria è quello di operare una vasta operazione di re-distribuzione fiscale dalla quale possono avvantaggiarsene sia i ceti popolari più poveri che quelli del ceto medio più vulnerabili. Il tutto in un’ottica di giustizia sociale che toglie un po’ ai “ricchi” per dare ai più “poveri”. La lotta all’evasione fiscale rappresenta un altro “cavallo di battaglia” che sembra intenzionato a ridurre drasticamente la quota di evasione nel nostro paese. Stranamente, rispetto alle intenzioni della finanziaria si sono immediatamente avute una serie di reazioni che non hanno più di tanto coinvolto i cosiddetti “ricchi” bensì proprio quelle persone che si intendeva “premiare”. Stiamo parlando dei lavoratori autonomi, dei lavoratori con un contratto precario, delle piccole e medie imprese, delle famiglie con redditi intorno i 30 mila euro, degli enti Locali,ecc Anche una parte di elettori di centro non è molto entusiasta di questo DPEF. Per quale motivo? Come mai coloro che dovrebbero sentirsi ripagati e rallegrarsi di questa opera di re-distribuzione si sentono “colpiti”?
Innanzitutto, è opportuno precisare che di questo discorso non fanno parte le proteste demagogiche, populiste e pregiudiziali che una parte dell’opposizione sta portando avanti contro questo governo per motivi politici. Altrettanto vale per le reazioni di parte di quell’ “altra Italia” che ha votato centro-destra alle ultime elezioni e che si oppone al DPEF per motivi ideologici.
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QUALE CONVIVENZA POSSIBILE ?
Postato da direttore il Lunedì, 18 settembre @ 19:12:14 CEST - (Leggi Tutto... | 23555 bytes aggiuntivi | 10 commenti | Voto: 0)
“La fattoria degli animali” a cura di Alessandro Caramis Questa rubrica (dal nome del celebre libro di George Orwell) intende affrontare fatti di rilevante attualità attraverso un taglio sociologico. Andare “oltre il pensiero” può voler dire anche andare oltre le categorie comuni di interpretazione della realtà. Prendendo a prestito categorie e strumenti dalle scienze sociali si cercherà, manifestando apertamente i propri principi di preferenza personale, di leggere i fenomeni sociali che ci circondano con un’inedita “lente di ingrandimento” sul dibattito politico, economico e culturale odierno.
IMMIGRATI - ITALIANI :
QUALE CONVIVENZA POSSIBILE ?
di A L E S S A N D R O C A R A M I S Alcuni fatti di cronaca nera, di questa stagione estiva, come l’omicidio d’onore della giovane Hina, come la costruzione di un muro che separa gli immigrati dai residenti storici in un quartiere degradato di Padova, hanno riproposto, nell’agenda politica ed all’attenzione sociale, la questione dell’integrazione, o meglio dell’inserimento delle persone immigrate nel nostro paese. Il tutto ha assunto ancora più rilievo in vista dell’annunciata nuova legge sulla cittadinanza italiana agli immigrati, che dovrebbe accorciare a 5 anni il periodo per richiederla e, cosa molto più “rivoluzionaria”, sostituire al principio dello jus sanguinis (cittadinanza legata all’origine e discendenza di sangue) lo jus soli (cittadinanza legata alla nascita in un territorio), e richiedendo la conoscenza della lingua e il superamento di un esame come requisiti per essere a pieno titolo cittadini italiani.
Da più parti è scattato un “diluvio” di dichiarazioni e di affermazioni sulla necessità, da parte dell’immigrato, di integrarsi nella nostra società, accettandone i principi, condividendo la nostra identità nazionale (Magdi Allam), il rispetto della libertà e dell’autonomia delle donne (Ministro pari opportunità), aderendo ai valori storico-politici e culturali italiani e rinunciando alla precedente nazionalità (Galli della Loggia).
Al tutto si aggiungono una serie di dichiarazioni sul fallimento e sull’insuccesso del modello di integrazione detto “multiculturale”, associato all’esperienza britannica ed olandese che troverebbero giustificazione anche in una recente indagine realizzata in Inghilterra.
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FENOMENOLOGIA DI UN BEST SELLER MONDIALE E NON SOLO
Postato da direttore il Domenica, 02 luglio @ 02:21:44 CEST - (Leggi Tutto... | 16592 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
“La fattoria degli animali” a cura di Alessandro Caramis Questa rubrica (dal nome del celebre libro di George Orwell) intende affrontare fatti di rilevante attualità attraverso un taglio sociologico. Andare “oltre il pensiero” può voler dire anche andare oltre le categorie comuni di interpretazione della realtà. Prendendo a prestito categorie e strumenti dalle scienze sociali si cercherà, manifestando apertamente i propri principi di preferenza personale, di leggere i fenomeni sociali che ci circondano con un’inedita “lente di ingrandimento” sul dibattito politico, economico e culturale odierno.
LA SINDROME DA VINCI: FENOMENOLOGIA DI UN BEST-SELLER MONDIALE E NON SOLO
Abbiamo assistito all’uscita nelle sale del tanto atteso film "Il Codice Da vinci" ispirato al celebre libro uscito tre anni fa che è stato letto nel mondo da circa 50 milioni di persone. Come sappiamo il libro non è stato soltanto un successo editoriale ma si è trasformato in un caso mondiale che oggi trascina anche l’uscita cinematografica. La Chiesa Cattolica, (chiamata in causa dal racconto) accusata di avere ordito una cospirazione mondiale che avrebbe nascosto agli uomini il segreto della vera natura di Gesù , ha reagito con modalità sia di ordine censorio e proibitivo fino ad arrivare a chiedere ai fedeli di denunciare l’autore o boicottare il film (nella sua reazione più proibizionista) che con argomentazioni di natura più pedagogica e di catechesi (nella sua reazione più soft). La novità è che sia il film che il romanzo si portano dietro non solo milioni di lettori ma anche un certo numero di appassionati che hanno scambiato la fiction per la realtà, il romanzo per la nuova rivelata verità. Quello di cui intendo parlare non consiste nel confutare le innumerevoli invenzioni e inesattezze di natura storica, religiosa, artistica e filosofica contenute nel libro. A questo basta l’opera di coloro che intendono conoscere e approfondire laicamente gli argomenti in discussione nel testo (degli uomini di Chiesa, nel mondo della cultura e dell’informazione) . D'altronde è abbastanza ovvio che non c’è neanche bisogno di essere cattolici o uomini di fede per confutare le tesi del tutto fantasiose confezionate nel libro. Il mio interrogativo è di indagare il fenomeno da "Vinci" e di capire perché un libro del genere (e anche avvincente sul profilo del romanzo) ha riscosso così tanto successo, tanti entusiasmi e tante polemiche.
La mia tesi è che i motivi di tale "fenomeno di massa" consistono in un mix di due elementi che caratterizzano le società attuali: la "teoria del complotto" come lettura interpretativa che le persone ed i gruppi sociali hanno della realtà nella quale vivono ed il "marketing del sacro" come conseguenza e utilizzo commerciale che si fa del risveglio del bisogno del sacro che sta trasformando le nostre società da secolari a post-secolari.
La teoria del complotto o della cospirazione non nasce oggi. E’ tipica di ogni società che attraversa un periodo di crisi, di incertezza, di cambiamento e di trasformazione. Secondo tale teoria gli individui tendono a spiegare qualsiasi evento che gli sta attorno, non come gli viene presentato dalle agenzie formali ed informali di socializzazione (famiglia, gruppo dei pari, scuola, istituzioni, mass-media, ecc) e da loro ri-elaborato bensì, come un complotto, una cospirazione, una congiura che vede una "regia occulta" di un gruppo segreto di persone che come dei "burattinai" muovono altri "burattini" perseguendo i propri nefasti interessi.
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L'ANTISEMITISMO OGGI di Alessandro Caramis
Postato da direttore il Venerdì, 05 maggio @ 03:58:06 CEST - (Leggi Tutto... | 21417 bytes aggiuntivi | 27 commenti | Voto: 0)
“La fattoria degli animali” a cura di Alessandro Caramis
Questa rubrica (dal nome del celebre libro di George Orwell) intende affrontare fatti di rilevante attualità attraverso un taglio sociologico. Andare “oltre il pensiero” può voler dire anche andare oltre le categorie comuni di interpretazione della realtà. Prendendo a prestito categorie e strumenti dalle scienze sociali si cercherà, manifestando apertamente i propri principi di preferenza personale, di leggere i fenomeni sociali che ci circondano con un’inedita “lente di ingrandimento” sul dibattito politico, economico e culturale odierno.
L'ANTISEMITISMO OGGI: TRA VECCHI STEREOTIPI, NUOVI PREGIUDIZI E PERICOLOSE SCORCIATOIE
Durante il giorno della celebrazione dalla liberazione dal nazi-fascismo del 25 Aprile a Milano, oltre a svolgersi una grande e partecipata manifestazione popolare, si è ripresentato uno dei più volgari atti che pongono nuovi e preoccupanti interrogativi per il futuro delle nostre generazioni. Si tratta dell’ennesimo falò delle bandiere israeliane al grido di :”sionisti assassini” fatto da gruppi di autonomi dell’estrema sinistra fischiando la presenza della “Brigata ebraica” che contribuì alla liberazione dal nazifascismo nel nostro stesso paese. Ovviamente le dovute e ferme condanne politiche sono state immediatamente manifestate ma questa rubrica intende occuparsi del livello culturale e sociale che anima questo atto. Cosa si cela dietro questi atti? E’ solo antisionismo come i sostenitori della causa palestinese sostengono? O si tratta di antisemitismo travestito da anti-sionismo? E da che cosa è alimentato? La questione non è facile. Soprattutto ragionando al di fuori di facili schematismi e rappresentazioni.
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Inserto: L'ALTRA ITALIA: COMUNICAZIONE POLITICA E POPULISMO MEDIATICO di Alessandro
Postato da direttore il Venerdì, 21 aprile @ 20:37:41 CEST - (Leggi Tutto... | 22033 bytes aggiuntivi | 17 commenti | Inserto | Voto: 4)
“La fattoria degli animali” a cura di Alessandro Caramis
Questa rubrica (dal nome del celebre libro di George Orwell) intende affrontare fatti di rilevante attualità attraverso un taglio sociologico. Andare “oltre il pensiero” può voler dire anche andare oltre le categorie comuni di interpretazione della realtà. Prendendo a prestito categorie e strumenti dalle scienze sociali si cercherà, manifestando apertamente i propri principi di preferenza personale, di leggere i fenomeni sociali che ci circondano con un’inedita “lente di ingrandimento” sul dibattito politico, economico e culturale odierno.
L'ALTRA ITALIA: COMUNICAZIONE POLITICA E POPULISMO MEDIATICO
Il giorno dopo la lunga notte delle elezioni, l’Italia si è svegliata riconoscendo con stupore e incredulità che l’immagine che si era fatta di se stessa non corrispondeva alla verità. Si è parlato di un paese diviso, polarizzato, politicamente “spaccato” a metà. Si dice che ci sono due Italie che non comunicano e che si ignorano a vicenda. Non è in realtà una novità, dai tempi della divisione tra monarchici e repubblicani. Forse la più grande scoperta è stata quella che mezz’Italia non si è affatto de-berlusconiozzata bensì continua ad appoggiare il partito di maggioranza relativa nel paese che è Forza Italia , il suo leader e la sua coalizione. Cosa ha portato a questo? Cosa è stato ignorato? Cercherò di fornire alcuni spunti di riflessione partendo dal presupposto che tra l’Italia sconosciuta e ignorata che ha votato per Berlusconi e la sua coalizione vi è una parte che rappresenta dei gruppi e dei ceti sociali la cui identità e appartenenza è minacciata dagli attuali processi di globalizzazione. Prendo a prestito la definizione che Charles Kupchan (ex consigliere di Bill Clinton) scrive al “Corriere della Sera”: “In Italia, come in America, l’identità dei paesi ricchi è minacciata dalla nuova economia, l’opinione pubblica è disorientata dall’emigrazione, dalla globalizzazione, da campagne elettorali via via più ciniche, dominate da lobby. L’opinione pubblica si aliena dal dibattito politico e Silvio Berlusconi si dimostra maestro nel presentarsi come “al di sopra” della politica, erede di una storia diversa. (…) In Europa, come negli Stati Uniti, la sinistra è messa in difficoltà dalla nuova economia. L’afflusso degli emigranti, la fine dell’industria classica, l’outsourcing , i posti di lavoro che vanno all’estero creano un risentimento che avvantaggia la destra e apre vuoti nelle file dei tradizionali elettori progressisti”. Personalmente aggiungo che a far questo contribuiscano tre fattori: l’attuale dibattito politico che usa l’arena televisiva e mediatica come luogo di propaganda e di scontro politico; l’emergere del territorio come protagonista dei bisogni e delle paure degli elettori e l’uso del populismo come nuova arma politica per conquistare i voti di persone e gruppi sociali tra loro eterogenei, privi di rappresentanza e di una forte identità. segue...>>
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L’EQUIVOCO IDENTITARIO di Alessandro Caramis
Postato da direttore il Mercoledì, 05 aprile @ 19:27:39 CEST - (Leggi Tutto... | 20793 bytes aggiuntivi | 8 commenti | Voto: 4)
“La fattoria degli animali” a cura di Alessandro Caramis
Questa rubrica (dal nome del celebre libro di George Orwell) intende affrontare fatti di rilevante attualità attraverso un taglio sociologico. Andare “oltre il pensiero” può voler dire anche andare oltre le categorie comuni di interpretazione della realtà. Prendendo a prestito categorie e strumenti dalle scienze sociali si cercherà, manifestando apertamente i propri principi di preferenza personale, di leggere i fenomeni sociali che ci circondano con un’inedita “lente di ingrandimento” sul dibattito politico, economico e culturale odierno.
L’EQUIVOCO IDENTITARIO:
USI E ABUSI DI IDENTITA' E CULTURA NEL DIBATTITO POLITICO-CULTURALE ODIERNO Il 2 Aprile è partito, dalla stazione di Roma l’ "Occidente Express", un treno “per l’Occidente forza di Civiltà”. Questo treno rappresenta l’ultima tappa di un percorso che una parte del mondo intellettuale e politico italiano sta portando avanti  sul sentiero già tracciato dai cosiddetti teo-con americani, ovvero da quando il presidente George Bush scoprì che le sue dichiarazione intrise di spirito religioso non portavano disapprovazione nell’opinione pubblica che lo aveva eletto anzi, che la sua rielezione fu possibile grazie al voto di circa settanta milioni di evangelici. Allo stesso modo , come fa notare Sergio Romano: “il Presidente è circondato da neoconservatori molto laici, agnostici e comunque indifferenti alle questioni dell’anima, ma convinti che la religione, in politica, sia diventata una carta vincente”. Il tentativo dei “teo-con” o “atei devoti” nostrani è di portare quest’uso politico della religione anche in Europa  trasformando essa in instrumentum regni. Assieme a questo uso politico della religione cristiana si accompagna una cascata di dichiarazioni, di appelli, di manifesti e di intenti tutti rivolti alla difesa delle nostre radici cristiane, alla salvaguardia della nostra identità occidentale, all’orgoglio della rivendicazione della nostra cultura, alla pubblica manifestazione ed esposizione della nostra specifica ed unica Civiltà. Tutto questo, nelle intenzioni dei suoi sostenitori, è fatto in nome della difesa da due aggressioni: una esterna, rappresentata dal terrorismo e dal fondamentalismo islamico, dall’immigrazione clandestina e di massa, dai pericoli e dall’incubo del melange , del meticciamento con altre culture e altri popoli; e l’altra interna, rappresentata dal secolarismo, dal “laicismo” , dal progressismo e dal relativismo culturale che portano con sé la colpa di disgregare e di frantumare l’unità sociale e così l’anima dell’Occidente. segue...>>
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PREMIO
LETTERARIO
GIORNALISTICO
SCRIVERE OLTREPENSIERO
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Il Tempo, lo Spazio,
la Mente, i Pensieri
i Ricordi, i Colori
POESIE di
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CONTEMPORARY JEWELS
IN STARK
18-21 LUGLIO 2008
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Il Festival – Edizione 2008
Il Festival – Dati tecnici
Il Programma
Pittura
Scultura
Biografie degli artisti
Patrocinii e partners

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ALPE FAGGETO CAPRESE MICHELANGELO (AR)
in un bosco di faggi a 1200 m (slm) sull’Alpe di Catenaia a cavallo tra l’Alta Valle del Tevere ed il Casentino ALBERGO - RISTORANTE
informazioni e prenotazioni qui ...>>> |
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 U N N U O V O S T I L E D I R I V I V E R E L E E M O Z I O N I
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Vuoi oltrepassare qualsiasi confine scoprendo la vacanza in piena libertà ? |
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CUCINA TIPICA
DELLA MAREMMA
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MONTEGABBIONE (TERNI)
Località Vocabolo Pò Petroso
Immerse
nel cuore verde d’Italia,
al confine con Lazio e Toscana
alle pendici in un grazioso
paese dell’orvietano
a 600 m (slm),
una confortevole
casa di campagna
e una famiglia accogliente
vi ospiteranno
per un piacevole ristoro.
Bed & Breakfast
informazioni e prenotazioni
qui...>>>
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REGIONE PER REGIONE CITTA' PER CITTA'
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Autostrade Italia
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