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DU 13 AU 24 MAI 2009
I REPORTAGE DI
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La Maremma è una realtà territoriale piuttosto vasta e dai confini non perfettamente definiti che si affaccia sul Mar Tirreno Dante (Inferno XIII, 7) ne individuava i confini tra Cecina e Corneto: "Non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che 'n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti"
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LA POESIA DELLA SETTIMANA a cura di Reno Bromuro
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TANGENZE E CONFRONTI FRA GENERAZIONI DI ARTISTI
Postato da direttore il Mercoledì, 27 maggio @ 03:54:20 CEST - (Leggi Tutto... | 19978 bytes aggiuntivi | 4 commenti | Voto: 0)
28 maggio – 20 giugno 2009 - Mostra a cura di Massimo Bignardi, Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici, Università di Siena. Inaugurazione giovedì 28 maggio ore 18,30. MAT (Museo dell’Alto Tavoliere – Città di San Severo). La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Claudio Grenzi Editore di Foggia che, oltre al saggio introduttivo di Bignardi, presenta testi critici di Irene Biolchini, Marcella Ferro e Claudia Gennari, nonché un ampio apparato di illustrazioni delle opere in mostra e profili biografici degli artisti.
PERSISTENZE SUL CONFINE DELL’IMMAGINE
Ripensando ad Andrea Pazienza
Conclusasi, dopo aver riscosso grande successo di pubblico e di critica, la mostra “Andrea Pazienza. Il graffio del Segno”, a cura di Elena Antonacci, Teo de Palma ed Antonello Vigliaroli, giovedì 28 maggio sarà inaugurata al MAT (Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo) la mostra "Persistenze sul confine dell’immagine. Ripensando ad Andrea Pazienza", secondo momento espositivo all’interno del programma “Ad Andrea & C. Fatti e personaggi dal mondo del fumetto” progettato e curato da Teo de Palma e promosso dalla Provincia di Foggia e dal Comune di San Severo in collaborazione con la cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Siena, il Frac-Baronissi e l’Associazione Sorvillo per l’Arte Contemporanea.
La mostra curata da Massimo Bignardi propone una selezione di opere di artisti contemporanei, il cui denominatore comune sembra scorgersi nell’idea di immagine o, meglio, sul valore che essa assume nella contemporaneità: una scelta di opere provenienti da collezioni private e da istituzioni museali, che intreccia linguaggi diversi, dalla pittura alla fotografia, alla ceramica, agli extra media,alla pittura digitale.
In esposizione le opere di: Antonio Ambrosino, Paolo Bini, Paolo Borrelli, Angelo Casciello, Bruno Ceccobelli, Franco Cipriano, Paolo De Santoli, Gerardo Di Fiore, Giuseppe Di Muro, Stefano Di Stasio, Lorenzo Foschi, Omar Galliani, Salvatore Lovaglio, Ruggero Maggi, Maria Mulas, Tommaso Ottieri, Arturo Pagano, Giusy Parisi, Eliana Petrizzi, Piero Pizzi Cannella, Virginio Quarta, Angelomichele Risi, Errico Ruotolo, Sandro Scalia, Giovanni Tesauro.
Momenti, personalità, pratiche e linguaggi diversi tra loro proponendo tangenze e confronti fra generazioni di artisti che hanno scandito gli ultimi quattro decenni: dagli ultimi esiti di Nuova figurazione dei primi anni Settanta alle giovanissime esperienze che operano nella sfera del digitale, passando per le interferenze e le aperture transavanguardiste, per il citazionismo, per la nuova astrazione italiana, intercettando la fotografia come linguaggio non appartato da pratiche immaginifiche.
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CONSIDERAZIONI SULLA 62° EDIZIONE DEL FESTIVAL DI CANNES
Postato da direttore il Martedì, 26 maggio @ 04:23:24 CEST - (Leggi Tutto... | 8467 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 5)
Terminato il festival Cannes ritorna alla tranquillità, o meglio alla sua normale ruotine quotidiana. Parecchie le cose divertenti che si sono viste sulla Croisette in queste due settimane dedicate al cinema con film sempre esasperatamente lunghi. Memorie, emozioni, paranoie, sospiri e curiosità. Tutti d’accordo, però, sull’abbondanza delle proposte, in cui si è passati senza soluzione di continuità dalla sorpresa alla delusione, dalla violenza alla poesia.
TUTTO ED IL CONTRARIO DI TUTTO
di Mariangiola Castrovilli

Finalmente i cannensi hanno tirato un sospiro di sollievo, le strade, tolti gli ultimi caos dovuti alla demolizione di tutte le strutture che hanno contribuito ad alimentare il sogno di un mondo spettacolare come cinema, hanno potuto rivedere il mare. I grandi alberghi dal Carlton al Martinez si sono riappropriati delle loro spiagge, affittate a peso d’oro e adibite a prestigiosa sede per i party più ambiti, riallineando una batteria di lettini rivolti verso il sole lungo la stretta passerella sospesa sul mare. I gioielli prestati alle attrici per essere ancora più belle sono tutti tornati alla base nelle vetrine dei più grandi gioiellieri e finalmente si può camminare spediti senza essere inquadrati militarmente dagli zelanti agenti del traffico.
Parecchie le cose divertenti che abbiamo visto sulla Croisette in queste due settimane dedicate al cinema a cominciare dai due grandi alberi di Natale sontuosamente addobbati e la copiosa nevicata sotto le palme nel giardino del Carlton quando Jim Carrey ha fatto la promozione dell’ultimo film della Disney Canto di Natale di cui abbiamo visto solo due scene, perché sarà pronto solo a novembre. Curiosi anche i cinque minuti soprappensiero di Monica Bellucci seduta su un divano a La plage des Palmes sotto la pioggia con alle spalle un robusto body gard proteso in avanti per riparala con un ombrello. E che dire dei ciclisti che per far pubblicità al loro film belga La merditude des choses non hanno esitato a pedalare... nudi in mezzo all’indifferenza della gente abituata ormai a ben altre cose.
In quanto ai film, che dire, vi sconsigliamo vivamente di prendere le sostanze allucinogene consigliate dal buon Gaspar Noè nel suo Enter the void dopo aver visto i nefasti effetti sui neuroni. Altrettanto sconsigliabile partire con Von Trier per un cottage in montagna in compagnia di una moglie paranoica (Gainsbourg) che cerca d’ammazzarti prima di aver mostrato al pubblico attonito come tagliarsi con una forbice arrugginita il clitoride, anche se poi vince, vedi caso, il premio come miglior attrice.
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STORIE E SIENTIERI DI UNA TERRA
Postato da direttore il Lunedì, 25 maggio @ 21:12:59 CEST - (Leggi Tutto... | 17708 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
Un progetto nato dall’incontro dell’Associazione Giovani Palestinesi “Wael Zuaiter” e dell'Associazione Culturale Aktivamente. Domenica 31 maggio a Roma, al Circolo degli Artisti, Finding Palestine (III edizione) propone di ripercorrere la cultura palestinese classica e contemporanea, attraverso una serata in cui le varie forme di espressione culturale troveranno spazio attraverso più linguaggi raccontando una Palestina spesso invisibile. L’evento intende dare risalto alla storica partecipazione della Palestina alla Biennale di Venezia 2009 e alla decisione dell'Unesco di dichiarare Gerusalemme Capitale della Cultura Araba 2009.
F I N D I N G P A L E S T I N E
Costruire intrecci e ponti tra due Paesi del Mediterraneo, l'Italia e la Palestina, questo l’obiettivo di Finding Palestine, l’evento nato dall’incontro dell’Associazione Giovani Palestinesi “Wael Zuaiter” e dell'Associazione Culturale Aktivamente.
Domenica 31 maggio a partire dalle 18.00 al Circolo degli Artisti (ingresso libero) a Roma, in via Casilina Vecchia 42, Finding Palestine propone di ripercorrere la cultura palestinese classica e contemporanea, attraverso una serata in cui le varie forme di espressione culturale troveranno spazio attraverso la pittura, fotografia, teatro, scultura, danza, musica, cucina, poesia, moda e artigianato, raccontando una Palestina spesso invisibile.
Aktivamente e “Wael Zwaiter” hanno deciso di dedicare questa terza edizione al poeta palestinese Mahmoud Darwish, scomparso nel 2008. Per l’occasione l’attrice italiana Jasmine Trinca (La stanza del figlio, Romanzo criminale, La meglio gioventù) e altri interpreteranno le sue poesie al suono dell’oud.
Tra gli ospiti il gruppo Checkpoint 303, un progetto musicale d’avanguardia nato nel 2004 tra Tunisia, Palestina e Francia che mescola musica elettronica sperimentale armonizzando registrazioni dal campo effettuate in Palestina con battiti elettronici, FX e sottili melodie orientali.
I Checkpoint 303 hanno aperto diversi concerti dei Massive Attack in Inghilterra e Francia e hanno svolto live set in diversi paesi con l’obiettivo di diffondere un suono per la pace, la libertà e i diritti umani attraverso una miscela di twisted electro, downtempo, breakbeats e melodie orientali.
Per l’occasione saranno allestite diverse mostre tra cui quella di pittura di Isis Rizk, la mostra storica “Palestina, ieri e oggi” e soprattutto “A walk near the sea of Gaza” di Luca Tommasini, una mostra sui pescatori della Striscia di Gaza inaugurata al Parlamento Europeo di Strasburgo lo scorso 24 marzo.
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62° FESTIVAL DE CANNES: LE PALMARES 2009
Postato da direttore il Domenica, 24 maggio @ 22:27:05 CEST - (Leggi Tutto... | 9734 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
L E P A L M A R E S
LA FATIDICA ASCESA AL… PARADISO
SUI GRADINI ROSSO VALENTINO
di Mariangiola Castrovilli
Ed eccoci veramente arrivati alla fine di questa lunga galoppata cinematografica che ha offerto tutto il nuovo ed il meglio (ma questo è… soggettivo) della cinematografia mondiale.
Tanti i film che abbiamo visto nella competizione ufficiale in corsa per la Palma d’oro e nelle altre prestigiose sezioni.
La giuria di Un certain regard presieduta da Paolo Sorrentino che Thierry Frémaux direttore generale del Festival più glamour del mondo ha salutato come il ‘wonder boy’ del cinema italiano e composta tra gli altri dall’attrice Julie Gayet e da un elegantissimo Piers Handling direttore del Festival di Toronto, ha premiato il regista ateniese Giorgos Lanthimos, che con Dogtooth dipinge un sulfureo ritratto sopra le righe del totalitarismo con una visione marziale e surrealista di una famiglia ‘segregata in casa’ dove solo il padre ha diritto ad uscire.
Il premio della giuria è andato invece a Adjectif politiques di Roumain Corneliu Porumboio. Ma un solo premio deve essere sembrato poco ai giurati per cui ecco anche ex aequo Nessuno conosce i gatti persiani dell’iraniano Bahman Ghobadi e Il padre dei miei figli (la cui protagonista è la nostra Chiara Caselli), di Mia Hansen Love. Il prestigioso premio dei critici internazionali (FIPRESCI) è andato quest’anno per la competizione a Il nastro bianco di Haneke, a Politist, Adjectiv di Porumboio per Un certain regard e, per la Quinzaine alla coproduzione canadese Amreeka di Cherien Dabis.
Vincitore della prestigiosa sezione La camera d’oro è stato Warwick Thornton con Sansone e Dalila, mentre la menzione speciale è andata a Ajami di Scandar Copti.
Isabelle Huppert con la giuria della competizione ufficiale tra cu le attrici Asia Argento, Robin Wright Penn e la taiwanese Shu Qi, i registi James Gray, Nuri Bilge Ceylan, Lee Chang-dong e lo scrittore Hanif Kureishi ha passato tutta la giornata a villa Domergue, sulle alture di Cannes messa a loro disposizione dal municipio per la delibera a porte chiuse.
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62° FESTIVAL DE CANNES
Postato da direttore il Domenica, 24 maggio @ 22:09:20 CEST - (Leggi Tutto... | 7350 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
Al regista tedesco il premio più importante. Migliore regista il filippino Brillante Mendoza. Charlotte Gainsbourg premiata per l'interpretazione in 'Antichrist' e il premio per il miglior attore è andato a Christoph Waltz per la sua interpretazione nel film "Inglourious Basterds" di Quentin Tarantino. "Spring fever" del cinese Lou Ye si è aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura
Cannes, Palma d'Oro a
'Il nastro bianco' di Haneke
Cannes, 24 mag. (Ign) - Il regista austriaco Michael Haneke con il film "Il nastro bianco" ha vinto la Palma d'oro del 62° Festival di Cannes.
Il premio come migliore regista è andato al filippino Brillante Mendoza con il film "Kinatay".
L'attrice Charlotte Gainsbourg si e' aggiudicata invece il premio per la migliore interpretazione in "Antichrist". Come migliore attore i giurati hanno scelto Christoph Waltz per la sua interpretazione nel film "Inglourious Basterds" di Quentin Tarantino.
"Spring fever" del cinese Lou Ye si è invece aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura mentre Fish Tank", di Andrea Arnold, e "Thirst", di Park Chan-wook, hanno vinto ex-aequo il premio della giuria al Festival di Cannes. Il premio e' stato consegnato dall'attrice italiana Laura Morante.
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INCONTRI CON IL CARDARELLI 2009
Postato da direttore il Sabato, 23 maggio @ 14:45:47 CEST - (Leggi Tutto... | 6214 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
Secondo appuntamento con “Incontri con l’autore”, la manifestazione legata al concorso letterario “Premio Tarquinia Cardarelli”. Il terzo avrà luogo il 6 giugno con "Critici a confronto". In autunno previsto un ciclo di nove conferenze e tra novembre e dicembre tornerà anche "Il Processo"
E R A L D O A F F I N A T I
Sabato 23 maggio, il critico letterario Massimo Onofri ha incontrato nella sala consigliare del palazzo comunale di Tarquinia lo scrittore Eraldo Affinati.
Finalista nel 1997 del “Premio Strega” e del “Premio Campiello”, con il libro “Campo del Sangue”, l’ultima opera del narratore s'intitola "La Città dei Ragazzi".
In questo libro, che si pone tra il saggio e la narrativa, sono descritte le storie di tanti ragazzi di quindici e sedici anni incontrati dall’autore nella sua esperienza di insegnante proprio alla Città dei Ragazzi, struttura fondata dal sacerdote irlandese John Patrick Carrol-Abbing.
Si tratta di adolescenti arrivati in Italia nei modi più diversi e drammatici.
Affinati intraprende con loro un viaggio alla ricerca dei motivi profondi che li hanno spinti a lasciare casa e genitori, pur di sfuggire alla povertà e alla guerra.
È un viaggio che coinvolge in prima persona lo scrittore e lo porta a una toccante riflessione sulla paternità.
“Incontri con l’autore” si conferma dunque un evento di grande spessore culturale che gli organizzatori, per celebrare il cinquantenario della  morte di Vincenzo Cardarelli, riproporranno in autunno con ciclo di nove conferenze, a cui parteciperanno intellettuali di altissima levatura.
Infine, tra novembre e dicembre tornerà “Il Processo”, l’iniziativa di successo che lo scorso anno vide protagonisti gli autori de “La casta”, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, in veste di “accusato”, Luca Telese de “Il giornale”, nel ruolo di avvocato difensore, e come pubblici ministeri due giornalisti de “Il foglio”, Duccio Trombadori e Andrea Marcenaro.
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TUSCIA FILM FEST E PREMIO CARDARELLI
Postato da direttore il Sabato, 23 maggio @ 04:43:14 CEST - (Leggi Tutto... | 7921 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
L’edizione 2009 del Tuscia Film Fest - la seconda sotto la direzione artistica di Italo Moscati - sarà contraddistinta da un’importante novità: la collaborazione con un’altra manifestazione culturale di primo piano fortemente legata al territorio, il Premio Tarquinia-Cardarelli diretto dal critico letterario Massimo Onofri. A partire da quest’anno, infatti, una delle serate del Tuscia Film Fest sarà dedicata a un film italiano dell’ultima stagione cinematografica tratto da un romanzo e l’ospite che interverrà all’incontro sarà l’autore del libro da cui è stato tratto il film.
LO SCRITTORE
UMBERTO CONTARELLO
OSPITE A VITERBO
Protagonista di questa serata cinematografico-letteraria sarà lo sceneggiatore e scrittore Umberto Contarello, autore del romanzo Una questione di cuore, da cui Francesca Archibugi ha tratto il film Questione di cuore con Kim Rossi Stuart, Antonio Albanese, Micaela Ramazzotti, Francesca Inaudi.
Contarello sarà ospite del Tuscia Film Fest la sera di giovedì 2 luglio presso il cortile del Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz di Viterbo, arena principale del festival. Al termine dell’incontro che inizierà alle 21.30 verrà proiettato il film della Archibugi.
«La collaborazione tra il Premio Tarquinia-Cardarelli e Tuscia Film Fest - ha dichiarato Massimo Onofri - nasce nell'auspicio di quella sempre più felice prossimità tra letteratura e cinema, che sta già dando tanto all'una e l'altra arte, e alla più generale storia della cultura italiana. Ma è anche la prima tappa importante d'una sinergia in vista d'una progettazione artistica sempre meno casuale e rivolta all'ottimizzazione di tutte le risorse a disposizione del territorio».
La sesta edizione del Tuscia Film Fest prenderà il via il prossimo 26 giugno 2009 a Viterbo per poi fare tappa fino al 1° agosto in alcune delle località più suggestive del viterbese: il borgo di Civita di Bagnoregio, la Rocca Borgiana di Nepi e il Museo del Vino di Castiglione in Teverina.
Come ormai tradizione, il programma prevederà le proiezioni di alcuni dei più importanti e significativi film italiani dell’ultima stagione cinematografica abbinate agli incontri con registi, attori, sceneggiatori, ecc... e sarà arricchito da una serie di eventi, omaggi e sezioni speciali.
Il programma definitivo del Tuscia Film Fest 2009 sarà presentato a Viterbo il prossimo 18 giugno nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento.
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TARANTINO: «VENIRE QUI E’ SEMPRE UN SOGNO, PERCHE’ CANNES E’ L’OLIMPO»
Postato da direttore il Giovedì, 21 maggio @ 04:21:30 CEST - (Leggi Tutto... | 11049 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
Il film racconta la missione di un manipolo di ebrei di tutte le nazionalità capitanati da un luogotenente, interpretato da uno splendido Brad Pitt, che contraccambiano con uguale crudeltà le efferate epurazioni delle truppe tedesche. «E’ una prova molto importante per la mia carriera» afferma Quentin Tarantino presentando i suoi attori e li elogia a tal punto che loro si sentono in dovere di alzarsi e andarlo a baciare sulla guancia.
I N G L O U R I O U S B A S T E R D S
di Mariangiola Castrovilli
E venne il giorno a Cannes del tanto atteso Tarantino’s day con il suo "Inglourious Basterds" di cui si va favoleggiando da più di un anno. La produzione sembrava blindata, ma in corso di lavorazione ci sono state notevoli fughe di notizie e foto sul web che non hanno di certo fatto piacere ai produttori. Già dalla 7,30 del mattino il Grand Theatre Lumiere dove la sera c’è la creme de la creme che sale glamour ed ingioiellata, bersagliata da migliaia di cinefotoperatori i fatidici gradini, era già piena di giornalisti in ranghi compatti che mai e poi mai avrebbero perso i 160 minuti di Inglourious Basterds che scorrono via in un lampo.
Fantastico immaginifico Tarantino per cui non ci sono vie di mezzo o lo ami o lo detesti. Il sorriso aperto che fa intravedere per intero una chiostra di denti non proprio perfetti, la vocetta in falsetto, gli occhi acutissimi con cui domina la platea facendo la parte del leone a questa super affollata conferenza stampa che pur vede al suo tavolo oltre a Brad Pitt, Diane Kruger, Kristoph Waltz e buona parte del cast internazionale, che mai come questa volta rappresenta un piccolo Onu del cinema.
La storia a cui girava intorno Quentin, una specie di favola violenta che comincia con ‘c’era una volta nella Francia occupata dai nazisti’, ha preso dieci anni per decollare e racconta la missione di un manipolo di ebrei di tutte le nazionalità capitanati dal luogotenente Aldo Raine (uno splendido Brad Pitt che ricorda Lee Marvin di Quella sporca dozzina e Marlon Brando de Il padrino), che contraccambiano con uguale crudeltà le efferate epurazioni delle truppe tedesche con a capo il feroce colonnello delle SS Hans Landa (Christoph Waltz) dotatissimo per le lingue e per lo spettacolo, soprannominato il ‘cacciatore di ebrei’.
Inglourious Basterds, alla lettera ‘bastardi senza onore’, che trae il suo titolo da Quel maledetto treno blindato del 1978 uscito in America come Inglourious Basterds del nostro Enzo G. Castellari è per Tarantino «una prova molto importante per la mia carriera». Gioioso come un bambino miracolato dal cinema, pieno di un entusiasmo contagioso che travolge il suo cast e la stampa Quentin risponde con tutto se stesso, parla con il cuore, con gli occhi che sorridono prima della bocca,e soprattutto con le mani gesticolando come solo noi italiani sappiamo fare.
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UN AMORE “TOTALITARIO” COME UN REGIME
Postato da direttore il Mercoledì, 20 maggio @ 03:54:40 CEST - (Leggi Tutto... | 12883 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
Donne che amano troppo potrebbe essere il sottotitolo di Vincere, di Marco Bellocchio, unico italiano in competizione qui a Cannes, con una superba Giovanna Mezzogiorno nei panni di Ida Dalser e un bravissimo Filippo Timi nei panni del duce al tempo in cui, giovane di sfrenata ambizione, dirigeva l’Avanti ed era ancora agile e snello. Nella pagina che segue la galleria fotografica ed il filmato tratto da visum.it
V I N C E R E
di Mariangiola Castrovilli
L’incontro tra i Ida e Mussolini allora sindacalista socialista ed anticlericale avviene nel 1907, quando Ida assiste ad un dibattito tra un sacerdote e Benito che nega teatralmente l’esistenza di Dio. Ed è subito amore, anzi passione violenta . Ida soccombe al maschio fascino del futuro dittatore di cui condivide pensieri, speranze ed una più ampia visione del futuro, per cui quando lui si licenzia dall’Avanti, vende intrepidamente tutto quello che ha, atelier, casa, gioielli per permettergli di fondare un giornale per conto suo.
Viene poi il matrimonio in Chiesa e la nascita nel 1915 di Benito Albino Mussolini, il primogenito del duce che però diventa sempre più distante e indaffarato a rifare l’Italia, per cui, con l’arroganza che gli conosciamo si allontana senza troppe spiegazioni. Tanto da sposare in comune Rachele Guidi, che subito dopo sposerà anche in Chiesa diventando bigamo precorrendo così i nostri giorni.
Ormai non c’è più posto per una donna diventata fastidiosa e appiccicaticcia come una mosca, che quando capisce come stanno andando le cose, cioè molto male per lei, lo insulta pubblicamente dandogli del ladro e comincia a scrivere a destra e a manca, dal Papa Pio IX al prefetto, passando per tutte le istituzioni per far intendere le sue ragioni di moglie offesa.
Diventa quindi necessario allontanarla ad ogni costo, e Benito che ormai è già molto potente lo fa con uno sprezzo dei sentimenti costruendo attorno a lei una vergognosa messa in scena, quella della pazzia per cui va internata in manicomio e suo figlio messo sotto tutela di un gerarca fascista a lui fedele. Naturalmente dopo aver distrutto tutti i documenti che comprovano matrimonio e nascita.
Bellocchio si è innamorato di Ida di cui non sapeva niente, vedendo su Raitre nel 2005 l’interessante documentario di Fabrizio Laurenti e Gianfranco Norelli Il segreto di Mussolini, che spiegava una scomoda verità della Storia finora tenuta nascosta, anche se attorno erano nate inchieste e libri. Il segreto era quello di Benito Albino Mussolini, scomodo primo figlio maschio del condottiero, che il padre ignobile fece poi sparire come la madre, internandoli in un manicomio.
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PAOLA CAPRIOLO: LA MUSICA COME COLLOQUIO INTIMO CON SE STESSI
Postato da direttore il Domenica, 17 maggio @ 21:52:02 CEST - (Leggi Tutto... | 9725 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
La persistente attesa di qualcosa che non avverrà, l’assenza di certezze, di punti di riferimento. Il mancato sopraggiungere, l’inesistenza di qualcuno o qualcosa che si continua ad aspettare all’infinito. Cosa rappresenta realmente la sospensione temporale? Fiducia, false speranze, illusioni. Ciascuno di noi aspetta un proprio Godot, intimo o di ampio respiro che sia, a cui attribuisce un’identità ben precisa o un insieme di significati. Il destino, la morte, Dio. Forse la vita stessa. Sono tutte interpretazioni alle quali si presta l’inesistente protagonista della tragicommedia beckettiana e che rendono il teatro dell’assurdo di En attendant Godot (Aspettando Godot) facilmente associabile alla realtà di tutti i giorni, alla crisi d’identità e all’incomunicabilità che sembrano tristemente prevalere. Non resta allora che protrarsi oltre il tempo, imparando pian piano a viverlo, magari avvalendosi di quella magica dimensione parallela che i libri ci offrono.

LA SINFONIA SENZA IDENTITA’
DEL PIANISTA MUTO
di Alessandra Giannitelli
Se fosse un brano di musica classica, si potrebbe pensare a un notturno di Chopin, per quel suo caratteristico coinvolgimento di molteplici implicazioni emotive, quell’impatto passionale, struggente, quel traboccare di intimi elementi elegiaci che porta a distinguere le sue composizioni dalla connotazione classica di «nocturne», strutturalmente molto più rigido.
La vicenda da cui la Capriolo trae spunto è alquanto nota e ben impressa nella nostra memoria.: il 7 aprile 2005, su una spiaggia del Kent (Gran Bretagna), viene ritrovato un giovane sotto shock che pare comunicare esclusivamente attraverso i tasti di un pianoforte e che scatena immediatamente la curiosità dei media, che dedicano attenzioni al ragazzo e formulano infinite – spesso strampalate – ipotesi sulla sua reale identità, colpiti dalle esecuzioni virtuosistiche di difficoltosi brani classici.
Proprio da qui, dai pochi elementi di questo curioso ritrovamento e dai suoi apparenti sviluppi, la scrittrice prende il via per quella che si rivela essere un vorticoso intreccio di storie, sentimenti, emozioni, malinconie, in un crescendo musicale in cui alle note vengono efficacemente sostituite le parole.
Tutt’attorno alla curiosa personalità del Pianista Muto, ruotano le storie di quanti si trovano a convivere in quella che – pur non essendo mai nominata esplicitamente – si presenta inevitabilmente come una clinica psichiatrica. Ad ognuno dei degenti è legata una storia, che l’autrice ci riporta in prima persona, permettendoci così di entrare nelle loro vite – curiose, commoventi, struggenti – stabilendo con esse un contatto diretto.
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Risparmia sull'acquisto dei tuoi libri!
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PREMIO
LETTERARIO
GIORNALISTICO
SCRIVERE OLTREPENSIERO
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Il Tempo, lo Spazio,
la Mente, i Pensieri
i Ricordi, i Colori
POESIE di
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CONTEMPORARY JEWELS
IN STARK
18-21 LUGLIO 2008
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Il Festival – Edizione 2008
Il Festival – Dati tecnici
Il Programma
Pittura
Scultura
Biografie degli artisti
Patrocinii e partners

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ALPE FAGGETO CAPRESE MICHELANGELO (AR)
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 U N N U O V O S T I L E D I R I V I V E R E L E E M O Z I O N I
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CUCINA TIPICA
DELLA MAREMMA
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