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DU 13 AU 24 MAI 2009
I REPORTAGE DI
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La Maremma è una realtà territoriale piuttosto vasta e dai confini non perfettamente definiti che si affaccia sul Mar Tirreno Dante (Inferno XIII, 7) ne individuava i confini tra Cecina e Corneto: "Non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che 'n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti"
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| Al momento c'è un problema con questo blocco. |
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IL POTERE E LA POLITICA STANNO SMETTENDO DI ESSERE "COSE DA UOMINI"
Postato da direttore il Sabato, 24 febbraio @ 00:14:15 CET - (Leggi Tutto... | 8204 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
*CONTROVENTO* rubrica a cura di Ilaria Giovinazzo
- Uno spazio per chi va oltre il pensiero comune -
"Una persona seria non sta a perdere tempo nel formulare l'opinione della maggioranza" Godfrey Hardy, matematico I’ M I N !
Donne in corsa per le vette del potere
di I L A R I A G I O V I N A Z Z O “I’m in!”. Tutto qui. Concisa, elegante come sempre, coraggiosa. Hillary Rodham Clinton è scesa in campo e ha intenzione, come scrive nel suo sito www.hillaryclinton.com, di fare la Storia. Che cosa si può dire al riguardo? Non so voi ma la mia reazione è stata: “Finalmente!”. E quel finalmente generico ne racchiudeva molti più specifici, era un: finalmente una democratica con un’immagine forte, finalmente una donna di sinistra preparata anche se non perfetta, finalmente una donna intelligente che riesce a farsi avanti, ma soprattutto ho pensato: finalmente una donna! Lo ammetto, non so se l’avrei presa allo stesso modo se invece della signora Clinton si fosse candidata miss. Condoleeza Rice, che sì, se vogliamo dirla con termini da categorie umane diremmo: è donna, è di colore, se diventasse lei Presidente degli Usa sarebbe davvero una cosa eccezionale. Eppure la Rice non mi avrebbe fatto sospirare quel “finalmente” con la stessa convinzione, forse perché ai miei occhi appare come una donna inflessibile e dal carattere di ferro, una Margaret Thatcher nera insomma. Hillary è diversa, ha una famiglia, ha sopportato le infedeltà del marito (vuoi per politica vuoi per amore), ha studiato come una matta per arrivare dov’è adesso: senatrice dello stato di New York (ok, ok, non dimentichiamo che ha anche un sacco di soldi). E’ ciò che noi donne vorremmo essere, anche se non tutte: intelligenti, forti, capaci di raggiungere i propri obiettivi e allo stesso tempo femminili e capaci di curare una famiglia.
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QUANTE VERITA' SCOMODE DEVONO ANCORA USCIRE ALLO SCOPERTO ?
Postato da direttore il Venerdì, 03 novembre @ 18:09:38 CET - (Leggi Tutto... | 9036 bytes aggiuntivi | 23 commenti | Voto: 0)
*CONTROVENTO* rubrica a cura di Ilaria Giovinazzo
- Uno spazio per chi va oltre il pensiero comune -
"Una persona seria non sta a perdere tempo nel formulare l'opinione della maggioranza" Godfrey Hardy, matematico
V E R I T A' I N C O F F E S S A B I L I
Ciò che Putin non vuole dire e neanche sentir dire
di I L A R I A G I O V I N A Z Z O Abbiamo visto come, soltanto a sentir parlare di violazione dei diritti umani nel Paese che governa, a Putin vengano degli improvvisi attacchi di panico a cui reagisce attaccando ferocemente gli incauti interlocutori che hanno osato sollevare la tragica questione. La reazione di Putin durante la cena del Consiglio europeo di Lathi, in Finlandia, ricorda molto una scena avvenuta a Strasburgo nel 2003, quando l’europarlamentare tedesco, capo della delegazione dell’Spd, Martin Schulz accusò l’allora capo del governo italiano Silvio Berlusconi di sedere all’europarlamento solo grazie al fatto che la giustizia italiana non aveva fatto bene il proprio mestiere. Da qui era nata una bagarre in cui il capo del governo italiano faceva una ben misera figura parlando di come l’Italia fosse la patria dei tramonti, degli spaghetti e delle visite guidate nei musei. Schulz era serio, serissimo, e soprattutto, arrabbiato. Berlusconi si sentiva punto sul vivo e dopo aver visto che parlare di spaghetti per sdrammatizzare non serviva poi a molto ecco che partì all’attacco: "Signor Schultz - disse rivolto all'esponente socialdemocratico - in Italia c'è un produttore che sta preparando un film sui campi di concentramento nazisti, la proporrò per il ruolo di kapò". Nell'aula cadde il silenzio. Poi all’improvviso si sentirono fischi, grida indignate, reazioni amare. Fini diventò cereo, guardò Buttiglione, seduto alla sinistra, si morse le mani. Si alzò. Schulz rimase di sasso.
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COSA HANNO DI SIMILE ORIANA FALLACI E TIZIANO TERZANI ?
Postato da direttore il Sabato, 30 settembre @ 15:56:36 CEST - (Leggi Tutto... | 11260 bytes aggiuntivi | 7 commenti | Voto: 4)
*CONTROVENTO* rubrica a cura di Ilaria Giovinazzo
- Uno spazio per chi va oltre il pensiero comune -
"Una persona seria non sta a perdere tempo nel formulare l'opinione della maggioranza" Godfrey Hardy, matematico
O R I A N A E T I Z I A N O Vite parallele
di I L A R I A G I O V I N A Z Z O
Oriana Fallaci è morta qualche settimana fa, all’età di settantasette anni. In tutto il mondo la notizia è stata battuta dalle agenzie di stampa ed il mondo occidentale ha provato emozioni contraddittorie, alcuni sentivano di aver perso un riferimento critico importante, altri, quasi con perversa soddisfazione, hanno accolto la notizia facendo spallucce, pensando che la ‘voce scomoda’ finalmente avrebbe taciuto e dimenticando che quella ‘voce scomoda’ era una donna che ha scritto alcune tra le pagine più importanti del giornalismo internazionale. Tiziano Terzani è morto nell’estate del 2004 e la notizia della sua morte è stata meno scioccante e, probabilmente, è stata vissuta da lui in maniera simile, con pacatezza, accettazione e, forse, un sorriso consapevole. Dopo la morte di Tiziano Terzani un piccolo fuoco si è acceso e via via, è diventato sempre più grande, ma non un fuoco di rabbia, no, si è acceso un enorme fuoco di pace, attraverso il quale bruciare pregiudizi e luoghi comuni e, soprattutto, paure comuni. Cosa hanno di simile Oriana Fallaci e Tiziano Terzani? Per cominciare sono entrambi toscani e la toscanità, i fiorentini lo sanno bene, è un valore, una nota caratteristica che si imprime nella personalità. In secondo luogo sono due giornalisti di guerra, anche se Terzani amava definirsi un giornalista di pace, negli ultimi anni della sua vita. Entrambi hanno viaggiato molto, hanno scritto degli splendidi libri sulle loro esperienze, entrambi hanno sempre cercato il pelo nell’uovo, hanno preteso di capire e di mettere in dubbio. Entrambi hanno dovuto affrontare un nemico crudele come il cancro, che li ha portati via a distanza di due anni l’uno dall’altra. Negli ultimi tempi, la Fallaci si era chiusa tra le mura del suo appartamento di New York e da lì aveva iniziato la sua battaglia contro quello che adesso incarnava per lei tutto ciò che andava contro i suoi principi, contro la sua identità da occidentale: l’Islam. E naturalmente aveva continuato a combattere contro quell’altro nemico, ben più maligno e personale, il cancro. L’Islam è stata l’ultima cosa che ha unito le esistenze di questi due giornalisti nei loro ultimi anni di vita e che li ha allontanati, portandoli su strade completamente diverse. Oriana Fallaci reagì violentemente all’11 settembre e la sua reazione non fu mediata da nulla, esplose in un odio furibondo verso quel qualcosa che minacciava l’integrità dell’occidente, così come il cancro minacciava la sua stessa integrità. Tiziano Terzani reagì scrivendo una lunga lettera sul Corriere Della Sera. La lettera uscì il 16 settembre del 2001 e Terzani vi affermava la necessità da parte dell’Occidente di evitare una nuova guerra di religione utilizzando invece la via d’uscita della non-violenza.
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CRISI UMANITARIA IN PALESTINA di Ilaria Giovinazzo
Postato da direttore il Martedì, 18 luglio @ 00:21:49 CEST - (Leggi Tutto... | 7351 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)
La Rubrica *CONTROVENTO* a cura di Ilaria Giovinazzo
- Uno spazio per chi va oltre il pensiero comune -
"Una persona seria non sta a perdere tempo nel formulare l'opinione della maggioranza"
Godfrey Hardy, matematico PACE E DEMOCRAZIA: LA GRANDE BEFFA Crisi umanitaria in Palestina Dal momento in cui il partito di Hamas è andato al governo dopo libere elezioni, la Palestina ha iniziato a vivere una situazione drammatica. Hamas al governo è per Israele un vero e proprio pugno in un occhio e lo stesso vale per gli Usa, così per evitare di dare appoggio a un gruppo politico notoriamente definito terrorista, l’intero occidente si è mobilitato per tagliare drasticamente i fondi necessari alla sussistenza economica del Paese. Vogliono piegare il governo palestinese affinché ceda e si dimetta. E non riescono a capire che Hamas al governo è un’ottima risorsa per riuscire a procedere sulla strada della pace, che Hamas al governo, eletto dal popolo, coi suoi ministri in doppiopetto e plurilaureati, è la migliore controparte che possono desiderare per negoziare a livello politico perché sono loro che hanno la possibilità di fermare le stragi e sono loro che si sono attenuti, fino ad alcune settimane fa, al cessate il fuoco (unilaterale tra l’altro) nei confronti di Israele. segue ...>>
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NASSIRIYA: NO BLOOD FOR OIL di Ilaria Giovinazzo
Postato da direttore il Lunedì, 29 maggio @ 03:17:54 CEST - (Leggi Tutto... | 9556 bytes aggiuntivi | 102 commenti | Voto: 5)
La Rubrica *CONTROVENTO* a cura di Ilaria Giovinazzo
- Uno spazio per chi va oltre il pensiero comune -
"Una persona seria non sta a perdere tempo nel formulare l'opinione della maggioranza"
Godfrey Hardy, matematico
NASSIRIYA: NO BLOOD FOR OIL“Quanto sosteniamo da tempo, sempre smentiti dal Governo e dall'ENI, si è rivelato vero: le truppe italiane sono a Nassiriya per proteggere il contratto firmato dall'ENI con Saddam Hussein, per lo sfruttamento dell'omonimo campo petrolifero. Ecco perché, e per chi, sono morti i militari italiani.” Un ponte per…
Ciò che mi auguro nel redigere questo articolo, forse l’ennesimo articolo sui nostri morti in Iraq e su ciò che sta accadendo nella provincia del Dhi Qar controllata dai militari italiani, è che finalmente, adesso che una nuova maggioranza è salita al governo si smetta di mistificare la realtà e si inizi a spiegare alle famiglie dei militari italiani morti in Iraq perché ciò è accaduto, per quale motivo il nostro contingente è a Nassiriya e soprattutto perché l’ Italia ha ritenuto necessario entrare in “guerra” accanto agli USA. Altre lacrime e altro sangue sono state versate il 27 aprile di quest’anno, pochi giorni fa e cinque persone sono morte, tra cui il maresciallo dei carabinieri Enrico Frassanito che, dopo alcuni giorni di agonia si è spento proprio quest’oggi. La seconda ondata di vittime italiane a Nassiriya, questa, dopo la strage del 12 novembre del 2003 in cui persero la vita 19 italiani e 9 iracheni. Sangue insomma, sangue italiano versato per…
Ci hanno detto che l’ Italia è andata in Iraq per aiutare la ricostruzione, per pacificare, per aiutare la popolazione irachena nel lungo cammino verso la creazione della democrazia. Ci hanno detto che piangere i nostri morti in Iraq era giusto perché noi siamo buoni e gli iracheni no, perché noi siamo lì per una buona causa mentre gli iracheni non hanno nessun buon motivo per desiderare di cacciarci via. Sono costernata per ciò che sta accadendo e provo una rabbia profonda per due motivi fondamentali: primo, perché questa non era una guerra necessaria, perché queste morti si potevano evitare e perché si sa che se si va in guerra c’è il rischio di perderci la vita; secondo, perché ci stanno prendendo per i fondelli e noi non sappiamo far altro che piangere sul latte versato. segue...>>
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Inserto: BISOGNA SAPER PERDERE... (ma anche saper vincere) di Ilaria Giovinazzo
Postato da direttore il Venerdì, 21 aprile @ 19:53:18 CEST - (Leggi Tutto... | 9876 bytes aggiuntivi | 1 commento | Inserto | Voto: 0)
La Rubrica *CONTROVENTO* a cura di Ilaria Giovinazzo
- Uno spazio per chi va oltre il pensiero comune -
"Una persona seria non sta a perdere tempo nel formulare l'opinione della maggioranza"
Godfrey Hardy, matematico
BISOGNA SAPER PERDERE... (ma anche saper vincere)
Indecisa se affrontare l’argomento cattura di Bernardo Provenzano; o il risultato delle elezioni politiche, mai avrei creduto che le due cose potessero in qualche modo essere  collegate. E invece… mi è bastato fare due più due, andare a ripescare alcune informazioni che mi sovvenivano alla memoria e ascoltare l’ultima curiosa notizia in cui viene spiattellato con candida innocenza che nel covo del boss della mafia si trovavano inopportunamente dei volantini elettorali che invitavano a votare il Presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro, di cui tutti abbiamo già, credo, una qualche opinione. Beh, nel covo di Provenzano davvero non potevamo trovare i volantini elettorali di Rita Borsellino… ma un ritrovamento del genere lascia da pensare anche a chi non vede mai il pelo nell’uovo; per ora però, fino a conferme ulteriori, è meglio abbandonare questo argomento. L’altra cosa interessante è stata la tempistica con cui si sono svolti i fatti in questi ultimi giorni. Prima i tempi infiniti per avere un qualche risultato vero oltre alle ipotesi, poi la sorpresa che gli exit-poll non corrispondevano ai voti reali delle urne, poi ancora, l’alternarsi di gioia e disperazione a seconda di come si muoveva la percentuale dei voti sullo schermo della tv. Molti italiani, come la sottoscritta, saranno rimasti incollati ore ed ore allo schermo in attesa di un risultato definitivo e saranno andati a letto, la sera di quel 10 aprile, con un nodo allo stomaco chiedendosi come sia stato possibile essere così ciechi di fronte alla reale situazione del Paese. Io, personalmente sono andata a letto con questo stato d’animo. segue...>>
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VIGNETTE, ISLAM E IL NUOVO EQUILIBRIO MONDIALE
Postato da direttore il Mercoledì, 15 marzo @ 23:15:21 CET - (Leggi Tutto... | 9200 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)
La Rubrica *CONTROVENTO*
- Uno spazio per chi va oltre il pensiero comune -
a cura di Ilaria Giovinazzo
Premessa: non intendo assolutamente giustificare e approvare le violenze compiute da alcuni musulmani in risposta alle vignette satiriche, poiché la considero una reazione profondamente sbagliata e incivile che va a ledere l’immagine stessa del popolo musulmano agli occhi del resto del mondo.
 Questo articolo arriva con una tempistica fuorviante, visto che in Italia, attualmente, sono tutti occupati a interrogarsi su chi e perché votare alle politiche del prossimo mese. Lasciando da parte questi amletici dubbi e lasciando gli italiani alle loro coscienze, vorrei concentrarmi su un argomento che ha occupato per mesi i giornali e le televisioni di tutto il mondo: le vignette su Maometto. L’argomento, non più martellato dai media, rimane una bruciante spia di quello che sta accadendo tra Europa, America e Paesi Mediorientali, anche se sarebbe meglio dire: tutto l’Oriente fino a poco tempo fa considerato Terzo Mondo. I discorsi che si sono sentiti in giro e le dispute al riguardo, si sono basati essenzialmente sulle affermazioni di quelli che sono a favore della libertà d’espressione e quindi a favore delle vignette e quelli che invocano il rispetto della fede altrui. Ma nessuno si è posto il problema di chiedere a un musulmano perché mai fossero stati feriti così tanto da quei disegni...
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"CONTROVENTO" rubrica a cura di Ilaria Giovinazzo
Postato da direttore il Sabato, 11 febbraio @ 16:21:35 CET - (Leggi Tutto... | 7593 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
Obiettivo Iran: come distruggere uno stato scomodo... III° atto
 Molta gente ascoltando i fatti di questi ultimi mesi e credendo ciecamente a ciò che sia l’America sia l’Inghilterra, senza dimenticare il nostro Paese dicono del cosiddetto ‘affare Iran’, ha concluso che il gesto iraniano di non congelare il suo programma nucleare sia un atto gravissimo latore di terribili futuri sviluppi a carattere apocalittico. Bene, quel che è importante è mantenere la calma e riflettere sui fatti, analizzando tutte le motivazioni al riguardo. Primo punto importante: l’Iran, probabilmente, sapeva benissimo che prima o poi l’America avrebbe messo gli occhi sulle sue riserve petrolifere che producono ogni anno tra i 200-205 milioni di tonnellate di greggio, la metà dei quali viene esportata. Sapeva anche che dopo l’attacco all’Iraq loro (o la Siria) sarebbero stati il prossimo obiettivo possibile… Altro fatto importante di cui l’Iran era ed è ben consapevole: l’America, ora come ora, coi soldati impegnati in Iraq e in Afghanistan non ha le risorse militari e umane necessarie per un’altra guerra di ‘conquista’ (perché basta nascondercelo, questo è stato il fine delle due guerre scatenate in medioriente negli ultimi anni, la costruzione della democrazia posticcia è la maschera di comodo usata per tranquillizzare e tacitare l’opinione pubblica). Per risolvere questo problema, l’America ha dunque bisogno di portare dalla sua parte anche l’Europa e soprattutto quei Paesi dell’Europa che in Iraq si sono rifiutati di andare...
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PREMIO
LETTERARIO
GIORNALISTICO
SCRIVERE OLTREPENSIERO
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Il Tempo, lo Spazio,
la Mente, i Pensieri
i Ricordi, i Colori
POESIE di
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CONTEMPORARY JEWELS
IN STARK
18-21 LUGLIO 2008
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Il Festival – Edizione 2008
Il Festival – Dati tecnici
Il Programma
Pittura
Scultura
Biografie degli artisti
Patrocinii e partners

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REGIONE PER REGIONE CITTA' PER CITTA'
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